Pochi commenti a caldo.

La squadra è pronta.
Ma non dovevano esserci soltanto dodici ministri? Bella manovra farne 9 in più ma senza portafoglio!
Mara Carfagna ministro? Sarà proprio brava questa ragazza, non le manca proprio nulla!
Ma Angelino Alfano alla giustizia come ci è arrivato? Certo che la Sicilia sarà ben tutelata adesso con tutti questi rappresentanti.

Sovrappensiero

Avere tempo a disposizione ti da la possibilità di sperimentare.
E così nel tentativo di rendere accogliente e personalizzare quelle quattro mura tra le quali vivo mi sono trovato a ritagliare frammenti e creare in pochi minuti questo collage che adesso non so neanche come definire:

(ps. La foto non è venuta un granchè, troverò il tempo per renderla più definibile)

Ti (Ri)porto al Senato

Ecco quindi che i primi atti della nuova legislatura prendono forma, le prime cariche istituzionali sono già assegnate e per noi Palermitani si può già parlare di grosse soddisfazioni. Il nuovo governo dimostra di amare la Sicilia, feudo di voti plebiscitari, e per questo fa sedere sullo scranno più alto un uomo dall’alta caratura intellettuale e morale, Renato Schifani.
Come dice qualcuno, quello lì non è un cognome ma un titolo onorifico!

Un curriculum di tutto rispetto, anni di lavoro sommerso agli ordini del suo Superiore di cui ha ripetuto pedissequamente le dichiarazioni fino allo svenimento, anni di collaborazioni più o meno sospette con varie società a partecipazione mafiosa sono state premiate. Di lui parla ampliamente Lirio Abbate nello spiegare la rete di favoreggiatori alla mafia nell’intellighenzia Siciliana, posti ad esempio nelle posizioni di rilievo per gestire fondi e consulenze.
A livello nazionale il suo nome è associato all’ormai famoso lodo Maccanico-Schifani che in un modo o nell’altro dichiarava l’ingiudicabilità di Silvio Berlusconi in qualunque processo a suo carico.
A Palermo, per chi può ricordare, risultano scolpite nella storia le prestazioni di grande rispetto verso i suoi elettori, soprattutto quando si ha la possibilità di esibire i propri privilegi e la propria arroganza all’ingresso dei cinema. Cosa tral’altro ripetutasi più volte con tanto di individuazione delle maschere che ne avevano proibito l’ingresso e invio di pattuglie della polizia per favorirne l’ingresso.
Insomma atteggiamenti che ben si sposano con le parole di estremo rispetto pronunciate pochi giorni fa nel suo discorso di insediamento al Senato. La platea naturalmente ha applaudito calorosamente.

Ma io mi chiedo, come può il popolo che vuole la “sicurezza” voler essere governato da taluni elementi? Se nella scorsa legislatura si parlava di senato retto da quei “decrepiti” senatori a vita adesso su cosa si reggerà?

Paura della trasparenza

Ma di cosa si ha paura a mostrare il proprio reddito? Evidentemente nel bel Paese si ha paura della trasparenza che possa mostrare quello che con la propria fatica si cerca di guadagnare.

Chi contesta questa pubblicazione adduce che crei un pericolo per la sicurezza, ma mi sembra abbastanza paradossale che il malavitoso abbia bisogno di andare su Internet per capire se la persona da derubare è o meno ricco, come sappiamo esistono canali ben più utilizzati per scoprire queste cose.
Oltrettutto si tratta di dati pubblici ai quali si aveva accesso anche prima tramite il proprio commercialista o con una richiesta all’agenzia delle entrate (comma 6 dell’art. 69 del d.P.R. 600/1973 e art. 66-bis del d.P.R. 633/1972).
E poi aldilà dei primi giorni nei quali si è acceso il voyarismo esasperato per conoscere quanto guadagna il vicino di casa che piange povertà o il collega che ha appena comprato quel Suv nuovo, tutto sarebbe tornato alla normalità e quasi nessuno avrebbe utilizzato questo strumento. E pochissimi avrebbero utilizzato questo strumento per denunciare il possibile evasore, d’altronde non siamo mica in Finlandia dove è possibile richiedere il reddito di chiunque tramite un sms, qui siamo nel paese di chi si fa i cazzi suoi campa cent’anni.
Certo percepire quanto si guadagna come un fatto privato non fa altro che evidenziare il fatto che ci identifichiamo sempre più in quel che abbiamo o mostriamo di avere, ma io mi chiedo, che razza di persone stiamo diventando?

P.s. Sto ascoltando “Canzoni dell’Appartamento” di Morgan, gran bel disco.

E

Egoismo

enfatizzato

evidenzia

emozioni

evirate

Cappotto di Legno

Ci vuol un bel fegato a vivere pensando che potresti essere ammazzato in qualsiasi istante, a vivere segregato lontano dal mondo che desideresti vedere soltanto più pulito. 
Vivere costretto a rinunciare a tutto ciò che dovrebbe essere “normale” per vivere da latitante, confondere la tua vita con quella dei tuoi nemici in un eterna caccia tra guardie e ladri in cui le parti si confondono e si invertono miseramente. 
E riuscire a raccontare la tua morte in una canzone dal titolo cosi evocativo, quel cappotto di legno a cui può essere destinato continuando su questa strada, e raccontare senza paura le tue angoscie. 
L’ho sentita un paio di giorni fa a B-side, sapevo della presentazione nella trasmissione di Bertallot, e cosi sintonizzando la radio su quelle frequenze ho sentito quelle note cosi crude in quella commistione tra musica classica e rap che volevo anche voi conosceste. 
Per chi già conosce Saviano e chi dovrebbe leggere il suo libro. 

5 immagini per il 25 Aprile






Io non vedo, io non sento. Ma voto!

Anche se ora tutto ha perso il senso,
adesso che molte illusioni sono state cestinate,
adesso che abbiamo capito quello che con i nostri occhi non riuscivamo a vedere,
non possiamo fare in modo che tutto ciò spenga le nostre speranze.
Speranze lontane e lacerate ma che non possiamo smettere di coltivare.

E per questo, nonostante non serva a niente, a me viene ancora il ribrezzo nel vedere il filmato mandato in onda da Exit lunedi scorso. Niente di nuovo per carità, infatti non sono tanto le immagini a far male ma la strafottenza di chi dovrebbe difendersi, adesso che ha capito che le accuse non hanno importanza, perchè ciò che conta alla fine è essere li a comandare nonostante tutto. Non saranno certo d’altronde un paio di inchieste o di moralismi a cambiare il corso della Storia già scritta nella pietra nei secoli dei secoli.
Per questo può capitare di tutto, perchè nulla cambierà ciò che il giudizio popolare ha sancito.
E così può anche succedere che trasluddando su emule ti capiti di trovare file che non puoi non scaricare. Piccoli errori quando non si ha molta dimestichezza con lo strumento e con le cartelle condivise d’altronde possono sempre capitare. E cosi ti puoi trovare tra le mani un elenco di richieste di favori all’ordine di Raffaele Lombardo. Una piccola mappa della rete di clientele attraverso le quali conquistare i milioni di voti necessari per salire sullo scranno più alto di Palazzo delle Aquile. Dalla richiesta di lavoro, all'”aiutino” per l’esame all’università, alla richiesta di un aiuto per la lista d’attesa per il trapianto di reni.
Notizie che potrebbero far crollare palazzi. Forse da un’altra parte però. Qui passano veloci come scheggie senza impensierire nessuno. Calati juncu chi passa la china.
Perchè noi, ringraziando il cielo, abbiamo altre cose di cui occuparci, e poi queste notizie le sanno i soliti quattro gatti, perchè lei poi le ha sentite al telegiornale? No? Allora fesserie sono! Senta io devo andare, che sta cominciando “un posto al sole” e non me lo posso perdere!

270 mila uomini e donne

Dal corriere.it di oggi:

“270 mila è il numero di uomini e donne che in un anno dal centro sud si spostano al nord per mancanza di lavoro. E’ come immaginare una città come Caltanissetta svuotarsi.
A fronte di 67 mila neo-laureati del Sud previsti in ingresso nel mercato del lavoro nel 2007, le imprese industriali e dei servizi del Mezzogiorno hanno espresso, nello stesso anno, una domanda di laureati pari a 12.390 unità, il 16,4% del totale.
Anche se si sommano i neolaureati richiesti dalla pubblica amministrazione e dal lavoro autonomo, si può stimare che circa la metà dei giovani che si laureano nelle regioni meridionali è di troppo rispetto alla domanda locale. Nessuna meraviglia, conclude quindi Italia Lavoro, se questi giovani cercano lavoro altrove e se il 60% dei meridionali che si laurea al Nord, vi rimane anche dopo la laurea. Per necessità, più che per scelta. “

“Ma se è così, perché questa emigrazione non fa più notizia? «Perché chi emigra —risponde D’Antoni— non ha problemi d’integrazione con la realtà del Nord: spesso è un giovane che usa Internet e parla inglese come i suoi coetanei settentrionali. Non diventa quindi un caso sociale, come negli anni Cinquanta.Quella di adesso è perciò un’emigrazione invisibile, silenziosa »”
Quali risposte da la politica a questo esodo dalle dimensioni bibliche, a quest’emoraggia continua?
Poche, per non dire nessuna, come illustra lo stesso articolo:

“Non ci sarebbe niente di male se questo fenomeno fosse indice di una società mobile, all’americana. Il fatto è che in Italia questo movimento è a senso unico, con un progressivo impoverimento del Mezzogiorno. Per combattere questo trend i vari governi hanno provato a incentivare fiscalmente le assunzioni nel Sud. Nell’ultima Finanziaria è stato inserito anche un bonus di 400 euro al mese per sei mesi per i neolaureati che svolgono stage nelle imprese del Sud che, se poi li assumono, ricevono un contributo di 3 mila euro. Il meccanismo sta funzionando, afferma D’Antoni. Ma non è solo un problema di incentivi. Paolo Sylos Labini, il grande economista morto nel 2005, che amava il Mezzogiorno, ripeteva che la questione meridionale prima ancora che economica è una questione civile. In altri termini, non è solo la domanda di lavoro qualificato che deve aumentare, ma devono migliorare anche le condizioni generali di vivibilità, dal funzionamento della pubblica amministrazione al controllo del territorio da parte dello Stato contro la criminalità. Altrimenti, in silenzio, i migliori se ne vanno.”

Quale via d’uscita allora può esserci per il nostro Sud? Sentir dire che la questione settentrionale è la priorità per la politica Italiana è quanto mai ottuso e ingiusto.
Perchè non si perdono così soltanto buona parte dei cervelli ma si perde anche la possibilità di un evoluzione culturale e sociale che si arresta per l’impossibilità di dare continuità ad un percorso di riscatto del territorio.
Per questo credo che delle risposte siano necessarie e attese dalla politica, fornendo la possibilità a chi è costretto ad emigrare di partecipare alla vita politica facilitando ad esempio l’accesso al voto e dando la possibilità anche economica alle aziende di investire al Sud.

Chi ci credeva

Un emozione leggere questa lettera in questo tempo che sembra aver perso le proprie radici migliori.

Un blog che è già carta straccia