Ero altrove

Non ho alcun interesse nel mettermi a contare i partecipanti alle manifestazioni di sabato, pur condividendo l’idea che tanto parta da li, dal non far passare le balle che da sempre ci ha propinato. Io ero a Milano, ad una manifestazione colorata, spontanea, spensierata lungo il corteo, pensierosa e sopraffatta dall’immobilità durante un elenco infinito di vittime pronunciate da molte voci. Ho sentito il silenzio, nessuna promessa, nessuna cantilena, nessuna patetica nenia.

Ho sentito le parole dirompenti di Don Luigi Ciotti, che promettevano l’impegno solito di Libera e di tante altre associazioni, continuo. Non ho sentito promesse idiote che sembrano un gioco a forzar la mano, nel continuo rilancio di questi anni.
Ho visto semplicemente una piazza diversa, saremo stati anche in cinque.

In una città in cui tralaltro qualcuno continua a sostenere che la mafia non esista.
E soprattutto, ho visto altre immagini.

p.s. qualche altra foto, qui.

Visti dal solito divano, non c’è davvero nient’altro?

La mediocrità della televisione italiana sembra del tutto evidente in questo periodo di silenzio per i dibattiti politici. Presa al netto dei teatrini delle poltrone rimane poco altro che repliche di vecchie interviste, film all’ennesima riproposizione, filmati d’epoca con documentari tappa buchi buoni per ogni occasione.
E quindi, aldilà dell’idea stereotipata secondo cui gli italiani non siano sufficientemente informati sulle vicende del paese, esistono troppe trasmissioni che rispondono ad un’esigenza a quanto pare evidente. Che sia programma di approfondimento o varietà, non si esce fuori da
questo circolo vizioso, per cui verrebbe da chiedere agli autori italiani, davvero non esiste nient’altro che possa regalarci una seppur distratta serata televisiva?

Attacchinaggi

I ragazzi di AddioPizzo da un paio di giorni hanno rimesso in moto le dinamiche da guerrila marketing che li hanno caratterizzati sin dall’inizio della loro avventura.

Bravi, come sempre.

Preludio di primavera. Elogio alla lentezza.

Montagne imbiancate che improvvisamente sembrano più vicine. Colpa dell’aria limpida, suppongo.
Una lepre nel prato davanti all’ufficio saltella incauta.
Un pomeriggio tornando a camminare lungo le rive dell’Adda.
Un gruppo di amici, che a volte non riesci a comprendere fino in fondo.
Accorgersi di essere oramai in ritardo per la manifestazione.
Le urla divertite nell’infilare sostantivi sconosciuti nelle colonne di un gioco a cui giocheresti sempre, senza farlo mai.
Mettere la testa sul letto, mentre sembra scoppiare, e risvegliarsi con un mal di testa infinito.
Ingurgitare quantità esagerate di brioschi tentando di digerire un pranzo enorme, ridendo esageratamente dietro le maschere di Jeff Bridges e George Clooney.
Sorprendersi divertito tirando tardi con gli strafalcioni raccontati dalla Gialappa.
Entrare in ufficio quando sono già tutti dentro da almeno mezz’ora.
Lentamente.

La visione, la conversione, la presa di posizione

Tre punti di vista, tre diverse inclinazioni, per osservae lo stesso inqualificabile soggetto.

Cercasi idee, anche riciclate

Però l’idea di un Aventino non sarebbe neanche male, se solo servisse a svegliare un pò di coscienze.
Sarebbe in ogni caso il tempo per far qualcosa di più che tentennare.

Esistono solo le eccezioni

Costituzionale o non costituzionale, non sembra vero che le basi stesse del vivere civile, siano messe in discussione.
C’era un tempo in cui si fotteva beatamente, si cercava il sotterfugio ad ogni livello, ma si aveva almeno il pudore di nascondersi, di farlo con la porta di casa chiusa dietro le spalle.
Le regole erano sempre quel lacciulo stretto dal quale allentare la presa, ogni tanto, però le regole avevano un senso profondo che andava rispettato. Ci si rendeva almeno conto che quella direzione era quella corretta, a cui magari neanche volevi tendere, ma rispetto alla quale misuravi i tuoi comportamenti.
E’ venuto adesso il tempo della regola costruita ad hoc, una nuova regola per ogni esigenza, per ogni infrazione. E se la perfezione non è raggiungibile, costruiamocela a nostro piacimento. Costruiamo un mondo nel quale possiamo sentire la nostra coscienza non abbaiarci contro, nel quale tutto è lecito.
Si, si tratta di forma. Ma mai come adesso forma è sostanza,

e sostanza è forma.

Specchi

Mi dici, dopo più di tre anni a non vederci, di avermi visto cambiato, diverso, poco sereno.
Ed è strano che proprio nel momento in cui ti sembra di aver rinconquistato quella tranquillità che avevi messo in discussione, ricevere un giudizio cosi inatteso.
Ma è pur vero che, è cambiato davvero tanto, e quella che adesso sembra serenità forse è soltanto una copia, nemmeno riuscita bene, di ciò che ricordavi in me fino a qualche tempo fa.
O forse gli occhi di chi ti conosce sono l’unico specchio sincero.

Il più sapiente della cricca

“La Polverini accusa un ritardo. Berlusconi suda freddo”

Cosi oggi Wisdoms su facebook. Piccoli Spinoza crescono.

Adesso capisco molte cose

Da non credere quanto un buon divano possa tenerti incollato a lui, quanto sia gradevole alla fine di una giornata, quanto cambi l’economia di una serata.
Cosi corro il rischio di diventare pantofolaio

Un blog che è già carta straccia