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Pessimismo democratico

Ogni volta, ogni giorno, in cui mi vorrei trovare a scrivere qualcosa per spiegare l’idea di Partito Democratico che ho in mente e che condivido con un pò di gente, me ne passa la voglia. E non perchè creda che esse siano deboli, ma perchè si tratterebbe di contrappesare puntualmente su un’ideale bilancia migliaia di sfacelli provocati in questi giorni, in questi mesi, dai dirigenti di questo partito.

Per quanto possa aggiungere contromisure avrei sempre la sensazione di esser preso per un illuso che non comprende che quelle idee rimarranno soltanto tali, inascoltate da chi davvero conta.
Che preferisce morire piuttosto che credere davvero nel rinnovamento sbandierato.

Voglia di città

Devo dire che comincia già a stancarmi stare in un paese piuttosto piccolo e già abbastanza lontano dalla città.
E’ pur vero che i vantaggi non mancano ed una soluzione migliore a quanto qui ho trovato sia impossibile da individuare.
Ma avrei bisogno talvolta della caciara della città, della possibilità di avere tutto a portata di mano, dei tempi vuoti negli spostamenti in cui vedere facce sempre diverse.
La distanza dalla citta, per quanto abbastanza tollerabile, crea una barriera che rende mentalmente meno agevole gli spostamenti e con essi la possibilità di coltivare molti interessi.
Non sono ancora pronto per la tranquillità ed ogni tanto vorrei sentire qualcuno vicino urlare, qualche macchina strombazzare, qualche ragazzino organizzare partite a palla nel giardino.
Non sono ancora pronto a tutto questo silenzio.
Non mi resta che scavalcare quella barriera.

Abbandonare Fortezza Bastiani

Pochi giorni fa scrissi come messaggio personale su msn la frase “Nel deserto dei Tartari” rimuginando sulla situazione in cui facilmente intrappolati quando nulla sembra muoversi e si rischia quindi di rimanere incagliati tra scogli impervi. E ripensando ad un libro che ho letto un pò di tempo fa ma che considero imprescindibile.
La scrivevo in giorni nei quali, per il prolungarsi della formazione e per assenza quindi di progetti alla mia portata, avevo ben poco da fare. Rimuginavo quindi su quando tale condizione di attesa si sarebbe interrotta e come per Giovanni Drogo sarebbero arrivati i barbari sul campo di battaglia.
Ansie passeggere che talvolta mi prendono.
Ma mi chiedevo nello stesso tempo quante volte e quanti di noi si possano trovare imbrigliati in situazioni che nulla di buono portano soltanto per negligenza o peggio ancora per accidia.
O a quanti riescono a sopportare la lenta monotonia quotidiana nonostante un lavoro poco appagante ma che costituisce una delle poche alternative possibili. A volte è cosi, altre volte invece ci si ferma con le braccia in alto lontano dalla meta.
Sono temi su cui quest’anno sono tornato spesso ma a cui non posso fare a meno di pensare quando vedo gente in gamba non darsi più di tanto da fare.

“Se durassimo in eterno, tutto cambierebbe. Siccome siamo mortali, molto rimane come prima.”
Bertolt Brecht

Nel calderone

Le copertine degli album che più ho ascoltato negli ultimi mesi.

(made with this software)

-99

Che bello sentire dal telefono di Silvia le sirene dei 99 arresti di stamattina sfilare per le strade di Palermo.

Articoli da leggere:
Tutti gli affari dei nuovi boss dalla droga alla politica;
Mafia, così il progetto di rinascita.

La scomparsa di Maiorana 2.

Ne stavo parlando ieri con un gruppo d’amici con toni sarcastici per la sparizione trasformatasi in fuga, a detti dei media, dei due palermitani a Barcellona.
In realtà non avevo idea che, intanto, “Chi l’ha visto” avesse scoperto trattarsi di una bufala.
Sull’unità di oggi (a pag.11) lo racconta Roberto Alajmo.

Non cestinate i Verve

Non mi stupisce che uno dei dischi più belli del 2008, e potenzialmente più pop, non abbia tutto il successo che ci si potesse aspettare. Non foss’altro per i diec’anni d’attesa dopo “Urban Hymns“. A me invece a preso lentamente, e nell’ultimo mese l’ho riascoltato quasi ogni giorno

Non ci saranno magari le ballatone alla “The Drugs Don’t Work” o alla “Lucky man”, ma qui ci sono pezzi come “Rather Be” e “Sit and Wonder” che hanno il suo bel da dire.
Che poi non sono l’unico a pensarla cosi, leggendo alcune recensioni.

Senza Cuccia non è Santa Lucia.

Porca miseria.
Santa Lucia senza Cuccia ed Arancine, no, non si può fare. Per il Palermitano, ovunque esso sia, è un’istituzione.
E dopo l’esperimento di qualche mese fa, riprovare non mi andava proprio. E non potevo neanche comprare quelle ridicole arancine che fanno da queste parti, che tralaltro neanche chiamano con il loro nome.Urge una ricetta ufficiale, compresa di trucchi per renderle perfette. Aiutatemi.

No time

Poco tempo
nessun desiderio
poche voglie
smisurate ipotesi.

Facebook, la Cia ed il Grande Fratello

Su facebook già ho scritto in passato. Ma la storia dei suoi proprietari proprio la conoscevo.
In questo articolo , a tratti un pò esasperato sul ruolo della tecnologia e della rete, se ne disegnano tutti i contorni. Anche abbastanza inquietanti.

(via Gilioli)