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Stretto tra pensieri
Politica e vita privata
E’ un andazzo comune ovunque oramai e, per quanto spesso ci possiamo trovare a celebrare le altre democrazie occidentali, altrove si toccano punte forse più disdicevoli.
da un articolo di Mario Calabresi, Repubblica.it.
Ma ieri sera sul palco e in tribuna per tutta la sera c’era anche Trig, che ha poco più di quattro mesi e che, come ha raccontato mamma Sarah [ndr. Sarah Palin, la candidata vicepresidente dei Repubblicani], è affetto dalla sindrome di Down ed è nato perché lei ha rifiutato l’aborto. Quando la governatrice lo ha citato il padre senza battere ciglio lo ha sollevato, poi gli ha alzato il braccio per salutare la platea. Lui inconsapevole ha continuato a dormire. “
Corso di recupero
Nessuno stupore?

Friuli, Udinese-Palermo 3-1
Riavvolgendo la pellicola, l’immagine più nitida non può che essere quella più recente.
Evento clou, Udinese-Palermo, inaugurazione del campionato di Serie A. Avrei rinunciato anche, ma non di certo avendo a disposizione due biglietti omaggio in tribuna, gentilmente concessi da un medico dell’Udinese, conosciuto in questi mesi ad Udine per vie più o meno contorte. Non capita di certo tutti i giorni un’occasione cosi, tanto più che io, la tribuna l’ho sempre vista dalla curva, luogo d’elezione nel mio passato da abbonato. D’altronde, pagare 60 € per guardare una partita in sedioline altrettanto scomode, meno euforiche, e soltanto meno bagnate, mi è sempre sembrata un’assurdità.
Tornando comunque ai fatti, avrei immaginato tutto, ma mai tanta bellezza nel vedere una partita di futbol allo stadio. L’atmosfera già fuori dallo stadio era tranquillamente euforica, i soliti gazebi, i soliti panini e patatine, sciarpe, gente in rigoroso ordine passeggiare per i viali avviandosi verso quello stadio che mi è sembrato tra i più belli, nonostante la sua semplicità, in cui sia stato (nel mio piccolo qualcuno l’ho visto).
La partita poi è stata quel che stata. Il Palermo in campo ha dato dimostrazione il valore già ipotizzato, con quell’attacco cosi leggero, inconsistente e privo di idee, la difesa ancora da registrare (vedi Balzaretti in primo luogo) e nonostante un centrocampo che fa ben sperare (Liverani ci voleva come il pane). Ma si sa al Palermo manca sempre qualcosa, un anno l’attacco (vedi Caracciolo), un anno il portiere (vedi due anni fa), un altro la difesa (Barzagli con la testa chissà dove, insieme all’allegra brigata) ed il centrocampo orfano di Corini. Quest’anno, ciclicamente è la volta dell’attacco.
Nonostante questo ho scoperto una tifoseria che venera Totò Di Natale (e come non potrebbe viste le due magie regalateci), un Inler strepitoso (ma dove lo hanno trovato) due vecchiette dietro di me sbraitanti contro l’arbitro come due ultras, condividendo animatamente opinioni con tifoseria al mio fianco (tutto ok, tranne un’idiota con poco spirito), la bellezza di vedere dalla tribuna chiedendo notizie sul mercato a Carlo Brandaleone, salutando Pietro Grasso e condividendo la tristezza per la sconfitta, gridando a Miccichè (n.d.r. il vicepresidente del Palermo) di spendere due soldi per un attaccante, e guardando una partita in un clima che troppo spesso viene auspicato, ma che mi sembra che ad Udine abbiano raggiunto. Ed aspettando infine in tranquillità uscire i giocatori dallo stadio con i loro Suv, le Smart (mitico Quagliarella) o più semplicemente il loro trolley, senza isterismi che avrei immaginato ovunque. Ma non qui.
Altre foto qui
Tragitti, itinerari, abitudini
La memoria va esercitata e va anche aiutata, se è il caso.
Il mio gemello
Agosto 2008
Dell’estate ho amato la mia mente libera da pensieri,
i pomeriggi in casa con il sudoko che non tornava,
i pranzi affollati in quella casa sempre più stretta,
le serate in cui la mezzanotte non arrivava mai,
ma poi, di colpo, ti trovavi ancora alle quattro seduto al bar,
la notte rock e, soprattutto l’Ypsigrock con Riccardo per la prima volta,
l’essere cosi agevolmente sconnesso da Internet e non sertirne per niente la mancanza,
l’attesa per il 13 Agosto e le giornate gelesi,
la scala dei Turchi,
il viaggio di 8 ore in macchina per arrivare in Puglia,
la pizzica infinita,
l’ennesimo tuffo infinito alla Kalura,
le necessarie partite a beach volley quando il sole cercava di scomparire all’orizzonte nella spiaggia che è il mio paradiso,
la passeggiata per le Madonie,
gli incontri sempre troppo brevi con gli amici di una vita,
quelli che sanno di infinito quanto lo scoppiettare di una favilla,
i giornali inutilizzati lasciarsi riempire di salsedine,
e tutto quello che adesso dimentico ma che
continua a riempire di rumore i miei pensieri
adesso che, intorno a me, sento solo silenzio.
Le foto le sto ancora mettendo in ordine, se non avessi dimenticato il cavetto della fotocamera a Palermo, forse avrei già finito.
Come un twitter dal primo giorno
Intanto è arrivato il portatile nuovo, vado a sistemare la mia nuova postazione 😉
