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Così, per ridere


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Adesso è tardi

Mi sembra di ricordare che tre mesi fa qualcuno non ne voleva sentire di trattare con i francesi per Alitalia. Poi, grazie anche a questa promessa, vinse le elezioni.
Adesso Air France non ne vuole più sentire, dice che per salvare la nostra compagnia ci vorrebbe l’esorcista.
E adesso lui ci ripensa, quando è troppo tardi.

Il Divo

Ho visto venerdi sera “Il Divo”, il film su Andreotti. Mi sembra persino strano che un film del genere possa essere stato prodotto e che abbia un simile successo. Non so bene che giudizio dare, alla fin fine non racconta nulla di nuovo rispetto a quanto si vocifera su questo mefistofelico personaggio della politica Italiana, però fa un certo effetto vedere il tutto raccontato in poco meno di due ore con la cifra grottesta data dal regista. Forse l’unico modo per raccontarlo, con una scelta delle musiche divertentissima (grande la scena del bacio Riina-Andreotti e della visione in tv del concerto di Renato Zero che canta “I migliori anni della nostra vita”).
Ma ciò che più interroga alla fine del film è la psicologia del personaggio, pervarso dal crudele pensiero che per fare il bene si debba perseguire il male. E per questo si finisca per compartecipare ai più grandi misteri irrisolti d’Italia, finire processato per mafia e perseguitato dal fantasma di Moro.
Rimane un film da vedere soprattutto per questo.

Alcune delle sue frasi più famose:

“A pensar male del prossimo si fa peccato, ma ci si indovina”
“Ho la coscienza di essere di statura media, ma se mi giro attorno non vedo giganti”
“Le sentenze dei giudici non si discutono, si appellano”
“Non ho mai creduto che si possano dividere gli uomini in due categorie, angeli e diavoli. Siamo tutti medi peccatori”
“A parte le guerre puniche mi hanno attribuito veramente tutto”

Diario dei movimenti

Domenica Mantova, ieri Milano.

Anche quest’anno, Ypisigrock

Anche quest’anno, nel mese di Agosto, a Castelbuono ci sarà Ypisigrock, piccolo festival indipendente a cui negli anni mi sono affezionato (gran bella musica, ricordi di memorabili serate estive e tutte altre banalità simili ma che alla fine ti entrano nelle vene), e che comunque ha sempre messo in scaletta gruppi più o meno conosciuti ma sempre di gran qualità. Dimostrazione che quando ci sono qualità e idee si può costruire qualcosa di interessante anche senza budget mostruosi.
Comunque, tornando al programma di quest’anno, ho appena letto che il 10 Agosto ci saranno i Deus e questo renderà abbastanza imperdibile questa data visto che divoro il loro ultimo disco da più di un mese. Aspetterò la scaletta completa per vedere se ci saranno altre delizie.

La pagina dei Deus sul sito di ypisigrock: http://ypsiblog.blogspot.com/2007/04/deus_23.html

Ho trovato questo video, rende bene l’idea dell’atmosfera.

Ed ecco le foto

Sono riuscito a mettere un pò d’ordine tra le foto di Oslo. Per chi le vuole vedere l’album è qui!

Sappiamo da dove arriviamo…

Palermitani, vi ricordate dove eravamo a quest’ora quattro anni fa? Che goduria indimenticabile! Neanche quando abbiamo vinto il mondiale la stessa euforia per le strade del centro.

p.s. Porca miseria, l’hard disk rotto non mi consente di farvi vedere una certa cosetta…. testimonianza della follia di quei giorni. Vedrò di rimediare al più presto.

Presunti rapimenti

In questo crescente allarme sicurezza mi sento un po fuori luogo. Confrontandomi con qualcuno mi sembra di vivere in altri posti. A me sembra che si stia esagerando un pò con questo allarmismo su Rom ed extracomunitari, che le sensazioni diffuse tra tutti siano dettate non tanto da un’esperienza perlomeno nota ma più da un sentito dire, con un meccanismo molto simile a quello con cui si generano le leggende metropolitane. Qualcuno è arrivato a dirmi che forse dovrebbe capitarmi qualcosa per capire che mi sbaglio. Mah.

E’ il caso ad esempio delle notizie eclatanti dei rapimenti attribuiti a Rom a Ponticelli, di cui si parla molto visto quello che ha prodotto per reazione, e a Catania. Tutti i giornali ne hanno parlato, dando le notizie a piena pagina, senza poi andare a fondo e annunciare di essersi molto probabilmente sbagliati. Qui ad esempio si trova la smentita al rapimento di Catania. Cosi come qua si getta un’ombra sui fatti di Ponticelli.
Ora io non voglio santificare il popolo Rom, ma trovare un pò di equilibrio non sarebbe auspicabile, invece di gettare benzina sul fuoco?

O forse, quando non si possono risolvere i problemi è meglio crearne a tavolino per poi risolverli facilmente e lasciar apparire che si è fatto tanto?

Oslo. Dove (almeno per ora) non è mai notte. Prima parte.

Eccomi tornato, qui. La breve vacanza ad Oslo ha sfiancato si le mie gambe ma ha rigenerato tutto quanto il resto. Il cervello è stato li e soltanto li per quei pochi giorni.
Leggero, in una sensazione che andava crescendo ora dopo ora. Oslo ha riservato piccole e grandi meraviglie, almeno in maniera inversamente proporzionale alle aspettative che in essa vi erano riposte.
Capita spesso cosi quanto la meta non è meditata, quando è di quelle che nascono per caso cercando tra le compagnie aeree quella che sa offrirti il miglior prezzo. Come tale non era legata ad un particolare desiderio di conoscenza, tanto più che poco prima di partire, leggendo qua e la vari racconti di viaggio, l’idea che ne veniva fuori non era di certo confortante. Oslo si porta dietro l’immagine cupa di una città un pò noiosa e buia, priva di quelle grandi attrazioni che popolano altre capitali Europee.
Già all’avvicinarsi alle coste della Norvegia si ha la sensazione di essere lontano mille miglia dal caos lasciato alle spalle. Le disordinate coste fatte di insenature e piccole isole, contrapposte all’ordine delle campagne mi hanno fatto pensare a quanto un popolo e le sue caratteristiche siano strettamente legate alle caratteristiche della terra in cui vive. Forse è un pensiero inutile, ma l’idea che il disordine della macchia mediterranea sia legato in qualche arcana maniera al disordine delle nostre comunità, e che quell’ordine sia legato al proverbiale rigore scandinavo accompagna i miei pensieri ma mano che ci avviciniamo all’aeroporto di Torp.Domani, trovando tempo a sufficienza, proverò a raccontarvi perchè vale la pena conoscere questa città. E a mostarvi le foto.