Il senno di poi

A pensarci adesso un pò di quella lucidità che mi mancava qualche giorno fa probabilmente era dovuta all’influenza in arrivo e che mi tiene da due giorni a casa.

Orio, Wallace

Ho pensato che troppo spesso ho trovato pagine di pura intelligenza all’ interno di ciò che leggo, ho trovato la perfezione in poche righe e li mi sono fermato a sorridere, inebetito direi. Non ho avuto mai una gran memoria e me n’è fregato sempre poco di snocciolare citazioni in pubblico per mostrare inutilmente chissà che. E però mi sarebbe piaciuto fermarli quegli attimi li, prima di farli perdere nell’oblio, e metterli in un cantuccio dove ogni tanto poter fare una visita, proprio come ad un album di famiglia. Fermare un momento di stazionarietà, per come ti si guarda dal di fuori, ma in cui la tua mente vola ed è libera di vedere terreni inesplorati.
Tra i tanti motivi per cui sono felice del potente strumento che tengo in mano (e non pensate male) anche adesso aggiungo anche questa possibilità. E magari questi momenti li condividerò anche qui.
Questo, per esempio, è l’ultima pagina memorabile.
p.s. Molto di quello che di interessante invece leggo ogni giorno in rete lo metto nella colonnina qui a fianco, se qualcuno non se ne fosse accorto.

Ad aver lucidità

Ho l’impressione che mi manchi quando sono solo il giusto grado di lucidità. Parlo di quella lucidità che ti fa continuare un lavoro giorno dopo giorno riprendendo sempre dal punto in cui l’ hai lasciata. Non parlo degli impegni lavorativi, li non ci si scappa. Parlo del mio tempo libero, che mi sembra, a guardarlo adesso, speso un pò a vanvera. C’è sempre un elemento di distrazione pronto ad intervenire, a spezzare la noia della ripetizione si potrebbe pensare, ma che è come un tarlo che proprio non riesce a farmi condurre una barca che sia una in porto.
Ne farò prima o poi una lista di questi tarli, rigorosamente personale, e proverò a depennarli ad uno ad uno. Anche se sono sicuro che scompariranno d’un tratto tutti quanti, se tutto andrà come deve.
Se tornerò a svuotarmi da me stesso.

Ripartire

Un ultimo sguardo da quella terrazza sul mare di Punta Raisi genialmente messa li, poco prima degli imbarchi, e poi, si ricomincia.

Ultime notizie

L’ultimo regalo del 2009 è stata questa busta, attesa da un anno e mezzo e arrivata poche ore prima della mezzanotte, alle 19:30, inattesa e desiderata come non mai.

Segno di un possibile nuovo percorso e delle scelte importanti che questo 2010 mi riserverà, già dal 22 di questo mese.

E beh, che dirvi, buone Feste, oramai

E si, sono già passati tre giorni (o sono quattro) dal Natale, ma solo adesso trovo il tempo per scrivere i miei auguri.
Non è stata la difficoltà nel passare dai centimetri di neve ovunque, sulle strade, ai metri di lurido pattume ovunque sotto casa mia o in corrispondenza ad ogni possibile cassonetto.
Del resto aspettarsi una nevicata a Palermo equivale a fare un voto a Santa Rosalia, e quindi, in mancanza di altro un’amministrazione un minimo avveduta e con il senso degli affari avrebbe potuto costruire una pista di immani proporzioni, con impianti di risalita forse, proprio sotto Palazzo delle Aquile, per consentire a tutti i palermitani di sbizzarrirsi su tavole da sci e snow board, emulando le gesta dei cugini milanesi in Parco Sempione.
Ed invece il solo divertimento consentito consiste nello scivolare tra rivoli umidicci, magari a bordo di uno scooter, con la certezza di un atterraggio quanto meno morbido, a meno di lavatrici o frigoriferi casualmente scaricati proprio li nella catasta.
Ma per fortuna ti abitui velocemente a tutto quanto e la munnizza diventa parte del corredo urbano abituale. Del resto mi è bastato scendere giù dalla scaletta dell’aereo per buttare in borsa sciarpe, guanti e coppole varie, e godermi i 20°C con cui la città ha accolto i suoi emigranti.
Una consolazione accettabile, nonostante le scorte di abbigliamento leggero un pò sottostimate,
soprattutto per la mia cervicale che in due mesi si è caricata di cosi tanta umidità da riempire almeno un cato.
Dovevo proprio scapparmene da quei posti li, però in questi giorni. Non saprei proprio che farmene di un Natale in Brianza, con quel panorama da racconto di Dickens, perchè per noi è proprio un’altra roba.
Le mangiate pantagrueliche sono un pò dovunque, ma vuoi contare sulla fortuna che ci voglia nel riunire famiglie sparse un pò ovunque, che se vuoi tenerne il conto ti devi prendere una cartina, italiana se ti basta, e appuntare li, con quegli spilli da scuola media, per ogni avamposto familiare.
E poi, non sanno mica cosa significa dar fondo alle proprie finanze per rilanciare a bacarà, per comprare il lattante o per non farti fregare dal morto, a cucù, senza i quali per te il Natale non si potrà dire degno di questo nome.
Per cui auguri a tutti voi, godetevi queste giornate organizzate i capodanni più caciaroni che potete, senza svenarvi troppo, senza caricare troppo le vostre aspettative, chè ormai dovreste saperlo che è la sera più inutile dell’anno. Poi quello che conterà non sarà tanto cosa avrete fatto, ma l’ora in cui racconterete di essere andati a letto, e poco importa se avrete passato le ultime ore nell’androne del vostro palazzo a sorseggiare una birra da solo. Anni e anni di libertinismo questo regalo ce l’hanno fatto.
Comunque sia staremo per brindare insieme per tutto ciò che abbiamo avuto, tutto ciò che avremo ed a tutto ciò che non avremo mai.
Auguri a tutti voi, ovunque voi siate.

Ma chi se le compra

Stefania Petyx racconta quello che succede dei beni confiscati e messi in vendita.
Maroni la stia a sentire.

Giorni nevosi

Ho penato per riuscire a spostare la macchina dal garage. Avevo già cominciato a spalare ieri sera, sperando che altra neve non si sarebbe accumulata.
Ed invece altri dieci centimetri. E’ stata una lenta riconquista della libertà, di una strada almeno un pò più transitata. Mi sono impantanato un paio di volte, con le ruote che graffiavano sulla neve senza riuscire ad avere presa. Leo intanto si divertiva a giocare con tutto quello che spalando mettevo da parte.
Raggiunta la prima via accessibile pensavo di poter guidare con più tranquillità, ed invece le strade non erano nemmeno state spazzate dal comune, e l’unica via accessibile era sui solchi lasciati dalle automobili già passate.
Davvero, l’unica cosa che dovrebbero fare, questi piccoli comuni, è consentire la circolazione quando si verificano eventi di questo tipo, tralaltro attesi da giorni. Ed invece no, si dimostrano totalmente assenti. Chissà poi quali saranno le altre loro occupazioni visto che per il resto non mi sembra che ci sia granchè da fare.
Adesso sono arrivato in ufficio, totalmente disabitato. Ho aperto io il varco stavolta, e gli altri, probabilmente più furbi, sono rimasti a casa. Forse qualcuno, arriverà.
Ieri un collega si chiedeva per quale diamine di motivo certi animali si abituino a vivere in ambienti difficili, abituandosi a sopportare condizioni estreme per ogni altra forma di vita.
Beh, basta chiedersi come facciano da queste parti (e forse tra un pò anche io) a sopportare la vita in un luogo in cui la temperatura media oscilla dai -10 °C invernali ai 40 insopportabili gradi estivi per avere una risposta quanto meno semplice.

Un progetto

La costanza per scrivere qui non è quella dei tempi migliori, devo ammetterlo. Come al solito l’intensità delle settimane si dimostra inversamente proporzionale al numero di post che riesco a scrivere.
Ad aumentare la normale dose di impegni, si è aggiunto in queste settimane, un obiettivo nato da un’idea un pò presuntuosa e forse un pò folle.
Di fatto, per farla breve, ci siam ritrovati tra palermitani a pensare che davvero molto dell’impegno che aveva riempito le nostre giornate fin quando eravamo giù in Sicilia non potesse essere disperso. Uno spreco di energie che, a dispetto dell’inutile e contagiosa frenesia dei milanesi, non poteva esaurirsi cosi facilmente.
Avevamo pensato per di più, che creare un appoggio qui, complementare a quello che giù si cerca di fare in termini di affermazione dei principi di legalità, potesse avere un’importante valenza.
Era un chiodo che lentamente perforava i miei pensieri da tempo, che avevo cercato di mettere da parte molto maldestramente in questi anni, giusto per far rimarginare certe ferite, ma che comunque non si era mai tradotto in un pur timido tentativo. Occorreva un appoggio che è arrivato, con una concomitanza di avvenimenti che ha gettato qualche base in più su cui costruire questo percorso.
Si tratta di una fase puramente embrionale, di condivisione delle idee e degli obiettivi che possano essere fattibili per il lavoro in una realtà che conosciamo davvero poco. Al nostro fianco hanno abbracciato la causa fin da subito alcune associazioni locali, che da tempo si confrontano su argomenti simili, e che potrebbero aprire a noi gli occhi su quanto possa essere complicato agire da queste parti. E’ questo infatti il primo scoglio che dovremo provare a superare, partendo da alcune banali considerazioni.
Non potremo, in primo luogo, limitarci nella semplice riproposizione di quanto fatto dalle altre associazioni, che numerose, provano a parlare degli stessi temi. Dovremo parlare un linguaggio diverso e parlare a target totalmente diversi.
Giocherà in questo la nostra capacità nel costruire meccanismi creativi capaci di spezzare l’indifferenza che sembra caratterizzare (sto generalizzando, certo) una realtà sociale che sembra muoversi nell’unica direzione della difesa del proprio, personale, interesse. Una realtà che difficilmente si lascia coinvolgere su temi che sente non debbano appartenergli. Di fatto un quadro sociale in cui la Lega domina pienamente la scena, con le risposte che grossolanamente offre alle priorità imposte dalla pancia dei suoi elettori.
La fattibilità della proposta che vorremo attuare si giocherà sulla capacità di entrare in contatto con le fasce della popolazione che ignorano questi problemi e sulla forza del messaggio per creare quell’empatia che, su ogni tema, è alla base di una valida sensibilizzazione. Per quanto possa suonare come una provocazione non ci si aspetta il confronto con chi già conosce questi temi (e dai quali ci si aspetta un appoggio più fattivo, a questo punto), ma quello con chi finora si è escluso da questo dibattito relegandolo agli argomenti di sottofondo di un cianciare che non interessa.
Sarà questa la base che dovremo cominciare a costruire e che potrà servire in seguito alla creazione di obiettivi lentamente più ambiziosi che perora albergano soltanto tra i nostri pensieri più positivi.
p.s. Per i milanesi, siamo aperti alla vostra collaborazione. Se ci credete un pò anche voi.

Momenti di gloria

E pensare che dovevo essere li oggi.
L’influenza però ha vinto.

Un blog che è già carta straccia