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L’affare Genchi

Per capire cos’è il “Sistema Genchi” e come ci si sta muovendo per far passare il decreto sulle intercettazioni, prendo una parte dell’articolo di Peppe D’Avanzo su Repubblica:

“E’ utile dunque, all’inizio di una settimana dove saranno raccontate rumorose “bufale”, fissare qualche punto fermo, illuminare il lavoro di Genchi, avanzare infine qualche domanda.
Punti fermi, tre.
1. Berlusconi mente. Nell’archivio di Genchi non c’è alcuna intercettazione telefonica, ma soltanto analisi di tabulati telefonici. Per le due inchieste di De Magistris, e su sua delega, Genchi ha messo insieme 1.042 tabulati, un milione di contatti, 578 mila schede anagrafiche.
2. Berlusconi ritrova troppo tardi la parola e la memoria senza mai perdere la sua malafede. Non ha battuto ciglio quando si sono scoperti gli archivi illegali della Telecom dell’amico Marco Tronchetti Provera (anche lì, si raccoglievano abusivamente tabulati e si intercettavano mail). Non ha emesso un fiato quando il suo nemico Romano Prodi è stato indagato proprio alla luce dell’analisi dei “dati di traffico della sim gsm 320740… intestata alla Delta spa presso la Wind, volturata il 1 aprile 2004, all'”Associazione l’Ulivo i Democratici” di Bologna, contratto trasferito il 17 febbraio 2005 a Roma in piazza Santi Apostoli 73, sede dell’Ulivo, e due mesi dopo alla Presidenza del Consiglio, via della Mercede 96, Roma”. Scritto nero su bianco in una consulenza di Genchi. Dov’era allora l’indignazione di Berlusconi? Non ce n’era traccia. Quell’indagine poteva azzoppare il governo di centrosinistra e tutto faceva brodo. Anche il lavoro di Gioacchino Genchi.


3. I rumorosi strepiti di Berlusconi non rivelano nulla di quanto già non si conoscesse per lo meno da sedici mesi. “De Magistris ha acquisito migliaia di tabulati telefonici di cittadini le cui utenze (cellulari e di rete fissa) erano emerse tra i contatti di diversi suoi indagati – scrive la Stampa, il 4 ottobre 2007 – . Nell’elenco ci sono tra gli altri, il presidente del Consiglio Prodi, l’ex-presidente del Consiglio Berlusconi, il ministro dell’Interno Amato, e della Giustizia Mastella; il viceministro dell’Interno Minniti; il presidente del Senato Marini, l’ex-presidente della Camera Casini, il segretario dell’Udc, Cesa, il vecepresidente del Csm Mancino. I movimenti dei numeri telefonici acquisiti riguardano anche il capo della polizia De Gennaro, il vicecapo vicario De Sena, il direttore del Sisde Gabrielli, il direttore del Servizio di polizia postale e telecomunicazioni Vulpiani, il direttore della Dia, Sasso, il generale di corpo d’armata Piccirillo, il presidente dell’Anm Gennaro, il procuratore aggiunto di Milano Spataro, il pm antiterrorismo di Roma Saviotti, quattro sostituti della procura nazionale antimafia, diversi membri della commissione parlamentare antimafia, deputati, senatori, questori della Camera, presidenti di commissioni di Palazzo Madama”. L’elenco (sempre smentito da De Magistris) mostra più di tante parole la strumentalità della sortita allarmata di Berlusconi. Ma come c’è anche il suo nome in quella classifica abusiva e Berlusconi non dice una parola, non protesta, non chiede spiegazioni? E se non si preoccupava allora, perché oggi parla di “scandalo storico”?

Il Cavaliere oggi ha compreso che l'”affare Genchi” può essere la leva per scardinare le resistenze che An, Lega, Pd oppongono al suo progetto di cancellare le intercettazioni dagli strumenti di indagine e fare del pubblico ministero il “notaio” delle polizie. Se non si dice, dunque, di Genchi – chi è, che cosa fa, come lo fa, grazie a chi – non si comprendono le ambiguità possibili del suo lavoro.”

Ed intanto lui ci infarcisce con le sue splendide battute alle quali non si riesce a sorridere, neanche estirpando tutte le cellule cerebrali (ma parlo per quelli che ce le hanno ancora, naturalmente!)

Arrivano i nostri

Ah beh, adesso “S” esce anche a Milano e a Roma.
Ottima scoperta, non dovrò rubare la copia a mio fratello quando torno a casa per sapere certe cose.
Ne avevo già parlato a suo tempo, una rivista che parla di Mafia nelle sue evoluzioni continue, figlia di un buon giornalismo d’inchiesta nel dna della Sicilia.

Little Miss Sunshine

Ho sorriso alla fine del film con il quale ho condito questa mia serata.
Ho sorriso dell’ironia e della follia che salva questa folle famiglia media americana.
Una famiglia costellata da personaggi eccessivi, perfino troppo nei loro stereotipi.Il nonno sniffatore e appassionato di pornoriviste, lo zio professore universitario, studioso di Proust e suicida fallito, il figlio adolescente con il voto del silenzio in venerazione a Nietzsche, la madre sull’orlo di una crisi di nervi nel delirio che la circonda ed un padre perdente, sull’orlo della bancarotta ma teorico della via per il successo con la quale cerca di indottrinare l’intera famiglia.
E la piccola Olive, cinque anni e l’obiettivo di partecipare al concorso per Piccola Miss California. Uno di quegli assurdi concorsi per piccoli talenti che nel nostro immaginario rappresentano il peggio della cultura americana.
L’obiettivo diventa però realistico, possibile, soltanto passando per un lungo viaggio, a bordo di uno sgangherato pulmino Wolkswagen, che farà uscir fuori tutti gli eccessi dei personaggi all’interno di scene al limite del paradosso, esilaranti nella loro assurdità. E delle quali si può sorridere soltanto a denti stretti.
Un sorriso che però lentamente si espande a tutto il viso nella contagiosa scena finale, liberatoria, che la piccola Olive regala alla sua famiglia.

The First Dance

Mi stavo quasi commuovendo anch’io….

Come alberi

Pensavo a tutto ciò che mi piace fare, che desirerei fare e che forse non farò mai. E penso al mio impegno, quello vero, essenziale, del lavoro giornaliero a cui mi sto dedico buona parte delle mie energie, con la dedizione che sto attribuendo a quello che non rappresenta un semplice dovere.
E che, nonostante tutto, non mi fa sentire intero.
Perchè ho bisogno di cibarmi anche di altro. Le mie passioni, i miei interessi che crescono nel tempo e che non riesco a selezionare. Un giorno mi perdo dietro ad una canzone, un altro dietro ad uno strumento che vorrei cominciare a suonare, per una tecnica fotografica, per un libro, per scrivere, per andare in giro in bici o in montagna. E domani immagino già altro aggiungersi ad una lista già profondamente limitata.
Ma non potrei immaginarmi, a vedermi da lontano, senza tutto questo. Senza ciò che è diventato importante e che ho approfondito e senza ciò che si è perso.
Quasi un anno fa leggevo un ragionamento per il quale l’uomo dovrebbe essere a T.
Con una forte competenza in una specifica materia, ma capace di comprendere e capire un ampia gamma di problematiche.
Mi è piaciuta molto questa metafora.
Tanto da arrivare a pensare che più di una T dovremmo somigliare il più possibile agli alberi.
A quegli alberi forti, imponenti, ben piantati al terreno, con radici intrecciate e vigorose. Col tronco robusto, rami forti e rami giovani, con foglie che cadono a raffigurare le passioni fugaci e frutti che maturano donando ulteriore bellezza all’insieme. Sotto il quale si può trovare ombra e ristoro, se lo si vuole.

Una giornata storica

Quello che sarà, sarà, e lo giudicheremo. Lo dico soprattutto ai disillusi di sempre. Ma oggi è un giorno storico (e questa galleria di foto lo racconta benissimo).
(immagine da Rosalio)

He doesn’t belong to money

Una grande battaglia di civiltà è stata vinta. Dopo le proteste accalorate di un gruppo di tifosi pronti a tutto per difendere i propri ideali ma anche ad assorbire senza proteste qualsiasi altra infamità, Kakà ha fatto la cosa più saggia.
D’altra parte proprio non riesco a comprendere quanto possa fare la differenza, cosa puoi praticamente fare di più nella tua vita passando da 9 a 18 milioni di euro. Una passeggiata in più sul tuo elicottero personale, un giro del mondo a bordo del tuo panfilo da 25 piuttosto che da 15 metri. E poi? Appendere le scarpette al chiodo giocando in una squadra senza passato e con poche speranze future legate alle bizze dell’ Emiro di turno.
Un pò troppo poco per chi sulla maglietta dichiara “I belong to Jesus”.
E cosi anche Berlusconi ne è uscito facendo una buona figura, senza subire perfino la legge del contrappasso.

Un Trailer di Carta

Avevo quasi dimenticato di pubblicare questo video. E’ un’opera di un ragazzo che conosco già da un mucchio di tempo e che ritengo veramente in gamba nel suo campo, sulla base di tutti i suoi video che ho visto. Già tempo fa mi aveva reso coprotagonista di un video che a Palermo un pò di gente ha visto essendo stato postato su Rosalio. Adesso per la sua discussione della sua tesi ha creato questo video veramente originale. Spero che possa mettere bene a frutto queste sue capacità adesso…

Stasera in onda

Mandare in ondaIl giorno della civetta” è politica. Anche leggerselo, però.

Vicinanza di vedute

Adesso si fa un gran parlare di Soru, per via delle elezioni imminenti in Sardegna, e perchè un pò tutti si sono accorti della caratura di un uomo ad alta credibilità, a cui appigliarsi in tempi di disaffezione alla politica e nel quale si intravedono delle linee conduttive che molti di noi condividono.
Ma non è questo che m’importa sottolineare. Magari se ne parlerà in un altro momento. Anche perchè non credo ai salvatori della patria, credo più ai progetti politici (leggete questo link, tra gli altri).
Per me piuttosto è stato come dire, motivante, pensare che trent’anni fa un uomo ha avuto la pazzia di costruire il suo percorso di vita nel tentativo di tornare nella propria terra per costruire qualcosa d’importante, qualcosa capace di dare futuro a se e a molti altri, migliorando perfino ciò che più amava. Lottando per preservarla, se necessario.
Ho rivisto in quelle parole molti dei miei pensieri di quest’anno. Quando penso a ciò che mi sono lasciato alle spalle, al mio legame con la Sicilia, al mio futuro e alle mie speranze.
Mi piacerebbe saperne di più e magari un giorno avere la possibilità di scambiare due parole con lui.
Per chi volesse saperne di più consiglio di rivedere l’intervista barbarica di Daria Bignardi (ahimè una delle ultime, qui sotto) e quella, abbastanza famosa, da Fazio.

http://www.la7.it/swf/flvplayer.swf?contentURL=/video/invasioni_barbariche/invasioni_barbariche_071108_renato_soru.flv&imgPath=/img/video/320X240/18992.jpg