La Vita al Contrario – Woody Allen

Ho ricevuto stamane una mail con questa poesia. Non so se sia realmente di Woody Allen, non vorrei che sia come la poesia di Neruda che non era di Neruda.

La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.

Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo,
e così tricchete tracchete il trauma è già bello che superato.
Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto
che vai migliorando giorno dopo giorno.

Poi ti dimettono perchè stai bene, e la prima cosa
che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione,
e te la godi al meglio.

Col passare del tempo, le tue forze aumentano,
il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.
Poi inizi a lavorare, e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro.

Lavori quarant’anni finchè non sei così giovane
da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.
Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e
ti prepari per iniziare a studiare.

Poi inizi la scuola, giochi coi gli amici,
senza alcun tipo di obblighi e responsabilità,
finchè non sei bebè.

Quando sei sufficientemente piccolo,
ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene.

Gli ultimi 9 mesi te li passi flottando tranquillo e sereno,
in un posto riscaldato con room service e tanto affetto,
senza che nessuno ti rompa i coglioni.

…E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo!

Woody Allen

Due pulman e una marea di gente

Stasera non ho molta voglia di scrivere, sono parecchio stanco. E poi se c’è una cosa che mi ha stancato è stata la calca al comizio del Walter qui a Parma. E si, nonostante quello che ho scritto ieri, non potevo perdere quest’occasione.

Non sono molto avvezzo a queste manifestazioni elettorali ma quello che mi ha stupito è stata l’immagine di una sala colma a tal punto da strabordare dalle porte. E con un entusiasmo invidiabile. Avevo perso la speranza di entrare ma le capacità affinate sugli autobus palermitani durante le superiori mi hanno permesso di giungere praticamente sotto il palco. Tutto torna utile alla fin fine.
Tanta gente spontaneamente corsa ad ascoltare le parole di un leader politico è quanto di più lontano possa immaginare dal disinnamoramento raccontato dai media, ma che già è ampiamente dimostrato anche dagli ascolti delle centinaia di tribune elettorali televisive. Dimostrazione che non esiste antipolitica ma ricerca di una politica migliore. E’ la dimostrazione che abbiamo bisogno di credere che qualcosa possa cambiare positivamente e molte di queste risposte, almeno a parole, il Pd le sta dando.
Perchè bisogna dare atto che la vera svolta rispetto alla passata campagna elettorale sta nelle capacità mediatiche di Veltroni, lontane dalle soporifere litanie di Romano. Sa gestire il pubblico che lo ascolta, sa criticare, proporre “ma anche” ammiccare, scherzare e far sognare per certi versi. Cosa non indifferente. In America questo ha portato Obama a lottare per una candidatura alla Casa Bianca. Qui sta sicuramente portando a recuperare una battaglia strapersa in partenza.
Avrei avuto voglia di fare un bel po di domande ma ciò non è stato possibile. Perchè prima di tutto non è consentito in un comizio e poi perchè chi si è azzardato a urlare qualche domanda è stato zittito velocemente con risposte strascicate.

Alla fine non resta che dire quello che ho detto anche a lui uscendo dalla stanza [dubito però che abbia sentito] nel momento in cui stringeva la mia mano: “In bocca al lupo, ma non ci fregare”!

L’immagine è tutto?

Sono state pubblicate le liste dei candidati del Partito Democratico, il vero metro per capire quanto di veritiero si nascondeva dietro i vari proclami.

Come diceva Luca Sofri nei giorni scorsi sembrava si stesse preparando una puntata del Maurizio Costanzo con un generale, un’omosessuale, un poliziotto, una casalinga, un operaio, uno scrittore e via dicendo.

L’operazione d’immagine in atto dal Partito Democratico è solo un atto demagogico per mostrare cosa? Che accontenteranno tutti? Ma un governo non ha il dovere di accontentare tutti, ma di cercare il bene della comunità. La differenza è sottile ma importante. Detto questo è importante notare che almeno un certo rinnovamento è in atto.

Se però l’idea di candidare un operaio e un industriale nella stessa lista mi può anche andare bene, (vorrei vedere se però avranno lo stesso peso nel partito), non posso accettare il compromesso tra mafia e antimafia in Sicilia. Criticare Cuffaro per poi candidare Mirello Crisafulli, filmato nel 2001 nel corso di un amabile incontro di affari con il boss mafioso di Enna Raffaele Bevilacqua è abbastanza grottesco. Ancora di più se si pensa alla mancata candidatura di Beppe Lumia, vicepresidente della commissione antimafia escluso perchè raggiunto il limite dei tre mandati e per il quale non è stata possibile una deroga forse troppo osteggiata da qualcuno.

Così non posso accettare la pubblicità fatta qualche giorno fa per la candidatura come capolista in Sicilia di Loredana Ilardo, l’operatrice di call center palermitana e simbolo di un interesse per il precariato, poi relegata al nono posto. Probabilmente non usufruiva della stessa pubblicità di cui godeva Daniela Cardinale, ventiseienne figlia di Salvatore Cardinale, già ministro delle Telecomunicazioni nel governo D’Alema, ha cui è stato proposto il sesto posto della lista.
Quando ci si erge a paladini della moralità si è più esposti al pubblico giudizio e per questo i comportamenti dovrebbero essere più che integerrimi. Perchè a questo punto meglio votare per coloro che hanno posizioni chiare anche se lontane dalle proprie piuttosto che per ipocriti.

Detto questo le mie idee non cambiano perché tutto non può cambiare dalla sera alla mattina.

Pizzo-free

Sta per nascere a Palermo il primo supermercato pizzo free. Dall’unione di imprenditori del settore che hanno aderito all’associazione Addio Pizzo nasce una nuova idea di commercio etico.

Palermo, sfida ai clan: apre il supermercato pizzo-free da Repubblica.it

www.addiopizzo.org

Finalmente è tornato

https://youtube.com/watch?v=FJu8yp-DMxk

Abbagliati

Non sono di certo un critico d’arte, le mie conoscenze in questo campo sono tutt’altro che ampie. Riesco giusto a collocare temporalmente le opere grazie a qualche reminiscenza di educazione artistica e a qualche vaga lettura.

Ma il bello non richiede una conoscenza cosi approfondita, colpisce per la sua capacità di suscitare emozioni al più ignorante cosi come al più ardito dei critici. E di fronte ad essa non si può che rimanere ammirati.

Sabato, credo di aver vissuto un qualcosa di simile. Avevo infatti letto di una mostra a Bagheria di Renato Guttuso e così ero stato spinto a visitarla, mosso dalla curiosità di vedere da vicino quelle poche opere che conoscevo.
Villa Cattolica, dove si teneva la mostra e in cui ha luogo la sua casa
museo, è una stupenda villa settecentesca tra le tante che popola Bagheria. Posta su una collinetta da una visione perfetta dell’intero golfo. La bellezza del luogo è disturbata dal mostro di ferro costruito troppo vicino alle sue mura proprio per distogliere dall’idea che qualcosa di cosi affascinante possa esistere. Leggevo proprio ieri su un libro di quanto noi Siciliani poco amiamo la perfezione, non si sa bene se per paura di somigliare troppo alla perfezione di Dio o se per paura dell’immobilità che deriva dalla perfezione che non permette di individuare un obiettivo prossimo. E in cui intravediamo quindi una possibile fine.
Pagato con Silvia il biglietto siamo stati subito travolti dalla bellezza travolgente di quei quadri dai quali l’energia si sprigionava continuamente suppur nella loro immobilità. I colori erano perfettamente amalgamati nel creare cromie perfette. La grandezza maestosa dei quadri ci rendeva partecipi della scena.
La rappresentazione della realtà era completa, dalla dimensione privata a quella più strenuamente sociale del suo impegno politico, all’amore per la terra di Sicilia. I funerali di Togliatti, la Vucciria, il comizio, i pugili, cosi come i ritratti di donne sono quelli che più hanno fatto correre la nostra immaginazione. Raramente una mostra e dei quadri mi avevano cosi emozionato.
Vi consiglio di vederla. Se potete.

Non è altro che l’Italia

https://youtube.com/watch?v=KESom4hjJWA

E’ finito Sanremo. E con esso tutte le polemiche inutili che non fanno altro che alimentare questa settimana di caciara, in cui si parla di tutto e di niente. Personalmente ho sempre visto questa settimana distrattamente ma ho smesso di criticarla da un po di anni, quando ho capito che non è altro come il Natale e Ferragosto, fa parte del normale corso degli eventi a cui un pò ti dispiace rinunciare. Perchè ci sei affezionato, fa parte dei tuoi ricordi fin da quando eri piccolo e lo guardavi seduto sulle gambe di tua madre, e poi perchè rappresenta l’Italia e il suo felice naufragare, tra i fiori a Sanremo come tra Colosseo, David, mari e montagne. Ed è un bene che difetti e pregi vengano messi ben in mostra in una settimana.
Mi piace ascoltare le canzoni perchè tra le tante qualcosa di piacevole viene sempre fuori. Le classifiche ufficiali rispecchiano poi le giurie di qualità formate da gente come Emilio Fede e Nicolas Vaporidis.
Da alcuni sicuramente mi sarei aspettato di più (vedi alla voce Tiromancino e Frankie hi-Nrg), e alla fine se dovessi fare una classifica sarebbe questa:
1. Max Gazzè
2. Eugenio Bennato
3. Tricarico

E tra i giovani i Frank Head, l’intro è troppo divertente.