In honour of Richard Wright

Il sogno di vederli insieme è oramai irrealizzabile. Rick Wright, tastierista dei Pink Floyd è morto.

In altri tempi saresti rimasto nella tua camera a ricordare quando li mettevi nel tuo walkman da imberbe adolescente. Adesso puoi anche condividerne i pensieri con altri, leggendo pezzi come questo.

Teoria della Sicilia

“Là dove domina l’elemento insulare è impossibile salvarsi. Ogni isola attende impaziente di inabissarsi. Una teoria dell’isola è segnata da questa certezza. Un’isola può sempre sparire. Entità talattica, essa si sorregge sui flutti, sull’instabile. Per ogni isola vale la metafora della nave: vi incombe il naufragio. Il sentimento insulare è un oscuro impulso verso l’estinzione. L’angoscia dello stare in un’isola come modo di vivere rivela l’impossibilità di sfuggirvi come sentimento primordiale. La volontà di sparire è l’essenza esoterica della Sicilia. Poiché ogni isolano non avrebbe voluto nascere, egli vive come chi non vorrebbe vivere: la storia gli passa accanto con i suoi odiosi rumori ma dietro il tumulto dell’apparenza si cela una quiete profonda. Vanità delle vanità è ogni storia. La presenza della catastrofe nell’anima siciliana si esprime nei suoi ideali vegetali, nel suo taedium storico, fattispecie del nirvana.

La Sicilia esiste solo come fenomeno estetico.
Solo nel momento felice dell’arte quest’isola è vera”
di Manlio Sgalambro (si, l’amichetto di Battiato).

Fuori i maglioni. 13° Oggi.

Mi a preso proprio di spalle il freddo di questi giorni.
Avevo ancora la vaga idea dell’estate appena passata ed invece ho dovuto velocemente rimediare

correndo a Parma a recuperare giubbotti, maglioni e sciarpe.

Sono saltate cosi le occasioni per “sbraccare” a Monza e vedere il trionfo di questo giovinetto, ma di notti bagnate come quelle di due giorni fa ne ho vissute un pò troppe per capire quando è il caso di evitarle.
Intanto trovo poche occasioni per scrivere qui, ma la fase di ambientamento alla vita nuova richiede un periodo di transizione, qualche scossa di assestamento ancora.

Dai Gesù, apri un blog!

Leggete questo bel post letto su Macchianera.

Sapore di sale 2008

E’ il rito di quasi ogni estate buttarsi da quel trampolino naturale, in uno dei posti più belli e, per fortuna, meno noti di Cefalù. Non so se il video (girato e montato da Teresa con la sua fotocamera in assetto subacqueo) da l’idea, ma arrivati lassù tremano ogni volta le gambe e si aspettano minuti prima di trovare il coraggio di buttarsi. Aaah!

Grazie Tere per le foto. Non mi ero mai visto da questa prospettiva

E se non lo capisce lei

“Non comprendo chi vende il proprio corpo per trarne profitto” Mara Carfagna, ministro della Repubblica (conferenza stampa).

Basterebbe farsi un giro su Google digitando il suo nome.

Paz!

di Andrea Pazienza

Son pieno d’amore
per
gli altri,
son pieno
d’amore
e il mio amore
è un fluido
magnetico
passato al setaccio.
Il mio
amore per gli
altri è vero.
E nel mio
amore vero
c’è tutto
c’è l’odio.
Un pizzico d’odio
non guasta
l’amore
perfetto.
E il mio amore
perfetto è un mare
con un po’
d’odio dentro,
granelli
di sabbia.
E il mio amore
è un fluido
magnetico passato
al
setaccio.

Vai Girandengo!

Era tra i buoni propositi per settembre, mese da sempre dei nuovi obiettivi, delle nuove partenze.
E cosi mi sono armato di buona volontà e da stamattina ho preso ad andare a lavoro in bici. Sono venti minuti vissuti molto pericolosamente, com’è la vita in Italia di tutti coloro che si avventurano nell’uso della bici, cercando di non fare semplicemente cicloturismo.
Non so quanto potrà durare visto che non avrò intenzione di rischiare la vita in quel pezzo di strada senza pista ciclabile quando le giornate si accorceranno. Intanto cercherò di ricordare come diamine fanno i ciclisti a stare su quei sellini, dovrò farmi venire i calli!??

P.s. Ah, un’altra buona abitudine l’ho presa. Non si comprano più bottiglie d’acqua, direttamente dal rubinetto, visto che qui non è cosi male. Milioni di bottigliette in meno nel mondo, et voilà!
P.s.2 Se riusciamo (Con Ale) metteremo presto a disposizione del materiale molto interessante per tutti i ciclisti siculi all’ascolto.

Sull’importanza degli obiettivi chiari

Ma dai, è già passata una settimana, mi dico.

E mi sembra già di essermi buttato alle spalle buona parte delle paure che fino a qualche mese fa toglievano serenità alle mie giornate. Scegliere il cambiamento credo sia stata la mossa giusta, nel periodo giusto. Non ho molti elementi per giudicare, ma se posso semplicemente basarmi sulle sensazioni, basterebbe fare il confronto del primo giorno di lavoro. Quando ho cominciato a lavorare in Cedacri ho subito avvertito che non sarei stato bene lì dentro, il silenzio dell’ufficio, l’accoglienza, la poca disponibilità nell’addestrarmi alle mie mansioni da subito avevano già dato i loro segnali, e per questo uscito da li dentro ero quasi disperato. Disperato forse è un’esagerazione, ma avevo da poco cambiato un lavoro che non mi soddisfaceva e partivo pieno di buoni propositi. Poi con il tempo le sensazioni si sono trasformate in fatti e l’insofferenza si è trasportata per l’intero anno, nonostante i legami che nel tempo si sono creati in ufficio. Alla fine mi ero anche abituato all’uso comune, riuscivo a far passare il mio tempo in quelle mansioni, ma non pensavo di aver poter durare a lungo. Il lavoro era noioso e di routine, gli stimoli erano infimi e le opportunità di crescita che intravedevo molto molto basse. Le giornate trascorrevano cosi molto lente, mentre la mia mente cercava una via di scampo reale. Potevo anche rassegnarmi ad un lavoro che non mi soddisfaceva e che comunque mi permetteva di vivere da solo, ma non poteva bastarmi. Avevo, ed ho, la necessità di pormi degli obiettivi continui ed ho la consapevolezza che l’abitudine a poco a poco sia più letale di un colpo di cannone. Non volevo questo.

Capii allora che fino a quel momento ero stato vittima di scelte casuali, votate alla mancanza di un chiaro obiettivo a cui mirare. Avevo cominciato a lavorare con la consapevolezza della difficoltà attuali del mondo del lavoro, per cui avevo accettato tra le varie offerte quella che sembrava migliore. Mi ero accorto ben presto che non era quello che volevo fare e, cambiando, speravo di trovare qualcosa di più interessante, mirando però ad un bersaglio ad occhi chiusi. Come potevo pensare di fare centro?

Penso sia tutto cambiato nel momento in cui ho scelto di re-impossessarmi delle mie decisioni, di riprendere io ad essere l’autista di questo tram, e smetterla di essere un passeggero distratto. Cominciai cosi ad individuare il campo d’azione in cui muovermi, anche con fallimenti continui dettati dall’insicurezza nello scegliere la giusta strada, ma ciò nonostante mi ero rimesso in cammino. In quel periodo mi sono messo in contatto con professori universitari e dottorandi, li ho incontrati nei loro uffici a Parma come a Milano, ho ascoltato i loro suggerimenti e così ho cercato di mettere a fuoco il bersaglio a cui puntare. Avere obiettivi chiari rende tutto più facile, non era questo uno degli insegnamenti di Randy Pausch? Non è mai stato semplice per me prendere decisioni, vorrei tante volte afferrare il mondo intero e per questo forse, in passato, era stato cosi difficile. Non ho mai amato molto quelli cosi sicuri dei propri obiettivi, cosi sicuri nelle proprie convinzioni. Ma per me non poteva più essere cosi.

Le conseguenze di questi miei pensieri poi si sono evolute piuttosto velocemente, e tutto ha cominciato a girare per il verso giusto, conducendomi in poco tempo a questa scelta. Il nuovo colloquio, la proposta di lavoro, la decisione di cambiare, l’estate e poi il nuovo inizio, di cui sono entusiasta come non mai dalla fine dell’università. Poi si vedrà, vedremo.

Lo so, la vita è fatta di momenti, momenti in cui tutto sembra cosi nero da non vederne l’uscita, e in cui tutto si complica continuamente. Momenti invece in cui semplici avvenimenti danno la sensazione di un’inversione di marcia e da quel momento tutto sembra girare come desideravi. Sono fasi, presumo come quelle della luna. Passano, lo so, se la Terra continua a girare in questo modo.

Harmaghedon

Chi sarà il primo ad essere risucchiato li dentro?

Via Ema, qui vi sono delle belle foto dell’acceleratore di particelle del Cern, mentre qui un bel pezzo trovato stamattina su Repubblica.

Un blog che è già carta straccia