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Per chi suona la campana?

Ci ricordiamo di essere cattolici in Italia soltanto quando si tratta di non concedere diritti, dalle coppie di fatto, all’aborto, e via dicendo. Un paese fortemente reazionario che sente la campana soltanto quando vuole aprire le sue orecchie.
Per questo motivo ho deciso di pubblicare il Vangelo di oggi. In questi giorni di caccia a zingari, prostituti, extracomunitari e gay mi sembra utile ribadire il messaggio.

Dal vangelo secondo Matteo ( Vangelo Mt 9, 9-13 )

In quel tempo, Gesù, passando, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte e gli disse «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.

Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli.
Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Gesù li udì e disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati.
Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

A proposito di 2 Cavalli e Scout

Vignettiamo


da liberainformazione.it

Ieri sera

Erano pensieri forse inutili? Capita.

Gli altri pensano a noi infitamente meno di quanto crediamo?

Tempo fa, leggendo Caos Calmo, mi soffermai su una frase: “Gli altri pensano a noi infitamente meno di quanto crediamo”. Pensai a quanto fosse sbagliata e sfogliando nella mia mente cominciai a ripensare a molte delle persone che negli anni ho avuto modo d’incontrare. Incontri brevi ed effimeri sono finiti nel dimenticatoio, ma anche a voler sfoltire notevolmente questa lista mi rendo conto quante di queste siano ancora nei miei pensieri. Cominciai per questo a credere a quanta falsa fosse dal mio punto di vista. Perchè, seppur in maniera disordinata, sono ancora li, e basta poco per chiedermi cosa stiano facendo in quel momento, quale sia adesso la loro vita. Penso alla mia maestra delle elementari, al mio squadrigliere quando ero al Reparto, al mio compagno di scuola, e cosi in mille pensieri e tutto sembra assolutamente vicino.
Per quanto possano essere lontani i percorsi sento ancora il solco lasciato e anche se non sono in grado di comprendere quanto sia comune questa sensazione, mi sembra che sopra di noi si stendano fili di pensieri in grado di superare spazi fisici e temporali per renderci vicini.
Ma spesso ce ne dimentichiamo, presi come siamo dai nostri impegni, e questo nel momento in cui ci fermiamo ci può far sentire abbandonati. Io non credo sia cosi.
Siamo come autisti di un autobus dal quale salgono e scendono continuamente persone nuove, alcuni abitudinari di capita di incontrarli più volte nella stessa giornata, altri sono li a parlarti per un breve periodo, e senti cosi di poter trasportarle nella tua stessa direzione. Poi magari alla prossima fermata scenderanno, ma tu sarai pronto ad accoglierli la prossima volta che vorranno salire. Se solo ti deciderai ad aprire quelle porte!
Tra questi strani pensieri ho pensato a quanto oggi questi fili siano un pò più visibili, a quanto sia estremamente più semplice vederli. Ho pensato a quanto Internet con tutti i suoi strumenti sia in grado di annullare ogni distanza in qualunque momento. Basta guardare nella lista dei contatti su msn per vedere con chi dei tuoi amici puoi parlare, e sei sicuro di trovarlo dall’altra parte pronto ad ascoltarti. Penso a quanto un blog, un pò come quello che da un pò di tempo porto avanti, ti possa permettere di entrare nei pensieri di chi lo scriva comprendendone gli stati d’animo volta per volta, giorno per giorno.
E penso a quanto questo possa contribuire a saldare i rapporti anche con chi non puoi incontrare cosi spesso. L’unica distanza che vogliamo mettere tra noi e gli altri è quella che noi decidiamo di avere.
Certo, come raccontano gli psicologi forse questo bisogno di connessione continua con il mondo nasconde la solitudine di questa società, e naturalmente nell’estremizzare tali ragionamenti si può giungere ai livelli limite degli Otaku Giapponesi, ma se solo ci limitassimo a vivere con equilibrio questo strumento quanti rapporti essenziali ed importanti eviteremmo (o avremmo potuto evitare) di disperdere nel flusso in cui siamo immersi?

Così, per ridere


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Adesso è tardi

Mi sembra di ricordare che tre mesi fa qualcuno non ne voleva sentire di trattare con i francesi per Alitalia. Poi, grazie anche a questa promessa, vinse le elezioni.
Adesso Air France non ne vuole più sentire, dice che per salvare la nostra compagnia ci vorrebbe l’esorcista.
E adesso lui ci ripensa, quando è troppo tardi.

Il Divo

Ho visto venerdi sera “Il Divo”, il film su Andreotti. Mi sembra persino strano che un film del genere possa essere stato prodotto e che abbia un simile successo. Non so bene che giudizio dare, alla fin fine non racconta nulla di nuovo rispetto a quanto si vocifera su questo mefistofelico personaggio della politica Italiana, però fa un certo effetto vedere il tutto raccontato in poco meno di due ore con la cifra grottesta data dal regista. Forse l’unico modo per raccontarlo, con una scelta delle musiche divertentissima (grande la scena del bacio Riina-Andreotti e della visione in tv del concerto di Renato Zero che canta “I migliori anni della nostra vita”).
Ma ciò che più interroga alla fine del film è la psicologia del personaggio, pervarso dal crudele pensiero che per fare il bene si debba perseguire il male. E per questo si finisca per compartecipare ai più grandi misteri irrisolti d’Italia, finire processato per mafia e perseguitato dal fantasma di Moro.
Rimane un film da vedere soprattutto per questo.

Alcune delle sue frasi più famose:

“A pensar male del prossimo si fa peccato, ma ci si indovina”
“Ho la coscienza di essere di statura media, ma se mi giro attorno non vedo giganti”
“Le sentenze dei giudici non si discutono, si appellano”
“Non ho mai creduto che si possano dividere gli uomini in due categorie, angeli e diavoli. Siamo tutti medi peccatori”
“A parte le guerre puniche mi hanno attribuito veramente tutto”

Diario dei movimenti

Domenica Mantova, ieri Milano.