La mia Lavaredo Ultra Trail 50 Km

Quando la temperatura sale e l’asfalto ribolle anche chi corre in pianura cerca rifugio nelle montagne, cominciando a giocare a quello che viene chiamato trail, il cugino punk del podismo su strada.

Lì dove i tempi smettono di essere così importanti, l’ossessione del best viene dimenticata, e si vive una dimensione più libera della corsa, tra salite e discese più o meno complicate. Le distanze si allungano verso l’infinito e diventa comune incontrare quella specie di stoico moderno rappresentato dall’ultra maratoneta, colui che non conosce la fatica ed il concetto di fine.

Dopo qualche esperienza in questi anni su distanze più corte, dopo l’esperienza del Passatore, ho quindi così deciso di spendermi su distanze da ultra anche sul trail, partendo dai 50 Km, spinto da un invito arrivato una sera via whatsapp che credevo non avrebbe avuto seguito. La Lavaredo Ultra trail è infatti una delle gare più famose al mondo, e la partecipazione è dettata dalla sorte. Si passa infatti per una lotteria e non è raro aspettare anni prima di poter correre su queste strade. La fortuna può arrivare anche dall’estrazione di un compagno di squadra, per cui, in qualche modo, mi sono ritrovato con l’iscrizione già confermata ad inizio anno.

Correre nello scenario delle Dolomiti, che fino a quel momento conoscevo veramente poco, è stata un’esperienza, inutile dirlo, stupefacente. La fatica è andata di pari passo allo stupore nel trovarmi circondato da anfiteatri naturali di montagne, tra le più belle che abbia mai visto.

Ho raccolto, per quel che ho potuto, qualche immagine, e ho provato a montarle in un piccolo video, che spero restituisca qualcosa di ciò di cui ho goduto.

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