Da Nord a Sud. Cambiare è un pò morire

Siamo un Paese che non è fatto per cambiare, che preferisce rifugiarsi sulle posizioni note piuttosto che ricercarne di diverse. Dal Nord al Sud.
Il Nord industrializzato, quello nel quale vivo (ma forse ancora l’Emilia Romagna resta un’isola un pò anomala), quello che dovrebbe essere più sereno dal punto di vista economico vive invece in uno stato di costante paura. Paura di pagare troppe tasse, paura degli immigrati che vivono nelle loro città, della cultura, delle possibili aperture. E per questo preferisce chiudersi dentro la retorica leghista di ampolline del Po ed elmi celtici, nel neo-protezionismo di Tremonti, negli schermi televisivi che traboccano di grandi fratelli e piccoli fratelli. Di quel mondo di cartapesta creato dal supremo Imperatore di questa Italietta che attraverso le sue promesse riesce ad illudere tutti, a cancellare la memoria che potrebbe consentire di ricordare quanto fatto fino a solo due anni fa al governo, che riesce a far credere di lavorare per l’interesse di tutti.

Al sud, che ho lasciato e a cui sono legato, tutto continua uguale a prima. E’ del tutto inutile cercare giustificazioni, i cambiamenti che anche io ho cercato di raccontare nel mio piccolo sono ancora in là da poter produrre un cambiamento sulle vie del voto. La maggior parte dei miei compaesani in realtà preferisce ancora accontentarsi. Preferisce accontentarsi delle strade mancanti, delle 7 ore per andare in treno da una parte all’altra della Sicilia, preferisce non staccarsi dagli amici dei cannoli, quelli che inequivocabilmente hanno legami “importanti”. Direi che proprio di questo se ne fotta beatamente, non è un problema. Preferisce accontentarsi delle promesse di lavoro, di un lavoro schifoso, da pochi euro, per il quale dovrà sempre ringraziare. Forse il clientilismo sarà pure un meccanismo bipartisan, ma fatto sta che chi ha da sempre il potere può teoricamente (forse anche praticamente come dimostrato oggi) reiterarlo all’infinito.
La Sinistra qui dovrà cambiare totalmente il suo modo di ragionare, altrimenti si troveranno a raccontare la stessa storia nel 2020.

Fatto sta che vivremo altri cinque anni da pesci fuor d’acqua, e speriamo di avere polmoni a sufficienza.

Altri commenti a domani, questa giornata è stata distruttiva. Non credo quanto lo sia stata per Boselli e Bertinotti ma ho dato del mio anch’io.

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