Il regime dei luoghi comuni

Vi segnalo questo bel post da Xantology:

La spazzatura a Napoli non c’è più. Sparita, volatilizzata il 14 aprile con la vittoria di Berlusconi. Sarà stato lui, presidente operaio, a pulire le strade. I tg non ne parlano più, non posso che dedurre che la città è pulita.

Piuttosto, tutti questi extracomunitari che continuano a violentare le nostre donne. Il tg2 non parla d’altro. Ci vorrebbe una bella legge che li rimandi a casa loro. E anche le ronde, ecco. Le ronde padane. Certo, è un problema quello della sicurezza, signora mia. E gli albanesi? Basta dargli una automobile in mano e come minimo ti investono i bambini. Meno male che adesso c’è la Lega. Ci pensano loro a mandarli via. Zingari e negri: chi non ha un lavoro se ne deve andare! Ha sentito? Mario ha vinto il Grande Fratello. Anche se a me mi era più simpatica quell’altra, la dottoressa. Quello, Prodi, non faceva nulla. Dormiva, e quando ero sveglio litigava con i comunisti. Sì, per fortuna che non sono più in Parlamento. Almeno adesso c’è governabilità. Finalmente Berlusconi ha una bella maggioranza. Lasciamolo lavorare, sempre sperando che non gli mettono i bastoni fra le ruote. E’ cambiato, il Cavaliere. Adesso vuole passare alla storia. Lei se lo guarda Amici? E’ una bella trasmissione, sa. E come ballano, sembrano professionisti! Speriamo che Berlusconi fa bene, per il bene dell’Italia. E che non lo perseguitano. E’ assurdo tutto questo odio della sinistra, signora mia. Che poi lui almeno è ricchissimo e siamo sicuri che non ruba. Che motivo ha di rubare con tutti i soldi che ha? Ha visto che su Raidue c’è un nuovo programma che lo fa la Simona Ventura? Che simpatica. E poi come si veste raffinata. Certo che con Prodi era aumentato tutto, c’era l’euro a mille lire. E poi ha messo un sacco di tasse nuove. Ha sentito che Berlusconi ci toglie l’ICI? Finalmente, che senso ha uno pagare per la propria casa che è un diritto? E anche il bollo auto. Che io già pago l’assicurazione ed è giusto che il bollo non lo pago. Se lo leva, vuol dire che si può levare. Berlusconi è un grande imprenditore: se non lo sa lui come gestire l’azienda Italia! Poverino, Karim. Non lo conosce? Il tronista della Maria De Filippi. Dice che un tassista lo ha aggredito. Certo, a volte essere famosi porta disgrazie. Io l’ho votato, Berlusconi, e alla Regione ho votato Lombardo, perché sono passata dal patronato e, a parte che mi hanno regalato un sacchetto della spesa che fa sempre comodo, sono stati gentili e si sono presi anche il curriculum di mio figlio, poverino, che è in mezzo alla strada. Intanto gli hanno dato 100 euro per dare i volantini davanti ai seggi. Sempre 100 euro sono. E ora aspetto che mi hanno promesso che gli trovano un posto per tre mesi. Certo, sempre precario, ma purtroppo c’è stata crisi e in questo ci colpano le sinistre. Lo sa a quanto è arrivato il petrolio? Ha fatto anche il provino per il Grande Fratello, mio figlio, ma ha avuto sfortuna. Certo che Berlusconi sta facendo quello che può, con tutta la crisi mondiale che c’è stata. Anzi, lui con le sue aziende dà un sacco di lavoro. Ho sentito che non licenzia mai nessuno. Il mio autobus, signora, la saluto.

Analisi post voto/3. La solita gattopardesca Sicilia

Giuro, un pugno nello stomaco mi avrebbe fatto meno male. Ancora sento il conato salire le mie viscere. Una reazione cosi incontrollabile cosi come risulta incomprensibile capire le ragioni di tanta ottusità.
I risultati d’altro canto parlano chiaramente:

Lombardo 65,35%
Finocchiaro 30,38%
Sonia Alfano 2,48%

Non lasciano adito a malintesi. Alle regionali come alle politiche. I Siciliani hanno scelto il vecchio sistema nel quale evidentemente riescono a mantenere i propri piccoli interessi, nel quale riescono a sguazzare allegramente. Ora è il momento di sentire argute sintesi sulle ragioni del voto, su come in Sicilia vi sia il bisogno di autonomia, di camminare da soli. Discorsi vuoti di ogni contenuto che forse possono intrattenere chi non conosce la realtà, di certo non chi vive o ha vissuto quella realtà senza stare con gli occhi chiusi. La stragrande maggioranza dei Siciliani non vota perchè crede in qualcosa, vota perchè può mangiare, e per ogni livello sociale c’è il piatto giusto.
Risulta difficile spiegare qui al Nord le ragioni di questo plebiscito verso coloro che di certo non hanno governato bene. Per farlo prendo un piccolo esempio, un paese piccolo ma che penso di conoscere molto bene. San Mauro Castelverde, piccolo borgo sulle madonie, milleecento metri sul livello del mare, al 2001 duemilacentosessantasei abitanti, di cui 2091 aventi diritto al voto. Un Paese che ha conosciuto negli anni la stessa decrescita demografica di molti paesini del sud. Un paese in cui non esiste industria e in cui l’agricoltura e la pastorizia, tranne alcune eccezioni, viene gestita secondo tecniche da inizio secolo (scorso però!). Una fragile economia che si regge grazie all’apporto sostanzioso e sostanziale dei fondi regionali destinati alla Forestale. Grazie ai quali si può lavorare anche per pochi mesi ma conseguire quel margine che consente di aver diritto al contributo per la disoccupazione. Una logica assistenzialista comune a tutta la Sicilia. Perchè un abitante di questo paese dovrebbe votare chi potenzialmente potrebbe eliminare questo stato di cose in cui si vivacchia si, ma si campa almeno! La vecchia logica dell’accontentarsi torna sempre utile.

Lista Pro Finocchiaro 20,72%
Lista Pro Lombardo 76,09%.

Che dire? Un piccolo esempio per capire la logica dominante. Applicata ad altri settori da il quadro completo della situazione. Una forza che è maggioranza e che ha maggior voce in capitolo rispetto a chi crede ad esempio ad un futuro con un economia slegata da interessi di parte, a chi vorrebbe soltanto vivere in un posto “normale”.
Per questo sono in un certo senso contento che abbia vinto la Lega e vinto Lombardo. Se fossero delle persone davvero coerenti e attuassero quello che promettono, attraverso il federalismo fiscale, si potrebbe dare la definitiva scossa a quelle coscienze che cosi coscienti non sono. Forse soltanto nel momento in cui non arrivassero più soldi dai Fondi Europei (a proposito dal 2013 si chiude pure questo rubinetto) o Statali qualcuno dovrebbe cominciare pur a lavorare. Oppure toccherebbe a tutti emigrare. A voi la scelta.
Vivere o morire. Aumentare le distanze economiche ed avvicinare quelle fisiche (il ponte sennò a che serve?).
Sentendo gli umori della gente che mi circondaho la sensazione che da lunedì scorso siamo un pò più lontani, sempre più incomprensibili e sempre più liberi del nostro destino. D’altra parte non si può aiutare chi non vuole essere aiutato.
E’ cosi che viene intaccata la speranza ogni giorno, a piccole dosi, con quelle piccole o grandi sconfitte che ci fanno guardare alla vita e al futuro con uno sguardo ogni giorno più cinico e sfiduciato.
Ps:Da leggere questo post su Rosalio con i relativi commenti.

Colonna Sonora: The Wings – Live and let die.

E con questo ho chiuso questa parentesi di tentata analisi.

Analisi post voto/2

Proseguendo in quest’analisi del voto ho letto un illuminante articolo sugli stereotipi legati alla Lega, sui motivi della loro vittoria ma soprattutto sui motivi della sconfitta della Sinistra al Nord. Esso stesso prende spunto da un libro di Riccardo Illy, l’ex governatore del Friuli, dal titolo “Così perdiamo il Nord”.
Riporto un breve stralcio:

La Lega non è che superficialmente il partito becero e xenofobo rappresentato dalle sparate di Borghezio, Calderoli, Bossi. La Lega in questi ultimi 10 anni, anche con i soldi di Berlusconi, ha investito a 1000 in formazione dei propri quadri dirigenti e sul contatto immediato con il territorio. Vi prego di ascoltare bene le parole che seguono, perché se non vivete al Nord forse quest’informazione non l’avete, ed è di capitale importanza per il nostro futuro. La Lega è un partito che ha un cuore dirigente che non si vede ma che è di altissimo livello, preparato sui temi economici e sociali, colto, capace di ascoltare Illy quando va a trovarli nella sede del loro parlamento del Nord, capace anche di concordare su alcuni punti, un gruppo dirigente moderno e vero. Ah per inciso, a parte le sceneggiate dell’acqua del Po, il parlamento del Nord pare essere un posto a grandissimo effetto comunicativo, tipo alto ufficio di rappresentanza istituzionale, perfetto. Questo gruppo preparato raccoglie e utilizza le energie dei militanti, alcuni (solo alcuni) dei quali sono tenuti sempre in stato di coinvolgimento emotivo dalle sparate xenofobe. Pensate che quando si deve parlare di istituzioni con la Lega si va da Borghezio? Sbagliato!

Siamo stati forse un pò troppo superficiali nel giudicarli?

Analisi post voto/1

Se da una parte la tentazione più plausibile al post voto sia quella di scappare via verso territori immaginifici in cui si possa palesare un minimo di riformismo e una cultura del rispetto altrui superiore, dall’altra c’è la necessità di comprendere le ragioni che possono aver condotto ad una simile disfatta.
La superficialità nei giudizi sul voto altrui e sulla degenerazione della cultura Italica è stavolta troppo a portata di mano. Ma forse sarebbe anche il caso di fare un pò di autocritica.
La sensazione che ne ho è di una Sinistra che non riesce a comunicare con una larga fetta degli Italiani perchè è diventata una sinistra da salotto, che prova piacere nel farsi fotografare ad una festa modaiola o nel dimostrarsi amico del regista tal dei tali, una sinistra da pullover di cashmere, forse anche preparata politicamente per rispondere alle esigenze economico-politiche, ma terribilmente con la puzza sotto al naso. Si creano diecimila piazze online in cui discutere di tutti i possibili risvolti polemici di ogni singolo avvenimento, piazze in cui ci si incontra tra persone con le idee alla fine molto simili ma che non riescono a venire a contatto con chi la pensa diversamente. E poi parliamoci chiaramente, la stragrande maggioranza degli Italiani non ha ne accesso ad Internet ne la voglia di stare a discutere davanti al proprio pc di politica, non ha idea di cosa sia il Web, figuriamoci il web 2.0! La discussione diventa cosi sicuramente occasione di crescita personale, scuola di formazione, ma forse anche puro esercizio accademico.
Intanto le sezioni di partito si chiudono, non si fa politica sul territorio ed ecco servito il risultato di cui ci stupiamo in questi giorni.

Mi spoglio

Questo blog si libera da oggi di tutti i banner elettorali. Inizia una nuova fase.

Ed intanto a tre mesi dalla nascita raggiungo quota 1000. Addirittura!

Epidemia depressiva post elettorale

Per chi ne ha bisogno, ecco alcuni consigli per elaborare al meglio la sconfitta:

Allarme salute: epidemia di depressione elettorale.

Segnali di solidarietà

Arrivano segnali di solidarietà dal mondo! 🙂Oggi non ho avuto molto tempo per scrivere, ho passato la serata a raccontare di mafia e scoutismo a Palermo agli scout di Parma. Bella serata, ottima possibilità per far conoscere qui una realtà nota troppo poco e troppo stereotipata. Spero di aver abbattuto qualche convinzione e aver mosso qualche pensiero sull’argomento.

Da Nord a Sud. Cambiare è un pò morire

Siamo un Paese che non è fatto per cambiare, che preferisce rifugiarsi sulle posizioni note piuttosto che ricercarne di diverse. Dal Nord al Sud.
Il Nord industrializzato, quello nel quale vivo (ma forse ancora l’Emilia Romagna resta un’isola un pò anomala), quello che dovrebbe essere più sereno dal punto di vista economico vive invece in uno stato di costante paura. Paura di pagare troppe tasse, paura degli immigrati che vivono nelle loro città, della cultura, delle possibili aperture. E per questo preferisce chiudersi dentro la retorica leghista di ampolline del Po ed elmi celtici, nel neo-protezionismo di Tremonti, negli schermi televisivi che traboccano di grandi fratelli e piccoli fratelli. Di quel mondo di cartapesta creato dal supremo Imperatore di questa Italietta che attraverso le sue promesse riesce ad illudere tutti, a cancellare la memoria che potrebbe consentire di ricordare quanto fatto fino a solo due anni fa al governo, che riesce a far credere di lavorare per l’interesse di tutti.

Al sud, che ho lasciato e a cui sono legato, tutto continua uguale a prima. E’ del tutto inutile cercare giustificazioni, i cambiamenti che anche io ho cercato di raccontare nel mio piccolo sono ancora in là da poter produrre un cambiamento sulle vie del voto. La maggior parte dei miei compaesani in realtà preferisce ancora accontentarsi. Preferisce accontentarsi delle strade mancanti, delle 7 ore per andare in treno da una parte all’altra della Sicilia, preferisce non staccarsi dagli amici dei cannoli, quelli che inequivocabilmente hanno legami “importanti”. Direi che proprio di questo se ne fotta beatamente, non è un problema. Preferisce accontentarsi delle promesse di lavoro, di un lavoro schifoso, da pochi euro, per il quale dovrà sempre ringraziare. Forse il clientilismo sarà pure un meccanismo bipartisan, ma fatto sta che chi ha da sempre il potere può teoricamente (forse anche praticamente come dimostrato oggi) reiterarlo all’infinito.
La Sinistra qui dovrà cambiare totalmente il suo modo di ragionare, altrimenti si troveranno a raccontare la stessa storia nel 2020.

Fatto sta che vivremo altri cinque anni da pesci fuor d’acqua, e speriamo di avere polmoni a sufficienza.

Altri commenti a domani, questa giornata è stata distruttiva. Non credo quanto lo sia stata per Boselli e Bertinotti ma ho dato del mio anch’io.

Casalinga isterica

Mi è presa la sindrome della Casalinga isterica, per sedare un pò l’ansia con le orecchie ascolto i primi commenti agli exit pool e con il resto pulisco casa da cima a fondo!
E quello che sento non mi piace.

Soltanto poche ore!

Un blog che è già carta straccia