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Non fermarti

Un bel fine settimana di primavera, vissuto finalmente a pieno, è alle spalle, con il polline a dar tregua.
C’era poco spazio per altro, sabato sera, e la stanchezza mi ha abbandonato sul divano ben presto.
Intanto, l’idea dell’orto che qualche tempo fa in maniera maldestra stavo cercando di portare avanti si sta realizzando, di certo con poco mio merito. Merito più che altro di mio padre, che in questi giorni mi fa compagnia, e che nel tempo passato ad attendere il mio ritorno a casa, ha sistemato a dovere.
Ma di questo ne parleremo, merita un post tutto suo.
D’ora in avanti, ciò che crescerà, sarà frutto del mio impegno.
Ed in tal caso, se volete, si organizzeranno spedizioni in tutt’Italia.
Intanto domenica c’è stato pure il tempo per una piccola, ed incompleta, riunione di famiglia dalle parti di Verona, a festeggiare la prima comunione di Elisa, la mia piccola figlioccia.
Una bella giornata, se non fosse per il caldo che faceva venir voglia di gettarsi nelle fontane, come negli stantii servizi dei tg che di questi tempi vengono sempre scongelati.
(beh, c’è stato anche il tempo per inauguare la nuova Reflex)Al Giro
IV Festa di AddioPizzo
Per chi in questi giorni è a Palermo sarà indispensabile passare qualche ora a Piazza Magione, dove dalle prime ore di questa mattina ha inizio la IV Festa di AddioPizzo.
Il programma è vario come sempre, e passerà dagli incontri con le scuole, alla fiera del consumo critico, ai dibattiti, per finire con la musica, quest’anno di Cisco e di Mario Venuti.
Andate!
P.s. Silvia la trovate alle birre. Ale non so.
Sempre e comunque
Questa però supera tutte.
ROMA – Onorevole Di Pietro, si è capito che avete cambiato idea sul referendum, ma non si è capito se l´Italia dei Valori vota No o si astiene. «È vero, abbiamo cambiato idea. Lo abbiamo fatto quando sono mutate le condizioni. Pur essendo referendari non possiamo votare Sì perché quel voto finirebbe per uccidere non una legge ma la democrazia. Invece del coltello sarebbe una sventagliata di mitra. Detto questo io sarei più orientato a votare No perché credo nell´istituto referendario. Ma è aperto un confronto con tutti i cittadini, con le forze politico-culturali di questo Paese per studiare la soluzione migliore». Resta il fatto che avete portato i cittadini a firmare i quesiti e ora dite loro che devono andare al mare il 21 giugno. Non è una capriola azzardata? «Sarebbe azzardato il contrario: persistere in una decisione presa in un tutt´altro momento, con altre condizioni. Noi sappiamo che il Porcellum, l’attuale legge elettorale, significa la morte della democrazia. E sappiamo che questo Parlamento non la cambierà mai senza un intervento esterno, perché è composto da nominati che non hanno nessuna intenzione di suicidarsi anche se ci sarebbe bisogno, diciamo la verità, di una bella catarsi. Volevamo un grimaldello per scardinare questa legge. La ragione nobile si è tramutata in un fine ignobile dopo il Sì di Berlusconi».
Ma che genere di politica è quella che insegue sempre e comunque la direzione opposta a quella della fazione opposta, senza alcun discernimento e senza una linea politica chiara ed univoca?
E se fossero gli anticorpi?
Si può vedere un pazzo correre sotto il porticato della stazione centrale, prendere a martellate una povera coppia che si trovava a passare di li.
O si può guardare la gente intorno, muoversi con i suoi zaini, i sacchetti della spesa, indifferente. Guardare e non muoversi.
Soltanto due nigeriani corrono a togliere dal peso di quelle martellate quei malcapitati. Due nigeriani, reietti di questa società che si ritiene sola depositaria di quei valori altrove dispersi, due rubalavoro, ladri, sono stati gli unici a muoversi.
La folla si è lanciata soltanto dopo.
Ed è cosi che ripenso all’articolo di Saviano letto oggi. E’ solo un’ipotesi, ma se gli extracomunitari, gli stranieri fossero gli anticorpi lanciati nella nostra società a volte troppo assopita in certi comportamenti. Si tratta di una provocazione, è chiaro, che nasce dalla constatazione delle due ultime rivolte alla mafia nate da quelle comunità, perchè dopo un pò tutti si adeguano all’andazzo. Ma dovrebbero instillare il semplice desiderio di guardarci dal di fuori, talvolta, per scoprire quanto i nostri comportamenti, considerati fin troppo normali, possano apparire paradossali se guardati con occhi diversi.
Tale e quale
“Un uomo che ha saputo coniugare, con la sua vita, le sue opere ed azioni, il pensiero liberale di Milton Friedman, l´umanesimo economico di Wilhelm Röepke, l´aspirazione di Muhammad Yunus a creare un sistema capitalista inclusivo e non esclusivo“
Che consacrazione. Un futuro che neanche il più fedele Feltri potrebbe auspicare sulle pagine del suo giornale.
Perchè lui, alla sua vita privata, ci tiene.
Tutto potrebbe essere possibile, basta circondarsi gente che lo innalzi adeguatamente. Tanto, per chi non è d’accordo c’è sempre una porta dalla quale uscire.
In giardino
Quella sera dorata
“Parlava ad alta voce – avevano cenato con una bottiglia di prosecco -, e Omar temeva che Arden sentisse. “Non credo che Arden abbia cambiato idea per merito mio”, disse.
“Sciocchezze! Non sottovaluti il suo charme”.
Omar non disse niente, e nel buio arrosì. Sentì la presa sul braccio farsi più stretta. “Una volta ne avevo anch’io di charme” disse Adam. “Per quanto ora possa sembrare strano. Ma lo charme si guasta con l’età, come il formaggio – o la bellezza. Almeno, per me è stato così. Alcuni riescono a conservare l’uno o l’altra, o raramente entrambi. Ma a che prezzo: sacrifici, privazioni, astinenze. Ed è un tantino patetico finire vecchi, belli e charmant: è indice di spreco, o quanto meno di un uso indebito delle risorse. Io, invece, le ho esaurite in modo approssimativo. Lo charme e la bellezza sono preziosi da giovani; da vecchi, c’è ben poco che possano comprare. Per questo non m’importa d’esser vecchio e brutto: mi sembra congruo”.
Solo per il desiderio che le opere siano lette da tutti. Dieci euro è il prezzo giusto, ed è giù di li che ho trovato dopo due anni d’attesa questo titolo. La tentazione di cedere era già stata comunque tanta. Non ricordo com’è nato l’interesse, forse il titolo o una recensione ben fatta, e non è neanche importante.
E’ una storia piccola, sette personaggi appena, divisi tra il Texas e l’Uruguay, dove si svolge quasi completamente la storia.
Omar, giovane dottorando in letteratura, ha bisogno dell’autorizzazione per pubblicare il libro di uno scrittore quasi sconosciuto, autore di un solo libro.
La famiglia dello scrittore vive in un angolo del mondo, in Uruguay appunto, quasi irraggiungibile.
La moglie dello scrittore, la figlia, e la ex moglie in una casa. A poche centinaia di metri, in un mulino restaurato, il fratello con il suo giovane amante thailandese. L’atmosfera tediosa delle loro vite, viene deflagrata dall’arrivo dell’inconsapevole e insicuro Omar, tanto da rompere vecchi silenzi, tante parole non dette, che travolgono le vite di ognuno dei protagonisti.
E’ l’interrogativo dei percorsi, delle scelte che segnano la vita dei personaggi a far da protagonista alla storia. Tema, universale. E nonostante ciò la storia non è irresistibile, molto cinematografica, ma non irresistibile.
Quello che mi ha conquistato però delle pagine lette è la scrittura, e i dialoghi costruiti da James Cameron. Puliti, intelligenti, perfetti. Quanto basta per consigliarvelo.
Mi ha steso
Non è servito neanche sigillare porte e finestre.
Inutile neanche provare a fare una passeggiata.
Bastava anche uno spiffero per far partire una raffica di starnuti.
