Una città, per esempio

Scegliere dove vivere
vivere dove si viene scelti.
Difficile avere la libertà di poter scegliere.
Qualcuno ci riesce, e lo guardo con una certa invidia.
Lasciare che non sia quello che ci circonda a decidere per noi è un gran privilegio, difficile da cogliere. Soprattutto saper a cosa rinunciare e a cosa val la pena di rinunciare. Cosa è importante e cosa può diventare futile.
Sarebbe bello arrivare in una città, innamorarsene e restare li. Godere della sua bellezza fino al punto di decidere di trovare li una casa, un lavoro. Una città lunga, tutta per noi. Un luogo in cui sia facile ritrovare le proprie membra, in cui sia riconoscibile l’essenza della nostra anima.
Una libertà infinita volare dove vogliono le nostre ali.
Estrema voluttà plausibile alla nostra mente.

Colonna sonora: Città lunga di GianMaria Testa

Pillole della giornata

Vespa a scuola di Povia stasera. Tema della serata “Gay, si può cambiare?”

E sempre più difficoltà nel definirmii cattolico pubblicamente, dopo le dichiarazioni del Papa oggi. I preservativi aumentano i problemi. In effetti i milioni di morti per aids non sono un grande problema.

De Magistris serve la più semplice delle battute a Mastella. Perdendo buona parte della sua credibilità, ahimè! E mi devo trovare d’accordo con Mancino?

Il mio desktop palermitano

L’esperimento grafico è di Ale

I veri fenomeni di Catania

Mascara sta abituando Catania alle magie, con le sue mirabolanti parabole.

Magie di tutt’altro livello, rispetto a quelle compiute dalla lunga serie di amministratori che negli anni si sono avvicendati. Basta guardare la puntata di ieri sera di Report (qui in versione integrale), dall’evocativo titolo “I Vicerè”, per rendersene conto.
850 milioni di euro spartiti tra municipalizzate con buchi da groviera, giornali in mano a faccendieri e opere puntualmente non terminate. E poi, boom, magia, arriva il governo a tendere la mano per evitare il fallimento, con il benestare della Lega Nord che, anche in passato, aveva teso la mano all’Mpa di Lombardo con cospicue cifre.

Diciamoci la verità, sono queste le vere magie.

http://www.youtube.com/get_player

L’abitudine

Pian piano comincerò a tornare a scrivere qui sul blog.
Lo farò con ordine, cercando di dribblare con energia le banalità a cui spesso ripensavo con fastidio. Ne vedo fin troppe in giro e vorrei evitare di aggiungermi troppo al coro, quando posso.
Evitando la costanza, l’abitudine che rifuggo, a me che piace la discontinuità, il tratteggiato della linea, le curve a gomito.
Io che evito di percorrere sempre la stessa strada nei percorsi quotidiani, inventandomi tappe intermedie e deviazioni, non posso essere diverso qui.
Le due, tre, solite idee che bazzicano in questa testa arriveranno in ordine sparso.
Tutto questo per tenermi quanto più possibile lontano da questo schermo, da questi tasti, che possono ipnotizzarmi.

Colonna Sonora : L’esigenza (RadioDervish)

Mezzanotte meno dieci

E già, come previsto, il sito di ticketone è in tilt.

Forconi dalla piazza

Una riflessione di Alessandro Gilioli che mi fa tornare alle origini di questo blog, per condivisione di vedute.
Anche a me fanno paura i forconi della piazza, da accontentare poi.

“Non credo, per usare un eufemismo, che Alexandru Loyos sia una brava persona. Anzi: forse ha stuprato una donna, e quasi sicuramente sta coprendo qualche mascalzone peggio di lui.

Detto ciò, quello che sta succedendo attorno a lui è che:

1) Su tutti i giornali è apparsa una sua foto mentre veniva portato via in manette, e non si può.

2) La questura di Roma ha diffuso il video registrato a porte chiuse della sua confessione (poi ritrattata) e non avevo mai visto niente di simile in passato.

3) Non risulta che sia stata aperta alcuna indagine sulle botte che lui dice di aver preso.

4) Il fatto che rimanga in carcere con l’accusa di calunnia e autocalunnia, prontamente emessa mentre il tribunale del Riesame ne decideva la scarcerazione per lo stupro della Caffarella, è un’altra cosa un po’ strana – e non so se in Italia qualcuno è mai stato un giorno in galera per calunnia. E’ abbastanza evidente, comunque, che la decisione di tenerlo a Regina Coeli è stata presa per evitare lo “sdegno popolare” di un’eventuale scarcerazione.

E tutto questo, per quanto Loyos possa essere mascalzone, non è Stato di diritto. “

Da dipendenza?

Rileggerò un pò di vecchi post.
Ho esagerato con Google Reader ultimamente.
Ho fatto pulizia anche li.

Disco della settimana

E’ un frutto raro questa canzone. E questa voce. Eleganza pura.

La migliore, lei e la canzone intendo, di questi tempi.

Altrove

Mi fermo un pò. Pensavo a questo già da un pò di tempo. Scrivere un blog non è semplice, richiede una disciplina che non avevo e che avevo il bisogno di darmi. Per chi poi, come me, non era abituato a scrivere, è stato un esercizio completo. Con alti e bassi. Che mi hanno gratificato, in alcuni casi, nel riscontro di chi ha avuto il piacere di leggermi, finora.

Però è anche un esercizio che prende parecchie energie e spazi mentali che adesso sento il bisogno di lasciar liberi.

Per molto tempo mi sono imposto di scrivere quasi giornalmente, ma cosi non va bene.
Ho bisogno quindi di rimettere un pò d’ordine, sistemare qui e li, per ritrovare qualcosa che non so. Sarà la direzione, credo.
Forse mi fermerò due giorni, forse scriverò con minore frequenza, forse si tratterà soltanto di dare la giusta posizione a ciò che c’è da dire.
Intanto ascolto una canzone meravigliosa, perfettamente idonea al momento.
Ad X Factor (da chiamare il Fattore Morgan, piuttosto), nella splendida versione di Noemi, l’unica trasmissione che da forse un decennio non mi teneva davanti al cassettone come un rito settimanale.

Però, (cosa vuol dire però)
Mi sveglio col piede sinistro
Quello giusto

Forse Già lo sai
che a volte la follia
Sembra l’unica via
Per la felicità

C’era una volta un ragazzo
chiamato pazzo
e diceva sto meglio in un pozzo
che su un piedistallo

Oggi indosso
la giacca dell’anno scorso
che così mi riconosco
ed esco

Dopo i fiori piantati
quelli raccolti
quelli regalati
quelli appassiti

Ho deciso
di perdermi nel mondo
anche se sprofondo
lascio che le cose
mi portino altrove
non importa dove
non importa dove

Io, un tempo era semplice
ma ho sprecato tutta l’energia
per il ritorno

Lascio le parole non dette
e prendo tutta la cosmogonia
e la butto via
e mi ci butto anch’io

Sotto le coperte
che ci sono le bombe
è come un brutto sogno
che diventa realtà

Ho deciso
di perdermi nel mondo
anche se sprofondo

Applico alla vita
i puntini di sospensione
Che nell’incosciente
non c’è negazione
un ultimo sguardo commosso all’arredamento
e chi si è visto, s’è visto

Svincolarsi dalle convinzioni
dalle pose e dalle posizioni

Lascio che le cose
mi portino altrove
altrove
altrove

Svincolarsi dalle convinzioni
dalle pose e dalle posizioni

Svincolarsi dalle convinzioni
dalle pose e dalle posizioni

Un blog che è già carta straccia