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Fate l’amore con il sapore

Su suggerimento della strepitosa Robi.

Per un viaggio a Francoforte. Cosa vedere

Noi abbiamo optato per una visione completa e dall’alto della città già dall’inizio, dalla Main Tower, uno dei più alti grattacieli e comunque l’unico visitabile. La vista è notevole, utile anche per comprendere da subito come muoversi. Il prezzo è di 5 euro a persona. Per muoversi è possibile scegliere i tram, la metropolitana o i bus, ma è sicuramente agevole muoversi completamente a piedi. E’ possibile acquistare la Frankfurt card, che con 8 euro al giorno consente di viaggiare su ogni mezzo e di avere sconti in alcune attrazioni e musei.
Passeggiando sotto i grattacieli, nella zona denominata Mainhattan, in un intelligente gioco di parole, si giunge alla vicina Banca Centrale Europea. Poco distanze si trova la Alter Opera, il vecchio teatro dell’opera, oggi usato come centro congressi, e la Borsa, con le due simboliche statue del Panda e dell’Orso.
In centro si trova poco distante, e la piazza Zeil ne costituisce il fulcro. Molto vivace, è la zona dello shopping e qui si trova la Zeilgalerie, un centro commerciale a sette piani, molto particolare nella struttura interna ed esterna, e sul cui tetto si può godere di una bella veduta, nonchè ristorarsi nei bar che li si trovano. La piazza, molto affollata, ospita numerose bancarelle e gazebi dove già da subito potrete assaggiare i wurstel e le salsicce tipiche. Il prezzo è abbordabilissimo.
Da li ci si può muovere verso la Romemberg, la piazza storica della città, la più antica, in cui a Natale si svolge un tradizionale mercato tipico.
E’ caratteristica per i palazzi che la delimitano con le facciate in legno (Ostzeile), ed al suo interno si trova la statua della giustizia e sul lato sud la chiesa di San Nicola.
A poca distanza dal Romemberg si trova il Duomo, uno degli edifici più importanti della città, caratterizzato dalla sua torre campanaria di 95 metri.
La zona si trova a poca distanza dal Meno, il fiume che taglia in due la città.
Da quel che abbiamo potuto vedere è una zona molto vivibile, sede di manifestazioni soprattutto in primavera. Le due sponde del fiume sono collegate da numerosi ponti, due dei quali pedonali, tutti abbastanza suggestivi, il più importante dei quali è l’Eisener Steg, o ponte di Ferro.
Da li vicino partono i battelli con cui è possibile avere un’altro sguardo sulla città. La visita dura circa un’ora, e percorre la città da una parte all’altra per intero.
Il prezzo si aggira intorno agli 8 euro, anche se è possibile contrattare sul prezzo. Noi siamo riusciti a scendere a cinque euro. Sui battelli si trova solitamente anche un bar. Sulla sponda sud del fiume hanno invece sede i principali musei della città.
Non avendo molto tempo a disposizione abbiamo optato per una visita al museo del Cinema Tedesco e lo Städelsches Museum.
Il museo del Cinema è davvero interessante, mostrando l’evoluzione delle tecniche cinematografiche fin dagli albori, e con delle animazioni per potersi calare in un’epoca che sembra cosi lontana. E’ possibile entrare in un vero e proprio set cinematografico,nonchè assistere
ad alcune proiezioni tematiche. Inoltre spesso ospita delle mostre tematiche.
Lo Städelsches Museum invece ospita una collezione di dipinti, stampe e disegni olandesi e tedeschi con opere di grandi maestri del passato come Botticelli, Dürer, Rembrandt, Rubens, Vermeer, Cézanne e Renoir.
Gli altri musei degni di nota nella zona sono il museo d’arte moderna Kunst e il museo dell’architettura.

Io? Non conosco verità

Un vecchio adagio recita che noi leggiamo giornali e ascoltiamo trasmissioni che dicono cosa vogliamo sentirci dire.
Se siamo impauriti abbiamo bisogno di ascoltare che le nostre città sono pericolose, piene di delinquenti e di insicurezze.
Se siamo arrabbiati con il governo godiamo nel vedere le gaffe del premier, nel vedere evidenziati i suoi errori.
E’ una consuetudine che possiamo osservare in ognuno di noi. Siamo cosi chiusi nelle nostre convinzioni, che alimentiamo continuamente, che nessuno potrà scalfire, sicuri di essere depositari della chiave per la porta delle verità.
Quando osservo la situazione politica qui in Italia e provo a comprendere le ragioni per cui comportamenti che per me sono inammissibili vengono invece accettati da molti miei compaesani, non ne trovo ragione.
Cerco qualche interlocutore che mi provi a spiegare l’origine delle sue convinzioni ma non lo trovo, ed i miei dubbi rimangono tali.
Qualche giorno fa leggevo in un’intervista a Roberto Alajmo un consiglio saggio a tal proposito:

“Non compro più il giornale ma consiglio ai direttori dei giornali di fare un esperimento: affidare quotidianamente una pagina della propria testata a una testata diametralmente opposta. Così i lettori di Repubblica troverebbero nel loro quotidiano una pagina scritta da quelli di Libero e viceversa.”

E ciò che da tempo faccio inserendo tra i miei feed prima il Giornale, poi Libero ed ultimamente il Foglio. Spesso mi viene il voltastomaco, soprattutto come i primi due, nel vedere ragionamenti pretestuosi che altrove, dove dicono ciò che voglio sentirmi dire, non trovo. Quand’è cosi chiudo e vado avanti.
Altre volte trovo ragionamenti, editoriali e reportage che aprono spazi alla comprensione, e a volte portano i miei pensieri verso percorsi che altrimenti non avrei esplorato. Quand’è cosi rimango interdetto qualche giorno, e sento i miei ragionamenti aggrovigliarsi senza riuscire a trovare una scappatoia. In una sensazione di spaesamento neppure del tutto spiacevole. Un passo avanti, forse, nella comprensione.

Per un viaggio a Francoforte. L’arrivo

Se viaggi con Ryanair, l’aeroporto in cui atterrerai non sarà propriamente a Francoforte, ma ad almeno due ore di pulman dal centro.

L’aeroporto di Hahn è abbastanza piccolo, con qualche bar all’interno che comunque intorno alla mezzanotte chiude, mentre poco fuori troverai dei furgoncini che fino a tardi vendono panini, patatine e altre schifezzitudini del genere. Intorno c’è poco altro, e già dall’alto te ne accorgi guardando li intorno soltanto boschi e qualche luce qui e li.
Se arrivi tardi il consiglio è di dormire nel bed & breakfast di Hahn, proprio di fronte all’aeroporto, basta solo attraversare la strada. E’ pulito e accogliente, e non troppo esoso, con 30 euro te la dovresti cavare. Non offre altro che qualche distributore, per la sera, mentre la mattina la colazione è compresa nel prezzo è fin troppo abbondante, a buffet, con il tipico menu continentale.
Per giungere invece in Città il servizio di pulman Bohr è molto efficiente, con partenze quasi ogni ora, ed in caso di sovraffollamento ne viene fornito un’altro a distanza di pochi minuti. Pregio mica da poco. Il prezzo è di 12 € a tratta.
Il pulman arriva alla stazione dei treni di Francoforte, simile nello stile alla stazione di Milano, e comunque in pieno centro. Se non hai prenotato un’albergo prima, in stazione puoi trovare un centro servizi o un comodo tabellone in cui sono indicati un pò di alberghi e direttamente collegati ad un telefono con cui contattarli. Utile.
Intorno alla stazione non mancano comunque gli alberghi, e può bastare fare un giro li intorno, la zona è piuttosto tranquilla e vicino al centro.
Noi abbiamo prenotato cercando sul sito Francoforte.com, ottimo per tutti i servizi offerti, o in alternativa su Booking.com. Il nostro era l’Hotel Victoria, un quattro stelle, in cui ci siamo trovati parecchio bene. La colazione inclusa (parametro da tenere in considerazione, visto che i prezzi della singola colazione arrivano fino a 16 euro), ed è possibile collegarsi ad Internet liberamente, anche dall’unica postazione della hall.
Si trova abbastanza vicino alla stazione (5 minuti) e a 10 minuti dalla piazza principale, anche se la zona circostante è molto frequentata, e con parecchi locali e bistrot in cui rinfocillarsi, per qualsiasi prezzo.

Obama ai musulmani

Leggo velocemente dal blog di Francesco Costa alcuni stralci del discorso di Obama oggi al Cairo. Parole mai pronunciate da un presidente Americano in un paese islamico. Ammissione degli errori, apertura al dialogo, e scelte di chiarezza e verità per aprire una nuova strada.
Spero di leggere il resto stasera.

““So che tutto questo non sarà facile. Ma è nostro dovere arrivarci insieme. Un mondo diverso e nuovo, dove i governi servono i loro cittadini e i diritti di tutti sono rispettati. Questo è il mondo che vogliamo, ma possiamo realizzarlo solo insieme. In molti si chiedono come sarà questo nuovo inizio, altri continueranno a dire che siamo destinati a scontrarci per sempre. Altri sono semplicemente scettici che le cose possano cambiare. C’è paura e sfiducia costruita negli anni. Ma se scegliamo di essere condannati dal passato, non andremo mai avanti. Lo dico soprattutto ai ragazzi, ai giovani di ogni paese: voi avete il paese di disegnare il mondo, di ricostruire un nuovo mondo. Vogliamo impiegare i prossimi anni a combatterci o a lavorare insieme, per dare un futuro migliore a tutti gli essere umani? E’ più facile iniziare una guerra, piuttosto che concluderla. E’ più facile odiarsi, piuttosto che notare le cose che abbiamo in comune. Quella che vi indico non è la strada più semplice ma è la strada giusta. Non dobbiamo fare agli altri quello che non vogliamo venga fatto a noi. Quello che mi ha portato qui è la fiducia delle persone. Noi possiamo realizzare il mondo che vogliamo, ma ce la faremo solo con coraggio. Ce lo dicono la Bibbia, il Corano, la Torah. Siamo tutti uguali. La gente del mondo può vivere insieme in pace. Sappiamo che questo è il progetto di Dio. Ora è il momento di metterlo in pratica”.

Vabbene si, chiamatelo culo

Se andassimo tutti via, ci trasferissero tutti quanti in massa su un’isola, tra stranieri, sono sicuro riscopriremmo il valore del vicendevole aiuto.
Ci troveremmo in minoranza e ci aggrapperemmo a qualsiasi appiglio. Persone, uomini a cui non avremmo rivolto la parola nel nostro ambiente,
tra le nostre sicurezze, diventano improvvisamente paesani, amici di una vita che con una pacca sulla spalla ti spingerebbero verso il bar
più vicino per il prossimo inesorabile caffè.
Ti renderesti conto però che quello sguardo che prima sembrava rivolto altrove, era li ad osservarti da sempre, ma adesso sembra accudirti in quanto simile.
In un concetto di vicinanza assurdo, ma reale.
Cosi, se avessi perso un paio d’occhiali in una piazza italiana, sono sicuro che non li avrei più ritrovati.
In vacanza, invece, può capitarti di essere accudito da altri italiani, e ritrovare quegli stessi occhiali da sole la sera successiva.
Li avevano accuditi, sicuri di poterci rincontrare nei nostri percorsi da turisti. Li hanno visti li per terra ed hanno pensato di conservarli.
Un gesto semplice che però racchiude molti nostri comportamenti, che ci dovrebbe aiutare a riflettere sulla soglia di attenzione che normalmente riserviamo

a chi ci sta incontro.
Adesso ho cosi dei bolognesi da ringraziare.
Insieme alla buona sorte (chiamatelo pure “culo”) di essermeli trovati li vicino.

Guerra tra bande, senza esclusione di colpi

Essere stato fuori, non mi ha permesso di fregarmene comunque.
Avete visto il casino messo fuori dal Giornale per incastrare i giornalisti di Repubblica?
Altro che servi.
Occorrerebbe davvero far passare a reti unificate certi messaggi, urlare per le case svegliatevi, non è tempo di dormire, non siate sudditi, prendetevi la democrazia che vi spetta, non delegate, andate per le strade, impegnatevi.
E prima di tutto occorrerebbe dirlo a se stessi.

Tu, dormi e sogna cosi

Frankfurt, Francoforte

Il ponte era lungo e non poteva che essere premiato da una fuga, quanto basta fuori dai confini, come oramai consuetudine da un pò di anni.
L’aeroporto di Orio al Serio a pochi chilometri è senz’altro un’occasione poi da non lasciarsi scappare, con le centinaia di compagnie che da qui prendono il volo.
Nel mese di Marzo, alla ricerca di un’offerta allettante Francoforte sembrava la meta ideale. Non mi ero spinto finora verso i confini teutonici, ed è un’offerta da 25 euro per andata/ritorno era da non lasciar scappare.
Un veloce giro di telefonate ed ecco pronta la compagnia. Sempre sul filo del rasoio, a dire il vero, fino a pochi giorni prima della partenza, tra la possibilità delle mie prossime trasferte lavorative e gli impegni pressanti di Ale.
Ma venerdi eravamo pronti all’appello tutti quanti. Baciati da una fortuna che lanciava buoni presagi, tra colonne di passeggeri in attesa da ore, il nostro volo partiva in perfetto orario.
Da li in poi sono stati giorni divertenti, insolitamente poco stancanti, visto il passo perennemente interrotto dalla pausa birra e salsicciotto. Decisamente dovuta.
E Francoforte è stata una bella scoperta, una città che dai paesaggi del centro e della cosidetta Mainhattan, coi suoi grattacieli, accompagnava fino al centro che ti aspetti, con le case dal contorno irregolare, per poi giungere fino al Meno, intensamente vissuto in queste giornate, con i musei sulle sue sponde, una gita in battello, e che una notte ci ha condotto ad uno spettacolo di luci e fuochi d’artificio davvero spettacolare, e soprattutto inedito per i nostri occhi. Magnifico.
Perchè siamo fortunati al punto da incontrare in questi giorni la TurnFest, una festa particolarmente sentita da quelle parti, una sorta di parata delle associazioni sportive che donava una particolare vitalità a quei viali, tra stuoli di ragazzi in magliette monocolore, in sfilata e poi in esibizione lungo il Meno.
Non c’è stata solo Francoforte, che pur offrendo molto è piuttosto piccola comunque, al punto da poter girare quasi completamente a piedi da una parte all’altra.
C’è stato il tempo cosi di spingerci fino ad Heidelberger, a quasi un’ora di treno da Francoforte, una piccola cittadina universitaria famosa per il castello di Schloss ed un centro davvero caratteristico. E per una birra, ma che ve lo dico a fare, fantastica.
Giusto un attimo prima di fare un’ultima scorpacciata di wurstel per prepararsi ad una lunga notte in viaggio fino all’aeroporto di Hahn, a due ore di pulman dalla città. E con l’aereo alle sei del mattino. Insonne, insomma.
Non vi dico altro se non di fare una visita alla galleria fotografica, dirà senz’altro più che il fiume di parole con cui potrei riempire queste righe.


P.s. Per chi fosse in cerca di qualche consiglio per un viaggio da quelle parti, nei prossimi giorni cercherò di scrivere un piccolo bignami per un viaggio in quella direzione.

Tornato

Sono appena tornato da Francoforte, felice delle giornate trascorse e dei compagni di viaggio.

Memore delle esperienze passate è stato un grande regalo.
Io, Silvia, Ale e Joy.
Ho passato la giornata a dormire, dopo l’ultima notte insonne in viaggio, e adesso provo a mettere ordine tra le foto. Ho avuto modo di testarla a dovere, con risultanti altalenanti, consapevole di avere tantissimo da imparare, e non ne vedo l’ora.
Intanto, ci vediamo nei prossimi giorni, vi racconterò il viaggio.