Non è servito neanche sigillare porte e finestre.
Inutile neanche provare a fare una passeggiata.
Bastava anche uno spiffero per far partire una raffica di starnuti.
Tutti gli articoli di Mao
Chi lo sapeva?
Resta che comunque io, come molti altri, non sapevamo che il gip di Salerno ha prosciolto de Magistris e Vulpio, che il Tar Lazio ha dato ragione a Forleo e che il tribunale del Riesame di Roma ha scagionato Genchi.
Il resto, qui.
9 Maggio 1978
Anche se non amo le commemorazioni, ieri avrei voluto anch’io essere a Cinisi a ricordare il nostro Peppino Impastato.Non credo ci sia molto d’aggiungere, se non la possibilità di rileggere due articoli risalenti ai giorni successivi all’omicidio.
Il primo, pubblicato sul Corriere della Sera, fa sua la tesi ufficiale di quei giorni sul giovane terrorista.
Il secondo, opera di Mario Francese, comincia a gettare l’ombra della mafia sulla morte di Peppino, raccogliendo per primo la denuncia di Felicia Impastato.
Come dice Geri, erano altri giornali ed altri cronisti.
Ti sei dimenticato quando eravamo noi?
“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.
Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.
Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti e selvatici ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.”
Il testo è tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.La relazione così prosegue:“Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più.
La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.
Congresso americano sugli immigrati italiani
negli Stati Uniti, Ottobre 1912.
(via bastet) (via emmanuelnegro)
Inside. Chiambretti Night
Capita cosi di entrare dentro la tv.
La cugina presa dall’improssiva voglia di far pubblico in tv mi invita. Ci penso su un attimo. La proposta è per il Chiambretti Night Show. Beh, non l’ho mai visto. Chiambretti da un pò ha smesso di farmi sorridere in tv….però le sue trasmissioni sono un bel circo, un pò di caciara, qualche coscia buttata li. Ma si, vado!
Un pò di cagnara, foglio d’ingresso alla mano, l’uomo del potere fa entrare secondo un ordine poco chiaro un pò di figuri. Mi passa accanto Marilyn Monroe, ma credo che non abbia quella voce candida da “Bye, Bye, Baby”. Perfetta, passa ed entra. Con lei (?) un gruppo di ragazze viene chiamato dall’uomo che tutti noi vorremmo essere. Colui che ha il potere di sistemare in prima fila …a cosa darei (mica io però, è in atto un’identificazione nel ruolo della sgallettata di turno)!
Già avrei voglia di andar via. Fa troppo caldo per questa giacca qui fuori ad aspettare.
Poi già ho la visione di ciò che dovrò sopportare. Qualcuno che mi incita ad applaudire a comando, mi immobilizza al mio posto, e una noia totale nel ripetere le scene…ma chi me l’ha fatto fare?
Comunque, è il nostro turno.
Siamo un pò troppi. Caspita che studio, saremo seduti proprio ai tavolini come si vede nel programma. Peccato non ce ne siano abbastanza per tutti. Ci accomodiamo sulla balaustra, accanto al chiacchericcio delle truccatrici. La cuginetta, più fortunata, ha trovato posto ad un tavolo. Girano intorno tipi caraibici, imbardati in abiti di scena. Sembra quasi tranquillo. Qualche consiglio dalla direttrice di scena, e via tutto quasi pronto.
Chiambretti ci consiglia di non applaudire se non lo desideriamo, meglio non fingere troppo a quanto pare. Abatantuono prende il suo posto nel leggio a lui dedicato. Dispensa battute fin da subito, sembrano tutti molto rilassati, in un’atmosfera lontana da ciò che immaginavo.
Mara Maionchi mi sfila accanto (mica quella vera, veh…), che omone! La danzatrice del ventre in accappatoio sfila dietro di me (;-P), ma cosa significa quel titolo “Chiambretti Night Napoli”, che vorrà dire.
La televisione è finzione, si sa, e quindi stasera per il pubblico la trasmissione da casa sarà a Napoli, con la sfilza di luoghi comuni su cui Chiambretti troverà terreno fertile per le sue battutine.
Via, si comincia! Ma dai, è tutto come appare in tv. C’è perfino la sigla di Mediaset a partire…
voce black ad annunciare l’inizio del programma, e siamo in onda.
Tutto fila liscio, quasi senza interruzioni. Soltanto un microfono si spegne e allora si ripete soltanto un piccolo sketch.
Ospiti tutti napoletani, d’altronde, siamo a Napoli.
Si comincia con Marco Marfè, il fenomeno dei provini di X Factor, talento incompreso, fenomeno di youtube prima e della televisione adesso, nella sua totale idiozia. Il video, qui, d’altronde dice tutto.
Nino D’Angelo è però l’ospite di punta. Dispensa risposte argute ormai o’ guaglione, del quale potrei raccontare miei lati molto nascosti.
Intanto, lontani quanto basta dalle telecamere, godiamo di una certa libertà, che ci consente di divincolarci per i corridoi, alla ricerca quanto meno di un caffè, dietro le indicazioni delle ormai sorelle truccatrici. In totale libertà giungiamo quasi al dietro le quinte, dove una prezzemolina dell’ultimo GF è quasi pronta ad entrare. Preferiamo non continuare, ma per fortuna troviamo la macchinetta del caffè. 10 cent un caffè!? E noi neanche abbiamo un paio di centesimi per due caffè!
A pochi metri, in uno stanzino, vediamo le luci del collegamento in diretta visibile sul maxischermo… siamo nella fabbrica delle illusioni, quasi lo dimenticavo!
Ballerini e ballerine dietro di noi si cambiano velocemente. Il chiacchericcio delle truccatrici ci mette al corrente di informazioni riservate, ed è più divertente alcuni istanti di ciò che appare li sul palco.
Siam già quasi alla fine, segna il countdown sul bordo del tavolo in prima fila. Gli ultimi saluti, salutiamo Napoli, e lo studio velocemente si svuota. Rimangono impresari che trascinano via questi pseudo Vip intrappolati nelle foto di circostanza, insieme a gente cosi poco attenta alla profetica frase di Andy Wahorl che scende su un tendone sulla destra.
Sfiliamo via anche noi, tra i tavolini oramai vuoti, dopo aver atteso che anche l’ultima coniglietta fosse uscita di scena.
La televisione, quella vista da questo baraccone, non è poi cosi male.
Muri che cadono, pregiudizi che cedono.
I conti, alla fine
Sembra che abbia prevalso il buon senso, forse di circostanza, ma senz’altro utile.
Il comune di Palermo è stato riammesso come parte civile al processo AddioPizzo.
Il decreto sicurezza conterrà la norma sull’obbligo di denuncia, con la clausola di fuga della “possibilità di esclusione di punibilità per stato di necessità”.
Cosa vorrà dire?
Papi fotosciop
Dopo la scoperta della giornata, il nuovo gioco della rete impazza. Non c’eravate anche voi?
C.V.D.
Altri passi verso l’abbandono.
E allora bruciate anche i loro fiori e cacciateli dalle commemorazioni.
Tonga è vicina
Qui trovate la classifica completa.
Bruciate quei fiori
Eravamo, siamo, troppo occupati nelle faccende private del premier, per preoccuparcene.
E cosi che l’altra sera, alla commissione Affari costituzionali e Giustizia di Montecitorio, è saltata la norma che prevedeva l’obbligo di denuncia in caso di estorsione per gli imprenditori coinvolti in appalti pubblici. Una norma contenuta nel decreto Sicurezza, sostenuta dal ministro Maroni, e che prevedeva in caso di mancata denuncia la perdita della commessa e l’esclusione dalle gare per tre anni.
E’ cosi che l’impegno di associazioni come AddioPizzo viene lacerato. Come se si dovesse superare un muro troppo alto, troppo robusto per essere abbattuto con l’impegno di pochi. I segnali delle istituzioni non mancano.
Pino Maniaci abbandonato dall’ordine dei giornalisti.
AddioPizzo Catania cacciata dalla sede nei locali della Confesercerti.
Silenzi, esempi di un lento distacco per cui non bastano gli attestati che anche la giurisprudenza attribuisce in questi giorni nella sentenza della sez.III penale del processo nei confronti del mandamento mafioso della noce e dei commercianti reticenti, che nelle motivazioni riconosce il danno alla parte civile, rappresentato da Addiopizzo, FAI, Libero Futuro, con le seguenti parole:
“Deve invero rivalersi che la costante pressione investigativa esercitata dallo Stato, negli ultimi anni, nei confronti del fenomeno del racket delle estorsioni, direttamente controllato dal sodalizio mafioso, è stata coronata da successi di rilevatissima entità, che hanno anche portato non pochi imprenditori – cosa inaudita fino a poco tempo fa – a denunciare il ricatto estorsivo cui erano stati sottoposti. Esistono peraltro, meccanismi previsti da leggi dello Stato che assicurano sostegno economico all’operatore che subisce ritorsioni per le eventuali denunce effettuate(il fondo di sostegno per le vittime di richieste estorsive è stato istituito con la L. 18 febbraio 1992, n. 172), PER NON PARLARE DEGLI ENTI E DELLE ASSOCIAZIONI ESISTENTI SUL TERRITORIO ORMAI DA ANNI – QUALI QUELLE COSTITUITESI PARTE CIVILE NEL PRESENTE PROCEDIMENTO – CHE ASSICURANO ALL’IMPRENDITORE O COMMERCIANTE CHE DENUNCIA AIUTO E SOSTEGNO, IN MODO CHE LO STESSO NON RIMANGA ISOLATO, FACENDO SI’ CHE LA DENUNCIA, ORMAI, NON POSSA PIU’ ESSERE CONSIDERATA COME UN ATTO DI CORAGGIO, O ADDIRITTURA DI EROISMO INDIVIDUALE, MA COME UNA REAZIONE NORMALE DI FRONTE AD UN’IMPOSIZIONE SUBITA”.
Troppo poco, ancora oggi, per pensare di riuscire a scalare quel muro di indifferenza.