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Tonnara siracusana

Ma la villa che ha comprato Schumi è questa qui, abbadondata e diroccata, nella quale mi sono fermato casualmente due anni fa?

Le ragioni del disimpegno?

Ho appena finito di guardare la bella puntata di Blunotte dedicata all’antiracket e attendo la telefonata di Silvia, ancora impegnata nell’incontro internazionale organizzato dal centro Enzo Balducci di Udine, al quale partecipa a nome di Addio Pizzo.
E mi vedo, tra questi pensieri, fermo. Starò per fare discorsi retorici, ma risulta difficile continuare e contribuire al processo di cambiamento in atto in Sicilia quando sei lontano da quel territorio. E’ un discorso che andrebbe affrontato meglio e sul quale mi sono soffermato più volte nello scorso anno. Ma mi chiedo, che fine fa l’impegno di tutti quei ragazzi impegnati socialmente in Sicilia in varie associazioni, quando vanno via da quella terra in proporzioni cosi mastodontiche? Si perde il valore di quel lavoro e si ricomincia sempre da capo? E come continuare ad utilizzare tale carica?

Esistono varie vie d’uscita, varie forme alternative per continuare quell’impegno e, personalmente, mi sento immerso in quel percorso, per quanto esso sia estremamente complicato e di lunga prospettiva.
Ma quali sono le risposte date da altri alle mie stesse domande mi incuriosisce.
Perchè partire ed andar via non può coincidere con il disimpegno e con un abbandono del campo.
Sarebbe altrimenti una lotta impari ed eterna. Una catena che non si spezza.
Pensate ad esempio al potere del voto di migliaia di siciliani libere dal ricatto ripetuto ad ogni elezioni. Se quel voto potesse essere sfruttato in massa, senza far riferimento a quelle poche persone di buona volontà pronte a tornare a casa ad ogni elezione, l’esito sarebbe lo stesso?
Chi ha doppia cittadinanza lo può fare, perchè noi no?

#Post-it

#Link for today 2008-09-26

Monopolio Google

Confesso di essere diventato un Google-dipendente.

Già ho manifestato tempo addietro il mio apprezzamento per tale realtà che in pochi anni ha stravolto il mondo di Internet. 10 anni oggi per l’esattezza.
Ormai svolgo molte delle mie attività giornaliere utilizzando programmi creati dalle menti dei suoi sviluppatori, e trovando geniali molte delle loro trovate.
Praticamente con me sta riuscendo pian piano a realizzare quello che è il suo sogno, monopolizzare totalmente il rapporto di ogni utente non solo con la rete ma con lo stesso notebook.
Del resto non passa giorno in cui non appare una
novità in quest’universo, pochi giorni fa è stato lanciato il suo primo cellulare, Android, un paio di settimane fa il suo browser, Chrome, e cosi via ad un ritmo esaltante per ogni appassionato dell’argomento.
Ancora queste ultime invenzioni non mi hanno conquistato ma, volendo fare ordine, utilizzo:
Google, come motore di ricerca, naturalmente;

-prima iGoogle e poi Google reader per controllare i blog per me più interessanti;

Google Calendar per gli appuntamenti, sfruttando cosi la possibilità di ricevere anche un sms o un pop-up sul Pc per ricordare cosa devo fare (i neuroni mi stanno lasciando, bye bye!);

Google Documenti, per gestire alcune applicazioni di excel e word, in particolare quelle a cui voglio sempre essere accessibile, ovunque sono, senza preoccuparmi di aggiornare continuare la key. O per gestire dei fogli condivisi con altri utenti, applicazione utilizzata con successo per gestire il foglio del campionato di fantacalcio, e attraverso il quale tutti, anche contemporaneamente, possono aggiornare i fogli;
Gmail per gestire la posta elettronica, e non solo;
Picasa per gestire le foto;

Blogger per gestire questo blog;
e poi potrei elencare praticamente ancora una decina, ognuna delle quali subisce spesso aggiornamenti e novità (molte ancora sono in versione beta, sfruttando anche in questo modo gli utenti e i loro feedback per migliorare ogni applicazione. Come dire, un altro colpo di genio, sfruttare i propri difetti per migliorarsi. Tralaltro un’ottima lezione di vita, direi).

Su Google si potrebbe raccontare molto, per molti equivale a ciò che Gutenberg è stato per la stampa, opinione che non posso che condividere pensando a come abbia stravolto le nostre vite.
Ciò che rende vincente è la filosofia di questa grande società, l’essere veramente moderna e capace, dopo l’invenzione del miglior motore di ricerca, di cavalcare il progresso e di farsene promotore sotto molti punti di vista, anche attraverso tante attività parallele come quelle raccontate nel video che ho pubblicato tempo fa o come l’idea lanciata oggi, piccole e grandi idee che ci fanno rendere Google e il suo mondo spesso sulle nostre corde, nonostante si tratti sempre di un’azienda quotata in borsa.
Vi lascio consigliandovi la lettura quest’articolo da Scene digitali, il blog di Zambardino su Repubblica.it, e con una citazione da questo.
Noi lavoriamo e lo facciamo sul computer attraverso un browser. Poi abbiamo bisogno di informarci, e molti di noi lo fanno attraverso il web. Sul web si sposta sempre di più l’energia e il denaro dell’industria pubblicitaria che cerca nell’esperienza dell’uomo-utilizzatore della rete la chiave per raggiungere fette di pubblico nuovo, che la tv o i giornali non permettono di toccare o raggiungono male.”
Allora qual’è l’obiettivo di Google? “L’obiettivo? Catturare tutto il tempo di vita degli utenti, tutta l’attenzione che oggi si disperde tra un giornale e il computer, tra la radio e il computer, e all’interno della rete, tra una ricerca su Google e un programma microsoft per guardare i risultati della ricerca stessa.”

P.s. Oggi ho scoperto una nuova funzionalità su Google Reader che da domani credo di sfruttare sul blog, abbandonando la sezione degli articoli condivisi, che credo non abbia avuto molto successo.

L’eleganza del riccio

Può la bellezza schiudersi soltanto a chi la sa osservare? Possono le barriere culturali renderci incapaci di cogliere l’eleganza, la saggezza e la stessa cultura di chi giornalmente incontriamo? Quanto gli stereotipi condizionano le nostre opinioni? Quanto le paure condizionano le nostre vite?
Sono tante le domande che affiorano da un libro intenso come “L’eleganza del Riccio”, un libro che abbandono a malincuore. Nonostante all’inizio lo trovassi presuntuoso nell’ostentare le riflessioni filosofiche e l’elevatezza culturale dello scrittore e cosi riuscissi a scorrere lentamente le pagine, alla fine mi sono trovato a divorare le ultime duecento pagine in pochi giorni.

Un condominio della Parigi più abbiente, le vite dei suoi inquilini e tra di esse due anime gemelle, una portinaia silenziosa e composta nel suo ruolo ed una malinconica, triste, sagace e geniale bimba di dodici anni, con due segreti ad animarle e a legarle casualmente, un giorno.
Un elogio continuo alla bellezza, ecco cosa sono le pagine di questo libro. Alla ricerca della bellezza più nascosta.

Stasera, ripensandoci, con il cuore e lo stomaco in subbuglio, mi dico che forse la vita è cosi: molta disperazione, ma anche qualche istante di bellezza dove il tempo non è più lo stesso. E’ come se le note musicali creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai.

Ombra



La mia compagna.

Prima di tutto la famiglia

Con ordine.

Giuliana Ilarda, figlia di Giovanni Ilarda, assessore alla Presidenza della Regione (il cosiddetto Brunetta di Sicilia), nominata dirigente per chiamata diretta dall’assessore ai Beni culturali, il cuffariano Antonello Antinoro con uno stipendio di 75mila euro.
Danila Misuraca, sorella di Dore Misuraca, nominata dirigente dall’assessore alla “famiglia” Francesco Scoma.
Antonella Scoma, sorella di Francesco Scoma (vedi sopra), assunta dall’assessore alla presidenza Giovanni Ilarda.
Il figlio di Diego Cammarata, assunto da una società partecipata dalla regione.

Perchè per la famiglia c’è sempre posto.

Un carro di buoi

A proposito di profumi, adesso ricordo di aver visto qualche settimana fa “Il Profumo – Storia di un assassino“. Ora, io non ho letto il libro, del quale ho letto critiche entusiaste, ma credo di non aver mai visto un film cosi assurdamente inutile.
Se occorre invertarsi una storia di questo tipo per spiegarmi che tira più un ….. Ma dai!
Devo però ammettere che una delle scene finali è meravigliosa. Ecco, andate avanti con il tastino del telecomando e guardate soltanto quella.

The Brown Corporation

Su Internet si possono incontrare tante idee imprenditoriali originali, ma credo che nessuna potrà superare mai questa. Peccato non averci pensato prima!

Friuli doc. Come sospettavo….

Per fortuna non esiste per il gusto, per gli odori, nessuna macchina in grado di riprodurne le sensazioni del momento. Grazie al cielo ci è permesso ancora sentir riaffiorare ricordi passando distrattamente dinnanzi ad un angolo di strada e scorgendo un profumo che ci sembra di riconoscere.
Il potere evocativo dei profumi è una delle particelle di purezza oramai rimaste. Potranno esistere essenze in grado di riprodurne scientificamente ogni minima molecola, ma non saranno mai in grado di riprodurne la mescolanza ineffabile e irriproducibile che ad esempio ci ricorda momenti della nostra infanzia.
Di profumi, in questo fine settimana, ne sono stato impregnato. Il Friuli Doc è stata un’esperienza sensoriale intensa, i profumi erano in grado di trasportarti da uno stand all’altro passando da tori arrostiti al frico, curiosa mescolanza di formaggi e patate a formare una sorta di frittella, per poi assaggiare torte di mirtilli, strudel, krapfen, frittelle di mele, maiali, carne al metro, salsicce, San Daniele in una lista davvero infinita. Il tutto alternato da vini di tutti i tipi. Sembrerei quasi ingaggiato dalla proloco locale, ma nonostante la mia fama di amante della cucina (diciamo pure di “manciataru”), raramente avevo visto una città cosi piena di sapori.
Se poi a questo aggiungi gli strani e casuali incontri che possono accadere quando il vino scorre a fiumi…. puoi avere il quadro completo di una festa quasi sconosciuta ma in cui non vedo l’ora di tornare, se sarà possibile, l’anno prossimo.
Qui le foto.