30 anni oggi. 20 anni di silenzio e poi un film magnifico ed il passaparola hanno fatto conoscere a tutti noi una storia che poteva restare sepolta tra le tante piccole storie nascoste di quest’Italia di cui a volte tanto ci vergogniamo. Una piccola speranza che la verità che sentiamo calpestata, maltrattata persino macchiata non può restare nascosta in eterno. Ci sono voluti anni di lotte di poche persone ma adesso Peppino è conosciuto in tutta Italia. I ragazzi conosciuti qui a Parma cantano “I cento Passi” con un’unica voce e con la stessa emozione. A Cinisi stasera un grande concerto lo ricorderà, leggo che seimila persone oggi hanno già partecipato al corteo. Sulle homepage dei giornali tanti ricordi delle sue parole, si moltiplicano le canzoni in suo onore (come questa “Negghia” dei Marta sui tubi, trasposizione di una sua poesia), escono libri che presentano le storie di quegli anni, altri presentano le taglienti voci di Onda Pazza, la trasmissione di Radio Aut.Tutto nel suo nome, tutto per allargare questa voce e perchè quel coraggio non si perda nei mille rivoli della ipercomunicazione che ci circonda.
Perchè ricordare è necessario per non aver più bisogno di eroi. Perchè noi aneliamo una normalità ancora oggi immaginifica.
Ne approfitto per rivedere, e farvi rivedere, una delle parti del film che più amo:

