He doesn’t belong to money

Una grande battaglia di civiltà è stata vinta. Dopo le proteste accalorate di un gruppo di tifosi pronti a tutto per difendere i propri ideali ma anche ad assorbire senza proteste qualsiasi altra infamità, Kakà ha fatto la cosa più saggia.
D’altra parte proprio non riesco a comprendere quanto possa fare la differenza, cosa puoi praticamente fare di più nella tua vita passando da 9 a 18 milioni di euro. Una passeggiata in più sul tuo elicottero personale, un giro del mondo a bordo del tuo panfilo da 25 piuttosto che da 15 metri. E poi? Appendere le scarpette al chiodo giocando in una squadra senza passato e con poche speranze future legate alle bizze dell’ Emiro di turno.
Un pò troppo poco per chi sulla maglietta dichiara “I belong to Jesus”.
E cosi anche Berlusconi ne è uscito facendo una buona figura, senza subire perfino la legge del contrappasso.

Un Trailer di Carta

Avevo quasi dimenticato di pubblicare questo video. E’ un’opera di un ragazzo che conosco già da un mucchio di tempo e che ritengo veramente in gamba nel suo campo, sulla base di tutti i suoi video che ho visto. Già tempo fa mi aveva reso coprotagonista di un video che a Palermo un pò di gente ha visto essendo stato postato su Rosalio. Adesso per la sua discussione della sua tesi ha creato questo video veramente originale. Spero che possa mettere bene a frutto queste sue capacità adesso…

Stasera in onda

Mandare in ondaIl giorno della civetta” è politica. Anche leggerselo, però.

Vicinanza di vedute

Adesso si fa un gran parlare di Soru, per via delle elezioni imminenti in Sardegna, e perchè un pò tutti si sono accorti della caratura di un uomo ad alta credibilità, a cui appigliarsi in tempi di disaffezione alla politica e nel quale si intravedono delle linee conduttive che molti di noi condividono.
Ma non è questo che m’importa sottolineare. Magari se ne parlerà in un altro momento. Anche perchè non credo ai salvatori della patria, credo più ai progetti politici (leggete questo link, tra gli altri).
Per me piuttosto è stato come dire, motivante, pensare che trent’anni fa un uomo ha avuto la pazzia di costruire il suo percorso di vita nel tentativo di tornare nella propria terra per costruire qualcosa d’importante, qualcosa capace di dare futuro a se e a molti altri, migliorando perfino ciò che più amava. Lottando per preservarla, se necessario.
Ho rivisto in quelle parole molti dei miei pensieri di quest’anno. Quando penso a ciò che mi sono lasciato alle spalle, al mio legame con la Sicilia, al mio futuro e alle mie speranze.
Mi piacerebbe saperne di più e magari un giorno avere la possibilità di scambiare due parole con lui.
Per chi volesse saperne di più consiglio di rivedere l’intervista barbarica di Daria Bignardi (ahimè una delle ultime, qui sotto) e quella, abbastanza famosa, da Fazio.

http://www.la7.it/swf/flvplayer.swf?contentURL=/video/invasioni_barbariche/invasioni_barbariche_071108_renato_soru.flv&imgPath=/img/video/320X240/18992.jpg

Incapaci di guardare il proprio ombelico

Su ciò che sta succedendo a Gaza ho preferito tacere. Troppo indietro occorrerebbe andare per dare un’idea oggettiva di ciò che sta succedendo ed alla fine sicuramente non ci si può dividere a cuor leggero in fazioni. Occorre conoscere e approfondire molto per dare un giudizio che non sarà mai definitivo. Per questo non mi è piaciuta la trasmissione di ieri sera di Santoro.
E non mi è piaciuto soprattutto l’atteggiamento altamente polemico con chi non condivideva il suo stesso punto di vista. Non si può parlare di dialogo e poi essere incapace di accettare le opinioni altrui.
Per questo mi sono trovato d’accordo con quanto letto qui oggi. Leggendo troverete molte cose che io non sarei capace di esprimere.

Scoprendo Scerbanenco

Ho cominciato a leggere noir.

E ho iniziato quasi da subito con Giorgio Scerbanenco, considerato padre del noir Italiano e di cui ultimamente avevo sentito spesso parlare.
Ho iniziato con un suo libro di racconti, Milano Calibro 9. Vi ho trovato uno sguardo cinico e perfettamente lucido sulla società, sulle sue debolezze, le sue meschinità, le sue stesse tracce di amore e di tenerezza, in una scrittura rigida e asciutta, perfetta per le atmosfere dei racconti.
La Milano e l’Italia degli anni Settanta viene restituite cosi come i fotogrammi in bianco e nero viste in tivù lasciano immaginare, ma nello stesso tempo vengono raccontate storie senza tempo.
Mi sembra perfino assurdo che sia relegato ad una conoscenza marginale e non venga considerato tra i più grandi della letteratura del nostro secolo. Sarà forse dovuto allo snobismo con cui fino a quale tempo fa veniva guardata questo genere di letteratura?

Che posto hanno gli ultimi?

“Le leggi sull’immigrazione
dovrebbero essere generose,
dovrebbero essere giuste,
dovrebbero essere flessibili.
Con leggi di questo tipo
potremmo guardare
il mondo, e il nostro passato,
con la coscienza
e le mani pulite”

John F.Kennedy. A Nation of Immigrants (1958)

Tasse sull’immigrazione, classi ponte, medici con l’obbligo di denunciare l’immigrato senza permesso di soggiorno che chiede cura, tasse più alte per i piccoli imprenditori immigrati.
Quanta distanza creeremo in questo modo, e quanta rabbia coverà? E con che semplicità vengono tutelati coloro che non possono esprimere il proprio dissenso politicamente e democraticamente.
Aggiungo in coda anche questa riflessione dal blog di Francesco Costa:

Scremato il dibattito dalle posizioni più o meno apertamente razziste, il problema dei permessi di soggiorno in Italia non è la presenza o no di un balzello, che esiste già senza scandalo in altri paesi. Il problema è l’opportunità di inserire nuove tasse in una fase economica in cui mezzo mondo fa l’esatto opposto, ma soprattutto il sistema inefficente e inutilmente vessatorio con cui i permessi di soggiorno vengono erogati ai cittadini extra-comunitari. Il problema è il fatto che oggi i permessi di soggiorno vengano rilasciati mesi e mesi dopo che si sia presentata la documentazione necessaria, e durante quel lunghissimo intervallo gli immigrati siano costretti a non uscire dal paese, anche se dovessero farlo per lavoro o per motivi familiari (ma sarebbe ugualmente vessatorio se volessero andare in vacanza). A causa di questi enormi ritardi, poi, capita sovente che vengano consegnati permessi di soggiorno già scaduti o destinati a scadere entro poche settimane. Un governo serio si dedicherebbe a sciogliere questi nodi, piuttosto che a elaborare manovre punitive soddisfando l’ignoranza rancorosa di chi, orgogliosamente italiano, meriterebbe di stare in un paese civile e democratico meno di tanti altri.”

Priorità

Non mi va di parlare con leggerezza.

L’inizio del nuovo anno sta rendendo il suo conto e sto accumulando cose che vorrei fare sul tavolo da tempo, cose che vorrei imparare e spazi che vorrei conquistare. Ma trovo solo disordine per il momento.
Per questo voglio leggerezza per vivere tutto con più semplicità, lasciando scorrere priorità che mi vado imponendo ma che non posso afferrare.

Sarà che non ho ancora un agenda su cui disegnare nuovi percorsi?

Vuccuzza di ciuri

Mario Incudine canta De Andrè:

La mappa del potere


da “S” di questo mese.

Un blog che è già carta straccia