Il mare si ribella

Non male questo spot, potrebbe sembrare una pubblicità progresso.

Citazioni dalle citazioni

Non ho letto molto quest’estate, e questo, mi sembra di averlo già detto.
Mi è capitato però di sfogliare vecchi giornali e di imbattermi in vecchi numeri di riviste.
In una di queste, ho letto una citazione fatta da Umberto Eco, e tratta da “La democrazia in America“, un libro scritto ben 173 anni fa. Aveva visto lungo quest’Alexis de Toqueville:


Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare.
Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri… Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l’ordine anzitutto! Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere.
Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo“.

Tasti neri

Le parole si inseguono quando comincio a battere le dita su questi tasti neri, un’istante prima non so quale sarà la parola successiva nel discorso che vorrei enunciare. Come se venissi risucchiato da un vortice in cui è chiaro soltanto il punto di arrivo ma del quale non posso conoscere il percorso. E cosi che prende forma un racconto, e cosi che si formano frasi, proposizioni, teoremi. Non siamo noi a scriverle ma una forza a dettarcele, siamo solo strumenti in mano a storie che hanno necessità di essere raccontate. A volte capita di essere rapiti ed è in questi attimi che scopro il piacere che mi procura scrivere quando mi trovo in silenzio, da solo, e mi fa venir voglia di continuare a scrivere.

Apprezzo adesso molto più gli scrittori e la loro arte, che ritengo magica, proprio per quella forza che si impossessa delle mani rendendo il lettore parte della sua storia, e mi viene da pensare a quanta fatica possa esserci racchiusa in un libro che verrà divorato in pochi giorni, o forse, per i più bulimici, in poche ore. Penso alla ricerca della parola giusta, lontana dalla mia approssimazione, e penso che io mai e poi mai riuscirei in un opera cosi superba.

Aria di revisionismo

Ma cos’è stato il fascismo in Italia? Qualcuno ha il coraggio di ricordarlo in maniera positiva, e sono di queste ore le dichiarazioni del Sindaco di Roma, Alemanno, che dichiara quanto non possa essere definito male assoluto il Fascismo in Italia, o di La Russa ad inneggiare la Repubblica di Salò. Chi parla non si può suffragare il diritto di conoscere quanto successo in tempi in cui neanche mio padre era nato, ed questo forse è il vero limite che nessuno potrà colmare alla nostra generazione, quello di non aver vissuto quel periodo e di non sapere cosa realmente è stato. Corre cosi il rischio di alimentare dei miti e di vederli riproposti con maggior forza proprio adesso in cui molti simpatizzanti sono seduti ai posti di massimo potere, ed in cui le grandi memorie di questo paese sono troppo anziane, o oramai scomparse (penso a Biagi, Montanelli etc..), per poter controbattere con forza questo nascente spirito autoritaristico. Sarà forse anche figlio del permissivismo intravisto negli anni passati, ma si ha la sensazione che si abbia nostalgia del bastone, dell’autorità imposta dall’alto, della stretta formalità contrapposta alla piena consapevolezza delle proprie scelte. Ed è per questo che occorrerebbe esercitare il dovere alla memoria, non ci si dovrebbe stancare di conoscere, leggere, ascoltare i vecchi e far proprie quelle storie di sopraffazione e di miseria.

Alle elementari, nella mia classe c’era il maestro Tramuta ha raccontarci di quanto fosse grande il fascismo, quanto di buono avesse fatto per la Sicilia e per l’Italia intera, e noi, scolaretti ad ascoltarlo in silenzio.

I suoi modi erano rimasti ancorati a quelle tradizioni e, sebbene le bacchettate non fossero più permesse, capitò più d’una volta sentirlo ripreso dalla direttrice per qualche ceffone ad un alunno un po’ troppo allegro. I genitori conoscevano queste sue peculiarità, e come contraltare ci mettevano in guardia, e forse anche per questo le parole del maestro passavano con un adeguato distacco. In realtà per il resto era un ottimo maestro, il primo forse a farmi amare la matematica, mettendoci in competizione nell’inventare problemi enormi la cui difficoltà era misurata dal numero di operazioni da eseguire. Per le lezioni di storia, invece, si sapeva bene che le sue erano velleità di un nostalgico, e per tali dovevano venire prese da tutti. Che ricordi era un atteggiamento comune questo, forse perchè ancora nelle famiglie era viva la memoria di quei tempi. In casa mia mio nonno raccontava spesso le difficoltà che incontrò nel trovare lavoro durante il fascismo per la sua fama di comunista immortalata in una foto di gruppo dinnanzi al municipio di San Mauro. E cosi sono sicuro che in ogni famiglia c’erano storie tali da ricordare quei tempi di porte aperte e propaganda. Ma adesso che sono le cariche più alte a rivedere la storia ad uso proprio, siamo cosi convinti che l’atteggiamento sarebbe lo stesso?

Salento 12

I racconti di viaggio sono tra i più difficili. C’è sempre un tassello mancante, e per quanto ti possa sforzare di raccontare i dettagli ci sarà sempre qualcosa in grado di sfuggirti e di non raccontare a pieno tutto quanto. Sarebbe meglio raccogliere tutto in un diario, ma si dovrebbe avere l’accortezza di farlo in movimento, togliendo tempo alle emozioni del momento. Io non penso di esserne in grado, e per questo preferisco raccontare attraverso fotografie, attimi capaci di evocare, forse soltanto a chi era presente le emozioni di ogni momento.Qui le foto del Salento.


Stretto tra pensieri

Mi piace questa foto, forse perchè mi ricorda molte mie foto. E’ stata scattata da Silvia a Reggio Calabria, come dire, faccio proseliti nello “stile” 🙂

Politica e vita privata

Anche da noi, ormai è chiaro, la vita privata è strettamente legata alla vita politica dei nostri governanti, entrati a pieno titolo nelle cronache di “Novella Duemila”, trasformando lentamente tutti noi in elettori-spettatori di un nuovo reality.
E’ un andazzo comune ovunque oramai e, per quanto spesso ci possiamo trovare a celebrare le altre democrazie occidentali, altrove si toccano punte forse più disdicevoli.

da un articolo di Mario Calabresi, Repubblica.it.

“La politica americana ha bisogno di mettere tutto sul palcoscenico, niente viene risparmiato, neanche i bambini, come hanno insegnato Michelle e Barack Obama che hanno trasformato le figlie in due attrici consumate.

Ma ieri sera sul palco e in tribuna per tutta la sera c’era anche Trig, che ha poco più di quattro mesi e che, come ha raccontato mamma Sarah [ndr. Sarah Palin, la candidata vicepresidente dei Repubblicani], è affetto dalla sindrome di Down ed è nato perché lei ha rifiutato l’aborto. Quando la governatrice lo ha citato il padre senza battere ciglio lo ha sollevato, poi gli ha alzato il braccio per salutare la platea. Lui inconsapevole ha continuato a dormire.

Corso di recupero

Sto cercando di rileggere, negli sprazzi di pausa, ciò che mi sono perso quest’estate sui miei blog preferiti.
Tra i più interessanti, come sempre, i post al vetriolo di “Piovono Rane“, alcuni dei quali ho messo in condivisione qui di fianco, e che comunque potete leggere anche in questa pagina. Gettano luce su fatti che ignoravo totalmente, quale la pratica delle grandi case di moda nel fare indossare a bambini del Terzo (quarto o quinto) Mondo gli abiti delle loro griffe.
Nessuno stupore?

Friuli, Udinese-Palermo 3-1

Riavvolgendo la pellicola, l’immagine più nitida non può che essere quella più recente.

Come detto, quest’ultimo finesettimana d’agosto l’ho trascorso ad Udine, dove da quasi due mesi vive Silvia.
Evento clou, Udinese-Palermo, inaugurazione del campionato di Serie A. Avrei rinunciato anche, ma non di certo avendo a disposizione due biglietti omaggio in tribuna, gentilmente concessi da un medico dell’Udinese, conosciuto in questi mesi ad Udine per vie più o meno contorte. Non capita di certo tutti i giorni un’occasione cosi, tanto più che io, la tribuna l’ho sempre vista dalla curva, luogo d’elezione nel mio passato da abbonato. D’altronde, pagare 60 € per guardare una partita in sedioline altrettanto scomode, meno euforiche, e soltanto meno bagnate, mi è sempre sembrata un’assurdità.
Tornando comunque ai fatti, avrei immaginato tutto, ma mai tanta bellezza nel vedere una partita di futbol allo stadio. L’atmosfera già fuori dallo stadio era tranquillamente euforica, i soliti gazebi, i soliti panini e patatine, sciarpe, gente in rigoroso ordine passeggiare per i viali avviandosi verso quello stadio che mi è sembrato tra i più belli, nonostante la sua semplicità, in cui sia stato (nel mio piccolo qualcuno l’ho visto).
La partita poi è stata quel che stata. Il Palermo in campo ha dato dimostrazione il valore già ipotizzato, con quell’attacco cosi leggero, inconsistente e privo di idee, la difesa ancora da registrare (vedi Balzaretti in primo luogo) e nonostante un centrocampo che fa ben sperare (Liverani ci voleva come il pane). Ma si sa al Palermo manca sempre qualcosa, un anno l’attacco (vedi Caracciolo), un anno il portiere (vedi due anni fa), un altro la difesa (Barzagli con la testa chissà dove, insieme all’allegra brigata) ed il centrocampo orfano di Corini. Quest’anno, ciclicamente è la volta dell’attacco.
Nonostante questo ho scoperto una tifoseria che venera Totò Di Natale (e come non potrebbe viste le due magie regalateci), un Inler strepitoso (ma dove lo hanno trovato) due vecchiette dietro di me sbraitanti contro l’arbitro come due ultras, condividendo animatamente opinioni con tifoseria al mio fianco (tutto ok, tranne un’idiota con poco spirito), la bellezza di vedere dalla tribuna chiedendo notizie sul mercato a Carlo Brandaleone, salutando Pietro Grasso e condividendo la tristezza per la sconfitta, gridando a Miccichè (n.d.r. il vicepresidente del Palermo) di spendere due soldi per un attaccante, e guardando una partita in un clima che troppo spesso viene auspicato, ma che mi sembra che ad Udine abbiano raggiunto. Ed aspettando infine in tranquillità uscire i giocatori dallo stadio con i loro Suv, le Smart (mitico Quagliarella) o più semplicemente il loro trolley, senza isterismi che avrei immaginato ovunque. Ma non qui.

Altre foto qui

Tragitti, itinerari, abitudini

Lasciando il vecchio lavoro e con esso Parma, la Pianura Padana, l’ultimo anno e mezzo di vita, mi capitò di pensare a tutti i percorsi che ho ritenuto abituali per un lungo periodo e che poi, di colpo, per variazioni più o meno percettibili, sono svaniti.
La memoria va esercitata e va anche aiutata, se è il caso.
Pensando a tutto questo, è nato questo video, una mattina di fine luglio, la penultima in Cedacri, con la fotocamera piantata sul cruscotto della macchina. Il risultato è quello che è, nato in un attimo di minimo sforzo quest’estate.

http://www.youtube.com/get_player

Un blog che è già carta straccia