Adesso staccate la spina del microfono agli avvoltoi.
Non aggredite, non giudicate. State zitti e pregate.
Senza parole
15:32 Berlusconi: “Eluana potrebbe fare figli”Berlusconi: “Ogni sforzo per non farla morire. Eluana potrebbe fare figli”
Nella primavera
In stand by a Palermo.
Il mio regalo di compleanno.
Oh, oh…
-10, -9, – 8 ….. ora sono arrivati!
E se fossi io?
Sarebbe forse questa l’unica domanda da porre dinnanzi a noi stessi confrontandoci con la storia di Eluana.
Penso a piccoli esempi, a storie di ogni giorno, senza voler per forza ricorrere agli esempi estremi che storie come queste possono evocare.
Mi chiedo quale amore possa stare in ognuno di noi per poter sopravvivere alla privazione delle nostre aspirazioni, dei nostri bisogni, per la totale dedizione ad una persona. Sia figlio, sia madre, sia amante o marito.
Io non so cosa farei. Non ho risposte. Francamente, non so come potrei reagire a qualcosa del genere. Mi sento forse troppo viziato per poter rinunciare a me stesso. Non lo so. Tenterei credo, ma per quanto tempo?
Non credo che molti di noi potrebbero rispondere a piè sospinto ad una domanda del genere. Nessuno a priori, senza rischiare di cadere nell’ipocrisia.
E non voglio neanche fingermi sociologo guardando al semplice ruolo che gli anziani hanno nella nostra società quando perdono la loro autosufficienza totale.
Forse per questo bisognerebbe semplicemente tacere dinnanzi alla dedizione che noi forse non avremo mai.
Guardando a se stessi e agli esempi che ci circodano.
Muovendosi verso una libertà di scelta che non è superficialità. E’ comprensione di un limite difficilmente individuabile altrimenti.
Che poi, la chiave è negli esempi che la vita ci dona e nell’educazione che riceviamo.
Penso a questo, ed intanto in questi anni quest’amore io lo sto vedendo. Giorno per giorno, nonostante le difficoltà che evidentemente s’incontrano.
E per questo penso che sia normale.
Anche se, guardandomi intorno, proprio normale non è.
Stanno arrivando
E mancano solo due giorni.
Un pò di cose che fanno incazzare
Ho letto in giro un pò di cose che fanno girare, come direbbe Camilleri, “i cabbasisi”.
In primis il palermitano Carlo Vizzini ha trovato il modo (non di certo in autonomia dal governo) di inserire una norma nel disegno di legge 847, noto come “Brunetta”, che prova a distruggere la Corte di Conti mettendola alle dipendenza della politica. Il come lo spiega GianAntonio Stella sul Corriere in quest’articolo.
Poi, per dare un colpo alla botte, gran colpo dall’opposizione. Qualche settimana fa avevano presentato (Idv, Pd e stra ahahah l’Udc) una mozione per far dimettere il sottosegretario all’economia Cosentino, accusato da vari pentiti di aver fiancheggiato i Casalesi. Ed al momento del voto molti dei rappresentanti di questi partiti non si sono presentati facendo saltare tutto. Segnatevi questi nomi qui se un giorno tornerà la possibilità di poter scegliere le preferenze. Purtroppo è fin troppo facile parlare, ben altra cosa far seguire i fatti alle parole.
Ed infine un saluto ad un ragazzo, Giuseppe Gatì, che da ieri non c’è più, morto per un incidente sul lavoro. Uno di quei ragazzi con l’idea dell’impegno per la sua Sicilia, e che cercava di fare qualcosa per renderla migliore. Era diventato “famoso” per il suo video in cui contestava Sgarbi, e per questo era stato anche querelato.
Riporto una frase dal suo blog, che dice più di ogni altra parola.
7 Aprile 2008
“Io ho deciso di rimanere qui, perchè non devo essere io ad emigrare per non “sporcarmi le mani” per cercare un lavoro, ma deve andare via chi questa terra l’ha martoriata.
Ho creato un piccolo spazio cartaceo che periodicamente metto in giro (volantini e manifesti) al quale ho dato il nome di QUI CAMPOBELLO LIBERA (il mio paese infatti si chiama Campobello di Licata in provincia di Agrigento).
Ancora sono il solo ad occuparmene, ma confido di risvegliare qualche bell’anima; Il mio spazio si occupa di informare i cittadini di ciò che i media nazionali oscurano o censurano: condannati in parlamento, leggi vergogna, inciuci ecc.
Ho già avuto i primi commenti negativi, ma non mi fermo qui. Questa è la mia terra e io la difendo.”
Giuseppe Gatì
p.s. In merito alla questione Cosentino ho appena letto la versione di Gianni Cuperlo, uno degli astenuti. Per completezza andrebbe letta anche questa versione, che non assolve nessuno, ma può giustificare qualcuno.
Frammenti/3
Togli quella mano, non ho voglia delle tue carezze.
Cosi le disse, voltandosi dall’altra parte.
Erano già le due e trenta e il sonno non trovava spazio nella sua notte.
Lei cercava di tranquillizzarlo,
ma più lei cercava
più lui s’infastidiva.
Ma la sua testa era sempre li, e più cercava di spostarsi su altro
e più come una calamita essa tornava li.
Che poi, per Dio,
non è che ci stesse poi male a vederli tutti quei pezzi li
da tutto quel tempo.
Le aveva chiesto di non raccoglierli,
il giorno dopo, tra le tazze della colazione.
Lei sapeva che sarebbe stato meglio cosi.
Ma più li guardava e più ogni giorno si rendeva conto
che ne aveva sempre meno bisogno.
Aveva soltanto necessità di comprendere,
capire, perchè tutto in cosi poco tempo,
era finito cosi. In un angolo.
Già da un anno
Ma come, un anno fa nasceva questo blog e me ne stavo quasi dimenticando! Ci sarebbe da far festa! Ci sarebbe da tessere le lodi e fare il punto della strada, a questo spazio dove alcuni dei miei pensieri hanno trovato posto. Dove qualcuno ha avuto modo di entrare e trovar spazio, trovandolo accogliente. Dove qualche altro ha avuto modo di conoscermi meglio.
E dove sto cosi bene!
La controfigura di Casini
Guardando Annozero mi rendo conto di quanto è semplice fare opposizione in questo paese.
Si rinsavisce, si riscopre il buon senso delle volte, e si possono sostenere opinioni che altrimenti non avresti avuto.
Se solo non avessi cercato di far le scarpe al premier. E se adesso avresti un posto nel governo a calare la testa ad ogni possibile fandonia di cui si infarciscono le bocche i portavoce non pensanti alla Gasparri.