Perchè rispondere?

C’è forse da interrogarsi per il silenzio perdurante di S.B. a proposito delle famose dieci domande poste da Repubblica?
Io credo di no. Dal suo punto di vista è praticamente inutile alimentare la discussione quando sa benissimo che la memoria del popolo è fragile, volatile, spazzata via dalla successiva domanda e polemica.
Io appartengo poi a quella categoria di persone che pensa che i fatti degli ultimi giorni non spostino un solo voto.
Oramai chi si doveva chiarire le idee su chi fosse realmente il cav., ha avuto il tempo per farlo. Chi non l’ha fatto probabilmente guarda con invidia i suoi atteggiamenti, e prova sincera ammirazione.
Oppure ha attuato un meccanismo di autodifesa, che poi si estende a tutta la politica, e che fa storcere il naso quando semplicemente quest’argomento fa parte di una qualunque discussione.
Il meccanismo è la rimozione, ed è quello attuato dalla maggior parte degli Italiani. Onesti, sicuramente. Probabilmente anche qualunquisti. Ma comunque stanchi.
E’ la maggioranza, silenziosa, che nessuno sa più recuperare.
A cui, e con cui, risulta persino difficile, spiegare, distinguere, ragionare. Perchè la prima risposta che ti daranno sarà la solita litania che recita che nulla cambierà mai perchè tutti sono indistintamente, uguali.

P.s. Per chi se li è perse, due chicche degli ultimi giorni. L’incredibile Studio Aperto che assolve Berlusconi nel caso Mills, e la deputata del Pdl a Ballarò a cui arrivano in diretta le risposte da dare sul suo telefonino. Ah, no, è un blackberry!

Paragoni

Ieri sera, la Serracchiani, a proposito di Nord Est e di quanto fosse tagliato fuori ha fatto l’esempio dei tempi per raggiungere Milano da Trieste.
Io a quel punto ho avuto la tentazione di alzarmi in piedi e chiedergli allora se aveva mai fatto Palermo -Siracusa in treno. Per esempio.
O, se più normalmente, avesse mai preso un Espresso per la Sicilia. Oggi mio padre, su uno di quelli, è arrivato a Palermo con 270 minuti di ritardo. E quella è la normalità.

Non ci sono

Forse dovrei chiedere di lavorare di notte, e il giorno stare a dormire, visto che le energie mi tornano quasi sempre a queste ore, di questi tempi.
L’allergia mi sta annientando, tenendomi quasi senza forze a boccheggiare, tentando di nascondere, ai clienti con cui ho a che fare in questi giorni, il mio stato di inattenzione forzata.
E comunque già troppo tardi.
Ho però solo il tempo per andare ad innaffiare il mio orticello, visto che comunque, domani, si ricomincia.

Ivan e Debora

Sono appena tornato da questo incontro:

Lei, Debora, è oramai diventata un volto noto, nato dal basso, dalla rete, attraverso il più semplice dei tam tam. Che alla fine l’ha portata ad avere un posto dei candidati del Pd nel Nord Est.
Lui, Ivan, è invece noto ai frequentatori della rete, meno a chi ne sta fuori, probabilmente. E’ uno dei fondatori dei Mille, ed una delle menti più brillanti tra le nuove leve. Anche lui, sarà candidato, nel Nord Ovest, stavolta. E sarà l’ultimo della lista.
Con le preferenze avrà un peso diverso questo posto, ma ha un significato.
Sono un pò di outsider della politica, a mio modo di vedere. Per le proposte che ho sentito stasera e per ciò che leggo da quando seguo (soprattutto Scalfarotto) le loro proposte tra un link e l’altro.
Idee che tardano a venir fuori, anche se sarebbero poi le più semplici, in un paese normalmente complicato, quale non è l’Italia.
E’ soprattutto l’idea della politica che sento diversa. Non una sistemazione pro tempore, ma un luogo dove fare, per gli altri. Senza l’idea di un posto dove sistemarsi a vita. In cui c’è spazio per il rinnovamento, troppo spesso citato a sproposito.
Ho visto Luca Sofri stasera stuzzicarli, e altra gente interessante li intorno argomentare in maniera intelligente.
Insomma, quando si parla di facce nuove, non esistono solo nani e ballerine. E’ di certo più facile individuarli con i loro saltelli. Ma per chi sa guardare bene, c’è dell’altro.

Per ricordare

Apcom) – «Mills ha agito certamente da falso testimone da un lato per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse o almeno il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute fino a quella data».

Non fermarti


Un bel fine settimana di primavera, vissuto finalmente a pieno, è alle spalle, con il polline a dar tregua.

E cosi bici in macchina, e pedalata fino a Bergamo Alta, a seguire la scia del Giro D’Italia. Su una salita che toglieva il fiato a noi ciclisti per un giorno, ma che, con quei tornanti, costringeva il passaggio dei ciclisti a farsi spazio tra la folla, come in quelle tappe di montagna d’altri tempi. Una sensazione che ancora non avevo vissuto cosi da vicino, a pochi chilometri dall’arrivo, nell’entusiasmo di cosi tanti cicloamatori, che sabato in tantissimi animavano le strade di Bergamo. Gente di ogni età a correre su centinaia di biciclette, per quelle discese da fare con i piedi fermi sui pedali.
C’era poco spazio per altro, sabato sera, e la stanchezza mi ha abbandonato sul divano ben presto.
Intanto, l’idea dell’orto che qualche tempo fa in maniera maldestra stavo cercando di portare avanti si sta realizzando, di certo con poco mio merito. Merito più che altro di mio padre, che in questi giorni mi fa compagnia, e che nel tempo passato ad attendere il mio ritorno a casa, ha sistemato a dovere.
Ma di questo ne parleremo, merita un post tutto suo.
D’ora in avanti, ciò che crescerà, sarà frutto del mio impegno.
Ed in tal caso, se volete, si organizzeranno spedizioni in tutt’Italia.
Intanto domenica c’è stato pure il tempo per una piccola, ed incompleta, riunione di famiglia dalle parti di Verona, a festeggiare la prima comunione di Elisa, la mia piccola figlioccia.
Una bella giornata, se non fosse per il caldo che faceva venir voglia di gettarsi nelle fontane, come negli stantii servizi dei tg che di questi tempi vengono sempre scongelati.(beh, c’è stato anche il tempo per inauguare la nuova Reflex)

Al Giro

L’attesa
La corsa
e il killer in Rosa
(gliela trancerei quella mano, mica era colpa mia, ero perfettamente piazzato!)

IV Festa di AddioPizzo

Per chi in questi giorni è a Palermo sarà indispensabile passare qualche ora a Piazza Magione, dove dalle prime ore di questa mattina ha inizio la IV Festa di AddioPizzo.
Il programma è vario come sempre, e passerà dagli incontri con le scuole, alla fiera del consumo critico, ai dibattiti, per finire con la musica, quest’anno di Cisco e di Mario Venuti.
Andate!P.s. Silvia la trovate alle birre. Ale non so.

Sempre e comunque

Qualche giorno fa parlavo dei paradossi nel comportamento di Di Pietro.

Questa però supera tutte.

ROMA – Onorevole Di Pietro, si è capito che avete cambiato idea sul referendum, ma non si è capito se l´Italia dei Valori vota No o si astiene. «È vero, abbiamo cambiato idea. Lo abbiamo fatto quando sono mutate le condizioni. Pur essendo referendari non possiamo votare Sì perché quel voto finirebbe per uccidere non una legge ma la democrazia. Invece del coltello sarebbe una sventagliata di mitra. Detto questo io sarei più orientato a votare No perché credo nell´istituto referendario. Ma è aperto un confronto con tutti i cittadini, con le forze politico-culturali di questo Paese per studiare la soluzione migliore». Resta il fatto che avete portato i cittadini a firmare i quesiti e ora dite loro che devono andare al mare il 21 giugno. Non è una capriola azzardata? «Sarebbe azzardato il contrario: persistere in una decisione presa in un tutt´altro momento, con altre condizioni. Noi sappiamo che il Porcellum, l’attuale legge elettorale, significa la morte della democrazia. E sappiamo che questo Parlamento non la cambierà mai senza un intervento esterno, perché è composto da nominati che non hanno nessuna intenzione di suicidarsi anche se ci sarebbe bisogno, diciamo la verità, di una bella catarsi. Volevamo un grimaldello per scardinare questa legge. La ragione nobile si è tramutata in un fine ignobile dopo il Sì di Berlusconi».

Ma che genere di politica è quella che insegue sempre e comunque la direzione opposta a quella della fazione opposta, senza alcun discernimento e senza una linea politica chiara ed univoca?

E se fossero gli anticorpi?

Da quel video si può comprendere molto, o poco.
Si può vedere un pazzo correre sotto il porticato della stazione centrale, prendere a martellate una povera coppia che si trovava a passare di li.
O si può guardare la gente intorno, muoversi con i suoi zaini, i sacchetti della spesa, indifferente. Guardare e non muoversi.
Soltanto due nigeriani corrono a togliere dal peso di quelle martellate quei malcapitati. Due nigeriani, reietti di questa società che si ritiene sola depositaria di quei valori altrove dispersi, due rubalavoro, ladri, sono stati gli unici a muoversi.
La folla si è lanciata soltanto dopo.
Ed è cosi che ripenso all’articolo di Saviano letto oggi. E’ solo un’ipotesi, ma se gli extracomunitari, gli stranieri fossero gli anticorpi lanciati nella nostra società a volte troppo assopita in certi comportamenti. Si tratta di una provocazione, è chiaro, che nasce dalla constatazione delle due ultime rivolte alla mafia nate da quelle comunità, perchè dopo un pò tutti si adeguano all’andazzo. Ma dovrebbero instillare il semplice desiderio di guardarci dal di fuori, talvolta, per scoprire quanto i nostri comportamenti, considerati fin troppo normali, possano apparire paradossali se guardati con occhi diversi.