In questi giorni ho voluto riguardare le foto scattate ormai qualche anno fa in Iran, un paese che mi é rimasto sottopelle, che mi ha affascinato come pochi. Nel quale all’estrema attenzione che ti veniva intimata nei comportamenti da tenere per strada si sovrapponeva una vitalitá che incontravi negli occhi delle ragazze incrociate nei locali a bere un té, nei bambini che vedevi correre.
L’accoglienza, il fascino e la bellezza che lí ho incontrato meritano qualcosa meglio di ció che da cinquant’anni la soffoca, e che in questi giorni é confusa tra la speranza e la paura.
I racconti di quei giorni, sono su a partire da qui.








