Manuale per un ministro degli interni
A futura memoria. E’ bene non dimenticare certe frasi, scolpirle nella roccia per sdegnarsi ogni volta che lo si legge. Quando ieri sera, al Frida, Giuseppe Genna ha citato questa frase ho avuto un conato di vomito.
Aldo Moro ringrazia ancora.
Arriverò
Dovrei andare!
Quando dici un secondo deve essere un secondo.
Quando dici due parole, che siano due. Solo due.
Vorremmo solo abbracciarti
Se andrà sarà meglio, forse. Non siamo un paese in grado di difendere uomini come lui. Non ne abbiamo l’autorevolezza necessaria, per molti motivi. Non per ultimo perchè abbiamo sottosegretari e ministri eletti con quei voti li (basterebbe vedere l’impatto mediatico dell’inchiesta dell’espresso di queste settimane). Siamo un paese che non è in grado di indignarsi. Ed allora meglio andar via. Non vogliamo aver bisogno di eroi. Vorremmo soltanto abbracciare un ragazzo di ventotto anni e ringraziarlo del suo coraggio che fa sentire tanti di noi cosi piccoli dietro queste tastiere.
La Sicilia, Fava e Santapaola
C’è un silenzio francamente inconcepibile. Fatti simili a quelli denunciati dallo stesso Saviano nel suo libro. Pagine di quotidiani a disposizione di boss. E silenzio, silenzio, silenzio.
La Catena di San Libero – 12 ottobre 2008 n. 372
“Parla, Santapaola!”, “Zitto tu, Fava!”
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Il gravissimo episodio di Catania – un esponente mafioso che usa il giornale di Ciancio per mandare i suoi messaggi – non ha suscitato le risposte istituzionali che sarebbero state prontamente date in ogni altra città.
1) La Procura di Catania, che da poco ha sequestrato per inadempienze burocratiche un povero foglio locale (“Catania Possibile”) di denuncia, non ha ritenuto di intervenire sul ricco e potente quotidiano che ha favoreggiato di fatto il clan Santapaola.
2) L’Ordine dei Giornalisti non ha incredibilmente preso alcun provvedimento disciplinare – e quando , allora? – nei confronti del favoreggiatore.
3) L’Associazione siciliana della Stampa, che non è mai intervenuta in difesa di nessuno degli otto giornalisti siciliani trucidati dai Santapaola e dagli altri mafiosi, non ha avuto il coraggio di prendere adeguatamente posizione.
4) Il CdR de La Sicilia non ha denunciato né ha contestato (com’era suo preciso dovere) l’operato del direttore.
4) Non se n’è dissociato, nemmeno con tempestive dimissioni, neanche il vicedirettore, che evidentemente giudica incidente veniale la presenza di un Santapaola nel suo giornale.
5) Le forze politiche locali hanno reagito con estrema fiacchezza all’episodio gravissimo, che ufficializza la contiguità fra poteri e mafia (già vista in numerosi episodi: caso Avola, censura dei necrologi Montana e Fava, scuse al boss Ercolano, ecc.) nel campo dell’informazione.
Non è affatto una vicenda catanese. E’ nazionale. E’ l’esempio più estremo, ma che non resterà insuperato, della catastrofe etica dell’informazione italiana. Saviano, parlando di giornali collusi, ha avuto torto solo nel limitare i suoi esempi alla Campania.
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Facciamo appello ai siti liberi locali, ai giovani che li animano con tanta passione, a non lasciare impunita questa vergogna. A reagire apertamente e duramente, e soprattutto tutti insieme.
Avremo nelle prossime settimane (l’inizio del laboratorio di giornalismo) e nel prossimo mese (“Sbavaglio” numero tre) tempo e luogo per esaminare partitamente lo stato dell’informazione a Catania e in Sicilia, e per proporre i rimedi. Ma adesso quello che è urgente è la ripulsa istintiva, etica, morale, nei confronti di quel “giornalismo” che insulta gli Alfano, le Cutuli, i Mario Francese, i Giuseppe Fava.
Esprimiamo la nostra fraterna solidarietà a Claudio Fava, che i mafiosi intendevano uccidere, per la sua attività di giornalista libero, nello stesso luogo in cui avevano già ucciso suo padre; e nonostante questo, o forse proprio per questo, il suo nome oggi è tabù sullo stesso giornale che pubblica i comunicati dei Santapaola.
Faccio appello infine, personalmente e da vecchio giornalista che mai avrebbe immaginato un tale degrado della professione, ai colleghi Lorenzo Del Boca e Roberto Natale, Presidenti Nazionali del nostro Ordine e del Sindacato:. Intervenite con tutti i vostri poteri su Catania! Difendete la nostra professione! Non lasciate soli i giovani che, con immensa generosità e a dispetto di tutto, qui impegnano le loro vite a fare un giornalismo di cui non vi dobbiate vergognare. [r.o.]
Passeggiando per Como
Ne ricordavo soltanto la nebbia e il grigio di 18 anni fa. La funivia che si arrampicava sulla montagna e poco altro. Forse anche quei due occhi che su quelle colline furono curati. Era l’anno dei mondiali di Calcio italiani, della mascotte Ciao e di me che sognavo la notte Baggio fare uno dei suoi gol.
Ed è un soffio…
Sarebbe tempo di cambiare
Non mi piace più la grafica di questo blog, vorrei trovare qualcosa di meno anacronistico, più dinamico, un pò più personale, ma non ho nè tempo ne la voglia per imparare a fare anche questo. Sento parlare di WordPress e di quanti tutti ne siano entusiasti, ma quanto tempo dovrei dedicare a questa migrazione. Già il pensiero toglie la voglia. Del resto io volevo soltanto scrivere!
P.s. Se qualcuno di passaggio si offrisse di darmi una mano ne sarei grato, anche con qualche suggerimento! 😐
La mia radio personale
So bene di essere ampiamente in ritardo sull’argomento e del resto sono sempre arrivato un attimo dopo a un bel pò di appuntamenti.
I servizi offerti sono innumerevoli, potete per esempio inserire il nome di un’artista e ascoltare la sua musica, funziona poi da contatore della musica ascoltata da ogni dispositivo utilizzato, segnala eventi, la musica più ascoltata nel periodo, etc…
Mi vengono cosi in mente i tempi passati ad ascoltare prima le cassettine scaricate dalle radio o passate dai nostri conoscenti, per poi passare alla masterizzazione dei cd e per finire ai tempi del mulo. In fin dei conti adesso, con programmi del genere, si può dire che la battaglia per la libera fruizione si può dire vinta. O no? Abbiamo perso il fascino della ricerca e della scoperta, della scalata che ci faceva apprezzare più quel suono quando finalmente avevamo quel feticcio tra le mani e presto risulterà ci si dimenticherà di quei tempi. Prezzo da pagare per tale abbuffata,
Per chi volesse ho inserito qui a destra un widget con la musica che ascolto più frequentemente settimana per settimana. Funziona quasi come una radio.