Outing

Negli ultimi tempi mi sono appassionato molto alla politica. Non so come si sia mossa questa cosa in me, ma penso che se dovessi guardare indietro alla mia formazione molto è dovuto allo scoutismo.
Dopo aver incitato ed essere stato incitato “a lasciare il mondo migliore di come l’abbiamo trovato”, attraverso vari percorsi sono arrivato alla conclusione che tante cose possono rendere migliore il posto in cui viviamo, ma ciò che deve muoversi a capo deve essere sempre la politica.
La politica, quella fatta bene, quella che probabilmente non esiste, penso sia la forma più alta di servizio verso il prossimo che si possa trovare. Si parla per idealismo e non per realismo, naturalmente.
E nonostante tutto credo che un pò di disilluso idealismo faccia comunque bene. E piuttosto che accettare tutto ciò che dall’alto viene calato sono dell’idea che sviluppare uno spirito critico, una coscienza politica, sia alla base dell’essere un buon cittadino.
Detto questo, mi sono sempre tenuto alla larga da partiti e partitini, visti sempre come qualcosa di poco interessante a cui è difficile aver accesso, quanto meno per poter discutere e dibattere temi, senza rimanere invischiato in inutili reti.
Tutto questo comunque per raccontare come, sulla base dei idee che ho maturato in questi anni ho cominciato a frequentare un circolo online perchè mi sono trovato a condividere molti dei loro punti di vista e perchè ho visto crescere all’interno un bel dibattito. In realtà è un gruppo che esiste già da un pò di anni e molto delle loro idee sono passate, per la loro forza. Anche se ancora , troppo spesso, vengono trattati da chi siede ai piani alti come quei bambini che vengono lasciati giocare alla politica. In realtà sono le poche idee che possono dare una scossa a questo paese senza speranza. Facendo proposte e non solo proteste.

Amore non ne avremo

A proposito di Peppino Impastato, ho ascoltato alcune canzoni del cd “Amore non ne avremo“, trasposizione in musica delle sue poesie, cantate da artisti Siciliani e non. Tra le perle, questa “Ricordo D’autunno”, dei Gang, mi sembra stupenda e non riesco a togliermela dalla testa.

A cosa servono gli amici…

Sono riuscito finalmente a vedere ieri sera “Io non sono qui“. Avevo provato già tempo fa e avevo abbandonato il campo. Tornato a casa accendendo la televisione ho visto che lo davano su Sky (ne ho approfittato visto che Peppe non c’era!) e sono rimasto incollato allo schermo. Sei storie intrecciarsi, sei personaggi incrociarsi per raccontare la storia di Bob Dylan, non sono semplici da assorbire. Ma alla fine mi è piaciuto, anche tanto, anche se mi ha pervaso di amarezza e un pò di melanconia.
Sarà che ero un pò stanco della giornata di ieri con un pò troppi casini burocratici da risolvere (maledette Poste Italiane!) o sarà che ero stanco di tornare a casa la sera e trovarmi solo.
Per non farmi mancare niente, in una botta di masochismo, ho visto alle 21 un documentario su Peppino Impastato su History Channel. Dovevo attendere le 22:30 per andare a prendere Nuccio e Peppe all’aeroporto, per cui pensavo potesse essere un buon riempitivo.
Non ha fatto che peggiorare il mio umore. Per quanto ormai abbia visto almeno una decina di volte il film, abbia letto libri, visto concerti, ascoltato canzoni, ogni volta ci sto male e sento crescere una rabbia dallo stomaco che non riesco a fermare.
Sarà retorica, sarà quello che volete, ma aver lasciato la mia terra è un vuoto che sento ancora incolmabile. E ancor più non poter far nulla da qui per contribuire, nel mio infinitesimo, al cambiamento.
Per fortuna, nonostante il ritardo di Alitalia, poi però sono uscito. E l’entusiasmo e i racconti delle loro due settimane in Inghilterra ha risollevato il mio umore.

Non metteteci bavagli

Sto leggendo del disegno di legge presentato dai nostri parlamentari per mettere il bavaglio ai blogger dimostrando una miopia senza eguali, una capacità di comprendere il mondo fuori dal comune.Il progetto di legge Levi-Prodi (sigh!) proposto la scorsa primavera è stato ripresentato con alcune modifiche che, in un certo senso, hanno migliorato il testo esistente lasciando ancora parti poco chiare. E’ partita quindi la protesta e il dibattito che sta imperando su molti blog, soprattutto su come difendersi per evitare problemi simili a quelli avuti da Carlo Ruta. La situazione ancora non è cosi grave, come sottolineato anche in questo post, che invita all’approfondimento prima di aderire ad una protesta. Mi sembra quanto meno saggio in tempi come questi in cui con un clic si solidarizza con tutti con troppa facilità. Come ricordato nelle ultime righe del post citato, anche questi metodi non sono un gran esempio di autorevolezza.

Ci nascondiamo di notte

“Ci nascondiamo di notte

Per paura degli automobilisti
Degli inotipisti
Siamo i gatti neri
Siamo i pessimisti
Siamo i cattivi pensieri
E non abbiamo da mangiare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare”

Lucio Dalla

Leggevo i dati dell’indagine Istat pubblicata ieri e mi veniva in mente il testo di questa canzone. Siamo un popolo triste, di insoddisfatti, abbiamo paura delle nostre paure. Il lavoro non ci soddisfa, il cielo non ci soddisfa, il tempo libero non ci basta. Siamo li, chiusi nelle nostre case ad aspettare che il tempo torni sereno.
Ma a me sembra che non sia poi tutto cosi nero. Ci piace raccontarci cosi per compiacerci nei nostri difetti e non sentirci soli o invidiati. E soprattutto anche se siamo insoddisfatti realmente non abbiamo il coraggio di cambiare, di svoltare. Tanto meglio una delusione oggi che un insicurezza domani. E cosi, giorno dopo giorno, continuiamo a star male. Ma cambiare mai.
Si, è inutile, non c’è lavoro, non c’è decoro, ma mai una volta a chiederci cosa cavolo facciamo per cambiare il corso del destino segnato. O mai che siamo li a chiederci se stiamo sbagliando in qualcosa. Siamo fieri e cerchiamo di apparire fighi con nostro colletto alzato nonostante tutto.
Cavolo, interroghiamoci e cerchiamo di darlo una volta tanto. Non facciamo come gli autisti dei tram.

p.s. foto dalla chiesa di San Giorgio di San Mauro Castelverde. Luglio 2008

A partire da.

A proposito del post dell’altro giorno, è stato pubblicato su questo blog e si è sviluppata una discussione. Cosi, per chi vuole aggiungere qualcosa.

La rete

Una delle poche cose carine trovate su facebook. La teoria dei grafi applicata alla mia rete di conoscenze.

Appunti per una guida da farsi. Parma

Camminando per le strade di Parma si è come in un’atmosfera sospesa. Ogni stagione lascia scoprire nuovi aspetti e nuovi colori lungo i suoi parchi. D’inverno, quando la nebbia si alza leggera circondando il cammino, e il silenzio raccoglie i pochi passi delle vie del centro, ci si sente trascinati indietro nel tempo. Come d’Autunno quando i suoi viali sono cosparsi di foglie ingiallite ed il Parco Ducale si presenta di mille colori. Perché è nelle stagioni più fredde che più si manifesta il suo fascino.
Perché Parma è una signora elegante che ti conduce lungo le sue strade signorili, nei percorsi che si snodano dalla sua Piazza Garibaldi, per le stradine strette del centro storico e per fortuna poco trafficate lungo le quali capita cosi di sentire ancora il brulicare delle vecchie città d’una volta con le sue piccole botteghe, le drogherie e i caffè mescolarsi alle voci orientali o africane che negli ultimi decenni hanno costituito il principale flusso verso questa città.
Parma è una città che non si concede facilmente, va corteggiata, incontrata. L’università, luogo di fulcro per ragazzi provenienti da tutt’Italia, ne regala un aria più gioviale, e risulta cosi il luogo più vivace della città che risveglia dal torpore a cui questi luoghi sembrano dedicati. Regala quindi alla città stimoli e colori.
Le vie del centro sono luogo d’incontro per uomini in giacca e donne in tailler, per le casalinghe con borse della spesa caricate nei cestelli delle biciclette e di studenti in una pausa della lezione. Il prato della Pilotta in primavera diventerà il luogo prescelto per questi incontri.
E allora lasciarsi trascinare in questo ritmo strascicato è la miglior maniera per cogliere lo spirito vivo della provincia.
Le mostre e gli incontri molto spesso organizzate in un città culturalmente viva possono costituire un piacevole intermezzo alla visita.
Per conoscerla è quindi lasciarsi coinvolgere nei suoi ritmi sempre pacati, incontrarla in uno qualunque dei giorni della settimana in cui vi capiterà di visitarla saprà offrire un aspetto diverso e sempre accattivante.

Per un progetto che sta crescendo.

Urban legend. Zingari

Ci si crederà adesso?

“La Fondazione Migrantes, centro studi della Cei, si è rivolta all’Università di Verona e le ha commissionato una ricerca sui tentati rapimenti addebitati ai rom dal 1986 al 2007. L’esito è questo: «Non esiste alcun caso in cui viene commesso un rapimento. Nessun esito corrisponde a una sottrazione dell’infante effettivamente avvenuta e provata. Anche laddove si apre un processo, il fatto contestato viene sempre qualificato come delitto tentato e non commesso, le cui circostanze aprono a una complessa valutazione dell’esistenza o meno della volontà dolosa».”

(AGO PRESS) e su Repubblica.it

Quanto vale una vita?

Ci sono dati oggettivi e dati soggettivi su cui basarsi, sempre.
Un dato oggettivo mi capita sempre di vederlo sull’Internazionale, in un piccolo riquadro. Non conoscevo quei dati ed un certo effetto me lo danno sempre. Non esistono giudizi da dare, o parti da cui schierarsi. Non è quello il punto. Dovremmo ricordarceli però, questi dati.

Riporto quei dati.
Numero di morti dall’inizio della seconda intifada (28 Settembre 2000)
Palestinesi 5292
Israeliani 1082
Altre vittime 79
Totale 6454

Numero di vittime dall’inizio della guerra in Iraq (19 marzo 2003)
Iracheni 88851-96976
Soldati statunitensi 4190
Soldati di altre nazionalità 314

Dati aggiornati al 5 Novembre 2008.

Un blog che è già carta straccia