Amo sempre come una storia ti porti a scoprire connessioni e collegamenti con altre storie, in un filo che tutto tiene insieme.
Qualche sera fa ho recuperato un film, che mi aveva incuriosito quando uscí al cinema, ma che poi persi, come spesso capita in questi anni.
Il film, Stranizza d’amuri, per certi versi non mi ha conquistato, forse per le pretese poetiche non del tutto riuscite, ma la storia é senz’altro capace di toccare corde profonde. É la storia di due ragazzi, Giorgio Agatino Giammona e Antonio Galatola, trovati morti ammazzati e abbracciati uno all’altro sotto un albero di limone, perché amanti, nella Sicilia del 1980.
É una storia che parla di cosa significava essere gay allora, ma parla anche, di quanto fosse importante, soprattutto allora, difendere il “buon nome” della famiglia, non far parlare la gente, non ostentare la propria diversità per nascondersi nella massa. Sono discorsi che risuonano in chi, come me, ha vissuto ampiamente la vita di paese, con quegli occhi sempre presenti, ad osservarti, anche quando pensi di essere solo.
I risvolti, e la storia del reato, sono incredibili, ed invito ad ascoltare la puntata di Altre Indagini di Stefano Nazzi.
Ciò che però scaturí da quel duplice delitto segnó una parte della storia d’Italia, ed é quel tratto di filo che ho riannodato, e che non conoscevo, come credo in tanti. Perché quel delitto smosse le coscienze di molti, creó manifestazioni di massa, a cui parteciparono dei giovanissimi Nichi Vendola e Francesco Rutelli, e portarono alla creazione dell’Arcigay.
E sembra incredibile non sapere, nonostante la mia curiosità, che quel primo battito di associazionismo prese il via proprio da Palermo, dove nacque il primo circolo Arcigay, il Neo, per dare spazio e rifugio a chi non lo aveva. La storia di due dei suoi fondatori, Massimo Milani e Gino Campanella, l’avevo incrociata qualche mese fa su Instagram(chi dice che non serve a nulla, sottovaluta le possibilita per chi ha coscienza) nell’occasione della morte di Massimo Milani, e sono sicuro che aprirà altre porte.