Paura della trasparenza

Ma di cosa si ha paura a mostrare il proprio reddito? Evidentemente nel bel Paese si ha paura della trasparenza che possa mostrare quello che con la propria fatica si cerca di guadagnare.

Chi contesta questa pubblicazione adduce che crei un pericolo per la sicurezza, ma mi sembra abbastanza paradossale che il malavitoso abbia bisogno di andare su Internet per capire se la persona da derubare è o meno ricco, come sappiamo esistono canali ben più utilizzati per scoprire queste cose.
Oltrettutto si tratta di dati pubblici ai quali si aveva accesso anche prima tramite il proprio commercialista o con una richiesta all’agenzia delle entrate (comma 6 dell’art. 69 del d.P.R. 600/1973 e art. 66-bis del d.P.R. 633/1972).
E poi aldilà dei primi giorni nei quali si è acceso il voyarismo esasperato per conoscere quanto guadagna il vicino di casa che piange povertà o il collega che ha appena comprato quel Suv nuovo, tutto sarebbe tornato alla normalità e quasi nessuno avrebbe utilizzato questo strumento. E pochissimi avrebbero utilizzato questo strumento per denunciare il possibile evasore, d’altronde non siamo mica in Finlandia dove è possibile richiedere il reddito di chiunque tramite un sms, qui siamo nel paese di chi si fa i cazzi suoi campa cent’anni.
Certo percepire quanto si guadagna come un fatto privato non fa altro che evidenziare il fatto che ci identifichiamo sempre più in quel che abbiamo o mostriamo di avere, ma io mi chiedo, che razza di persone stiamo diventando?

P.s. Sto ascoltando “Canzoni dell’Appartamento” di Morgan, gran bel disco.

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