Emporio Pizzo Free 2

Sabato è stato inaugurato il punto Pizzo Free in Corso Vittorio Emanuele n. 172. Un paio di foto dall’inaugurazione scattate da Silvia.

Questa si che è musica

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Grazie Stefano per il video. E’ esilarante tutta quella felicità.

Mai mordere la mano che ti fa mangiare?

E’ da un po di tempo che giro su vari blog che parlano di politica sia di destra che di sinistra e da quello che ne è ho visto fin ora sono arrivato alla conclusione che lo spirito critico è anche lui schierato.
Ho visto che in tutti i blog di sinistra è un continuo criticare l’operato del PD su ogni punto, dalle liste dei candidati, alle frasi di Veltroni, al programma presentato.
A destra invece è tutto un si continuo (tranne pochissime critiche) a tutte le proposte che provengono dall’alto.
E non è un atteggiamento che ho rilevato soltanto sul web. Si rileva anche dai sondaggi. Un po di tempo fa, non ricordo se a Ballarò o ad Anno Zero, avevano fatto un esperimento. Nel corso del dibattito tra esponenti dell’uno e dell’altro schieramento venivano intervistati elettori di destra e sinistra per chiedere se erano d’accordo con quello che veniva detto dal proprio “rappresentante”. Com’è possibile che gli elettori di destra erano d’accordo al 95% e quelli di sinistra al 60%?
E ancora un altro esempio. Com’è possibile che Casini dica soltanto adesso quello che tutti quanti pensavamo su Berlusconi?
Che la Casa delle libertà sia come quelle famiglie di un tempo in cui il Padre padrone parlava e guai a ribattere perchè altrimenti gli schiaffoni volavano?

Torture e scambio di voti

Vi voglio consigliare la visione di questi due servizi mandati in onda dalle iene venerdi sera. La tortura e la vendita dei voti
I commenti possono anche essere inutili.

Siamo sulla strada

Oggi ho una grande tristezza. E da ieri che mi perseguita e che cerco di camuffare. Sono vari i motivi ma sicuramente ha contribuito la notizia di ieri mattina. Non riesco a non pensarci, anche se non lo conoscevo personalmente. E quando ricevi queste notizie torni forse ancor più a ripensare alla tua vita.
E allora mi sento un grandissimo idiota ad incazzarmi per tutto ciò che per il momento non va, per i progetti che creo nella mia mente e che non si realizzano. Dovrei forse smettere di farmi troppe illusioni ma non ci riesco, è più forte di me. Sto regredendo allo stato in cui mi trovavo un anno fa giunto qui in Emilia. Apatia, incapacità di godere di ogni cosa, troppo preso da domande senza risposte, da dubbi su ciò che doveva essere e su ciò che mi ero lasciato alle spalle. E’ terribile vederti cosi e non riuscire a reagire, con il corpo presente ma la mente persa in un viaggio senza arrivo. In Fango Lorenzo dice che l’unica paura che sento veramente è quella di non riuscire più a sentire niente. Mi sembra assurdo a quanto le sue parole hanno accompagnato le sensazioni che nella vita ho provato. E questa era la sensazione che vivevo l’anno scorso. Non riuscire più a sentire niente. Ho rimesso in gioco tutto, non avevo più certezze, se non quelle di trovarmi solo in una città che non conoscevo. Ho vissuto il distacco dalla città che amavo (e amo) come se non fosse vero, mettendo in gioco una rimozione forzata dei miei sentimenti. E per questo ho anche fatto male a molta gente. Perchè non riuscivo a darmi una spiegazione del mio comportamento. Più semplicemente non sono esistito. Nonostante in pochi mesi non fossi più solo in quella città il mio stato d’animo non cambiava. La notte scendeva senza che riuscissi a prendere sonno. Inquietudine, ansia. Mi dicevo che dovevo imparare ad ascoltarmi ma più lo dicevo e più ero inquieto. Più volevo stare solo per capire più avevo bisogno di sentirmi circondato da persone.
Man mano questo è passato, ho ricominciato a capire quanto di positivo ho intorno a me, a pensare che poi non è cosi male, ma ad intervalli torna. Ogni volta che fermandomi non riesco ancora a vedere il contorno di un progetto che anche con fatica si realizza. E allora ricomincio ad arrovellarmi nel trovare soluzioni, a ripartire con le ipotesi. Non so che cosa sarà, ma spero di non stancarmi mai di dare una direzione a questa vita.
Perchè poi lei le da il senso che vuole, e tu non riuscirai mai a comprenderlo.

Dal torneo di fantacalcio

Sono le piccole cose della vita che ti fanno capire come tutto gira.

Che ti fanno venire le vertigini e cadere giù portandoti al desiderio di gettare la spugna.
Che il fiato è sprecato e le dita consumate inutilmente.
Che ciò che si vuole è difendere il proprio giardino e fanculo a tutto il resto.
Il bene comune è solo una fantasia di qualche utopista.
Una piccola disputa successa all’interno del torneo di Fantacalcio che da anni faccio con un pugno di amici. Un errore fatto nella compilazione del calendario ad inizio campionato e di cui ci siamo accorti soltanto adesso.
Ciò cosa comporterebbe secondo logica? A sistemare il vecchio calendario in maniera tale che i favoritismi di cui qualcuno a goduto inconsapevolmente venissero sanati. Proposta di cambiamento del calendario e qui scatta la polemica. La proposta fatta viene considerata di convenienza per colui che lo ha creata. Anche se poi si scopre che lo porterebbe a perdere il primo posto di cui ha goduto fino a quel punto. E poi questa proposta farebbe perdere troppi punti a qualcuno. Tra cui a me stesso. Qualcuno non accetta questa proposta, le polemiche proseguono finora ma alla fine pur di far stare tutto com’è si preferisce non migliorare la situazione. Ancora non so come andrà a finire ma credo che finisca proprio cosi.
Seppur piccola come storia sono pazzo a vedere delle similitudini con ciò che succede in Italia?

L’orologio invisibile delle Ande

Ci sono storie che crediamo non ci appartengano, lontane come sono dalla nostra quotidianità. Piccole grandi storie di ingiustizie taciute per la nostra indifferenza e per il silenzio assordante dei media. Storie che non sorpassano i confini dello stato in cui avvengono perchè negativamente propagandistiche per il governo di quel paese.
Una di queste storie taciute ha sorpassato l’oceano e dal Perù è giunta alla mia conoscenza. E’ un articolo scritto dal mio amico giramondo Stefano e dal suo coinquilino Lorenzo, in questo momento a Cusco per partecipare ad un progetto di servizio civile internazionale, e per questo testimoni delle proteste popolari in atto in quel paese. Cito così le loro parole:
“Le proteste popolari contro le nuove politiche neoliberali del governo di Alan García sfociano nel sangue, cinque persone uccise sono il saldo di una settimana di scioperi. I rintocchi di un orologio invisibile hanno iniziato a segnare lo scorrere di un altro tempo sulle vette delle Ande”

Una storia ignorata e che stanno cercando di far conoscere inviandola, per ora senza alcuna risposta, a vari giornali italiani.

Ho deciso di riportarla su questo blog per contribuire alla sua diffusione.

autori: Lorenzo Grimaldi, Stefano Cannizzaro – Caschi Bianchi ASPEm – Cusco (Perù)
fonte:
Caschi Bianchi FOCSIV
data
: 03 Marzo 2008

“Ciò che trattiamo di fare è di essere migliori
nell’unica forma possibile, ossia lottando”

(SubComandante Insurgente Marcos)

“I subalterni subiscono sempre l’iniziativa
dei gruppi dominanti, anche quando insorgono”

(Antonio Gramsci)

L’orologio invisibile delle Ande

C’è un orologio invisibile sulle Ande che segna il trascorrere del tempo, di un altro tempo di cui si dice che solamente i saggi delle comunità possano leggerne l’ora, e dare a conoscenza a tutti gli altri dello scorrere invisibile della storia di chi è tenuto ai margini della società.

Qui, nella periferia dell’impero, la subalternità si sperimenta per essere indigeni, per appartenere ad un altro tempo che scorre con i raccolti, con le pietre mosse dai fiumi, con le preoccupazione nel vedere i loro figli crescere e sognare la città, ‘la civiltà’, al di là di un muro, che è premura di chi detiene il potere fortificare. Sulle Ande peruviane, nella regione di Cusco, a Cusco e non solo, un tempo ancestrale, scandito dai rintocchi di un orologio invisibile, ha battuto nello stesso momento i desideri di migliaia di peruviani, aprendo una breccia in quel muro.

Le Organizzazioni Agrarie: CNA, CCP, CONACAMI, la Junta de Regantes, il Frente de Ganaderos e le Rondas Campesinas hanno raccolto il malcontento popolare e hanno convocato lo Sciopero Agrario Nazionale. La seconda metà di un febbraio che non ha voluto liberare le montagne dalle grandi ombre delle nuvole di questa stagione di piogge ha visto riunirsi le istanze della società civile nella protesta contro la svendita del patrimonio nazionale e l’incuria che lo stato ha dimostrato verso lo stesso.

Lo sciopero ha mostrato un nuovo volto dei popoli peruviani, segnato dalla stanchezza verso le politiche neoliberali di cui sono vittima e che si concretizzano con:

  • le “Leggi della Selva”: aggiustamenti strutturali che svendono milioni di ettari di selva amazzonica alle multinazionali senza previa consulta alle popolazioni indigene originarie, violando così l’art. 169 della Organizzazione Internazionale del Lavoro.le due leggi sulla messa in asta del patrimonio nazionale, la 29164 e la 29167.
  • il Trattato di Libero Commercio (accordo bilaterale che il Parlamento peruviano ha recentemente firmato con gli Stati Uniti) contro cui la popolazione ha levato un grido, sordamente inascoltato.
  • la cecità del governo di Alan García Pérez, ingiustificato assente e sfacciatamente latitante nei confronti di tutti i danneggiati del terremoto del 15 agosto 2007, semplicemente ”invisibilizzati” dallo stato e dai grandi mezzi di comunicazione.

Allo Sciopero Agrario si sono sommati lo Sciopero Regionale e il Forum Solidale di Cusco (21, 22 e 23 febbraio), volendo essere quest’ultimo uno spazio creato proprio per articolare esperienze e proporre alternative alla difficile situazione che vive il paese.
Il Forum è stato pensato sin dal principio come un momento di riflessione sui Movimenti Sociali, che nascendo direttamente dal seno delle esigenze popolari, sono portatori di una nuova forma di fare politica, che viene dal basso. Hanno preso parte ai cantieri tematici del Forum dirigenti delle organizzazioni locali e regionali, studiosi dei movimenti sociali e rappresentanti della società civile impegnati nelle lotte per la difesa del patrimonio culturale e ambientale.

L’elaborazione di proposte alternative al dissestato cammino che sembra aver intrapreso lo stato peruviano si è incrociata con l’espressione del malcontento popolare che ha paralizzato la regione di Cusco il 21 e 22 febbraio. I contadini, gli studenti, le lavoratrici del mercato, i venditori ambulanti che sono scesi in strada per manifestare sono stati gli stessi protagonisti che hanno affollato le assemblee del Forum. In questo ha trovato sfogo la rabbia per la brutale risposta repressiva del governo agli scioperi, che ha portato all’uccisione di cinque persone.

L’autopsia sui corpi di Rubin Pariona Camposanto, Emiliano García Mendoza, Julio Rojas Roca, Santiago Llaclla Cañuri ha accertato che ad almeno tre di loro è stato sparato alla testa. Due presentavano due colpi di arma da fuoco alla testa, un altro addirittura tre. Certo qua nessuno ha sostenuto che una pietra tirata in aria abbia cambiato la direzione delle pallottole, anch’esse sparate inoffensivamente in aria, e così ucciso un uomo. D’altronde, nei giorni immediatamente successivi alle morti, il presidente peruviano Alan García Pérez si è congratulato per l’operato delle forze dell’ordine, generando indignazione e repulsione. Ma cosa aspettarsi da chi ha varato un Decreto Legislativo, il 982 che permette l’uso di armi da fuoco per controllare le manifestazioni pubbliche?

Il pacchetto di Decreti, 982-992 è stato creato per combattere la criminalità organizzata, e porta delle rilevanti modifiche al Codice Penale, aggiungendo per esempio all’art. 20 un nuovo inciso di non-inputabilità, che stabilisce che è esente da responsabilità penale il personale delle Forze Armate e della Polizia Nazionale che nel compimento del suo dovere e nell’uso delle sue armi secondo la forma regolamentata, causi lesione o morte.

Un’altra reazione che ha visto agire congiuntamente il governo nazionale e i mass media è stata la criminalizzazione della legittima lotta del popolo cusqueño e peruviano. Si è arrivati alla formulazione dell’accusa di terrorismo per i dirigenti della protesta e gli organizzatori del Forum. Ma l’esperienza che si è vissuto a Cusco, rifuggendo le esasperazioni del governo centrale, è stata un esercizio di democrazia e cittadinanza attiva che ha generato nuovi sogni e speranze per il futuro. La settimana pacifica di protesta è stata il rintocco di un orologio invisibile, che ha fissato un nuovo appuntamento.

I dirigenti regionali e delle organizzazioni agrarie hanno indetto un nuovo sciopero, questa volta di 72 ore, per i diritti economici dei lavoratori, per la difesa del Patrimonio, contro la crisi di rappresentatività politica di cui è espressione questo governo. Ad Aprile si terrá un nuovo Forum Solidale, al quale saranno nuovamente invitate tutte le organizzazioni sociali e popolari che vogliano partecipare uno spazio di incontro, articolazione e riflessione. La sfida sarà ancora una volta la ricerca di alternative alle politiche neoliberali che assoggettano le popolazioni indigene in ogni angolo del mondo.

Sembra inevitabile continuare una lotta pacifica, così come sembra inevitabile continuare a costruire la democrazia, la libertà e la giustizia sociale. Senza di esse rimarremmo attori passivi di quel muro che segna il confine tra la guerra e una pace terrificante.

Link utili: swiss info
www.informa-azione.info

Aggiornamento: Ho appena scoperto che l’articolo è stato pubblicato anche su www.peacelink.it

Un martire

San Clemente da Ceppaloni è finalmente diventato un martire. L’agnello sacrificale della bagarre mediatica scatenata in questi mesi. Non credo minimamente che possa rappresentare tutti i mali d’Italia, come lui ne esistono a bizzeffe, ma a tirar la cinghia si rischia di romperla, tanto da non essere più presentabile. Più per questione di numeri che di altro. Come ha dichiarato Berlusconi un’allenza con lui farebbe perdere il 10% dei voti alle elezioni.
Ma uno come lui non scompare, adotta la strategia della sommersione per poi ricomparire con più vigore di prima. Tanto più che tra un anno si vota per le europee e li, anche con una manciata di voti (lo 0,6%) sarà eletto alle Europee e si garantirà pure 5 anni di immunità parlamentare. Tornerà.

Buone notizie

A proposito di Beppe Lumia. Adesso c’è una corsa per candidarlo. L’Italia di Valori vuole candidarlo, ed intanto il Pd lo ha già reintegrato come capolista al Senato in Sicilia. Benissimo. Un altro esempio di come si possa smuovere la politica partendo dal basso, viste le reazioni che si sono scatenate ieri sulla blogosfera.
Allora le liste si possono ancora ritoccare.

Accorrete accorrete, si vendono voti!

Ecco come dare un voto utile. Su Ebay è spuntato questo annuncio:
Si legge: “Non avendo la possibilita’ di scegliere nessuno che mi rappresenti davvero ho deciso di cedere il mio voto alla Camera, nella circoscrizione Lombardia 1, al miglior offerente.
A chi si aggiudica l’asta, e che decidera’ cosa votare, verra’ fornita prova fotografica del voto con data e ora.”
Un altro invece regala il suo voto, in vendita c’e’ una matita, l’unica al mondo in grado di spostare l’elettorato verso qualunque direzione.
Sarà una provocazione, ma qualcuno gli dica che in Sicilia siamo ben più avanti. E per i controlli non serve neanche la macchina fotografica.