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Guarda più in là

Giravo intorno già da qualche giorno.
Aprivo la pagina, con poca voglia di tornare a scrivere.
Era il desiderio di prolungare vacanze più brevi del solito, in uno spazio in cui ogni forma di composizione cerebrale potesse vivere distante.
Perchè è stato cosi fin dall’atterraggio, anzi no, fin dalla visione del mare intorno a Punta Raisi. Ogni pensiero che mi aveva fatto compagnia fino a qualche momento prima era scomparso, e cosi è stato per tutti i giorni passati li.
Il web l’ho bandito, dei tg potevo al massimo seguire la sezione “Cultura e Società” del Tg2, i quotidiani, seppur comprati un paio di volte, rimanevano perfettamente ripiegati e consumati sono nella pagina del sudoku, che di cerebrale ha ben poco.
Poche letture, se non si conta una piccola parentesi di qualche giorno, in cui, forse in cerca d’ispirazione vacanziera, ho letto un romanzetto di un pò di tempo fa.
Tutto scorreva nella leggerezza di una canzonetta estiva rilanciata dagli altoparlanti del vicino Villaggio vacanze, nelle passeggiate in spiaggia a contare granelli di sabbia, nelle lunghe partite a beach volley aspettando che il sole si andasse a nascondere dietro l’orizzonte lungo la direzione della Rocca che nasconde Cefalù.
Incontrando qualche vecchia conoscenza, scambiandosi futili impressioni sulle giornate, facendo il conto sulle rispettive vite, e lasciando distanti i discorsi che tanto affabbulano la mia testa nelle serate invernali.
E si scopre una vaga sensazione di benessere nella spensieratezza che ho voluto inserire quasi come auto-monito al nome di questo blog, tempo fa.
Quando poi, oramai una settimana fa, l’afosa pianura lombarda è tornata a farmi compagnia, volevo che quei pensieri dirarati fossero parte di me. Volevo trasformarla in una nuova ambizione per questi mesi.
L’ambizione di raccogliere ciò che di buono ho intorno, lasciare che le lamentele e le lagne trovassero meno posto tra i miei pensieri.
Un pò di tempo fa un amico mi diceva di quanto lui non aspettasse niente di più di quello che potesse dargli ogni nuovo giorno, senza l’ansia d’inseguire quello che comunque sarebbe arrivato. C’è chi vive cosi, e sebbene io possa essere lontano mille miglia da questa forma di pensiero, troppo abituato ad inseguire obiettivi sempre nuovi, e con queste le frustrazioni connesse, vedo nel sapere godere della bellezza del momento, nello svuotare di tante inutilità, una chiave di saggezza che voglio raccogliere.
Ed è cosi che mi sono lanciato anch’io nel gioco del pensiero positivo, sforzandomi di non lamentarmi mai per tre settimane, e ricominciando ogni volta che questa trappola mentale si ripresenta.Non può che farmi bene, in fondo, no?

Con molta calma

Torno, torno…

Full immersion

E’ andata un pò a rilento in questi giorni, l’aria di vacanze cominciava a farsi sentire.

Domani si parte. Valigia pronta e per un paio di settimane nessun aggiornamento da queste parti.
E non fatemi fare uno di quegli incubi da blogger in cui tutti i feedreader si cancellano in pochi giorni!

La sicurezza è di sinistra

C’è anche chi pensa, saggiamente che la sicurezza debba diventare un argomento della sinistra, senza lasciare spazio a ronde dai nomi terrificanti che fanno battaglie neanche fossero i guerrieri della notte.
Da leggere.

Emigrati d’una volta

Altri tempi, quelli per cui si tornava a casa una volta l’anno. Si perdevano i momenti importanti di ogni famiglia nell’attesa di lettere che arrivavano sempre troppo tardi.
Si partiva con niente.
E come siamo cambiati anche fisicamente. Un’immensità di differenze.
Quando eravamo noi gli stranieri.
E che differenza, la Rai, servizio pubblico una volta.

(grazie a Freddy)

Al chiaror del mattin

In questi giorni ho sentito un pò di amici salutarmi, partire per i loro campi scout.

Sono passati intanto già tre anni dall’ultimo campo estivo. Si, un pò di nostalgia, per avere abbandonato quelle esperienze, c’è. Ma fa parte delle scelte di questi anni.
Sono gli odori che però non vanno via.
I pali di castagno, i cordini arrotolati a formare legature, le cucine di campo, il sapone delle pentole, la terra bagnata di brina al risveglio, il fumo negli occhi durante i fuochi notturni.
I campi sono l’esperienza fondamentale per ogni scout, e chi non ha vissuto quelle esperienze probabilmente sorriderà ironico a queste mie parole.
Ma li c’è tutto ciò che serve. Non c’è quell’iconografia banale e stereotipata. C’è la società per intero.
C’è la comunità, la quotidianità del vivere insieme, le gioie per i giochi, ma anche tutto il contrario. C’è l’invidia tra le squadriglie, ci sono le piccole liti tra i piccoli gruppi. C’è l’amore che sboccia tra le tende, di nascosto da noi capi, che sembriamo non cogliere molti dettagli.
C’è l’atmosfera di libertà che difficilmente hanno vissuto prima e che probabilmente sarà difficile ritrovare in futuro.
C’è la responsabilità verso se stessi e verso gli altri che fino a quel momento nessuno ha avuto modo di accordargli.
Probabilmente se vi fermate al bagaglino e allo stupido sketch di Verdone, non capirete.
Ma, se conoscete qualche scout, provate a chiedere dei loro campi da ragazzi.

Vedrete i loro occhi illuminarsi, ne sono sicuro.

S.B.

Avete notato che non parlo neanche più di S.B. Mi ha stufato, sinceramente.
A che serve scrivere se chi dovrebbe capire non dovrebbe avere più alibi?

Germogli

Una settimana pericolosamente vorticosa

Sta andando proprio bene la settimana. Non c’è che dire.
Già il week end scorso si passeggiava su livelli da tempesta. E tra alti e bassi ieri la degna conclusione. Sperando che si fermi qui.
Il sasso che stava scivolando dalla montagna sta cercando di tornare su, in un modo o nell’altro. Ma non si sa quanto ci vorrà, dipende molto dalla dimensione di quel sasso li.
Devo capire ancora molto di quello che è successo. Non è facile dimenticare, ed in questo momento voglio soprattutto capire. Mercoledi la sorpresa e la possibilità di parlarsi guardandosi negli occhi però è stata utile, inaspettata ed apprezzata. Vedremo.
Intanto c’è stato il tempo per una bella serata, con una di quelle amiche che riscopri dopo molto tempo sul tanto vituperato Fb e con cui riscopri tanti pensieri simili. Anche lei a Milano, dopo un anno a farci incontrare è servito il concerto della tanto amata Malika Ayane, in una villa barocca qui vicino, ed è stato davvero delizioso. Non ho ancora capito cosa mi abbia preso di lei dopo aver ascoltato un paio di canzoni, e poi per intero il suo disco. Ma si sa, le alchimie sono strane da comprendere. Una serata estiva, che ci voleva davvero.
Ho avuto poca voglia di scrivere, e molta voglia di pensare e di distrarmi. E cosi ho scoperto Lost, di cui tanto ho sentito parlare tanti estasiati. Vi basti sapere che divoro almeno tre puntate al giorno. Quasi ossessivo.
E poi ieri. Tranquillo tornando da lavoro, volevo passare dalla farmacia. Non l’avessi mai fatto.
Frenata improvvisa della macchina che mi precedeva. Frenata mia, di conseguenza. Ed urto di un povero ragazzo in moto contro la parte sinistra della mia macchina.
L’ho visto perdere il controllo dallo specchietto posteriore, e sbalzare dall’altro lato della strada, contro una siepe. Il tempo di andare a soccorrerlo e il tipo davanti a me era già andato via. Gli stronzi ed i loro telefonini non mancano mai. Per fortuna il ragazzo era cosciente, e all’arrivo dell’ambulanza sembrava tutto apposto. Sono stato accanto a lui quanto potevo. Avevo un misto di timore per il suo stato e di rabbia per colui che era andato via. Sapevo di non avere responsabilità, e per fortuna ero supportato da molti testimoni che avevano visto chiaramente quello che era successo.
I carabinieri, giunti dopo un’ora abbondante, mi hanno spiegato come alla fin fine la colpa sia del motociclista, che non rispettava la distanza di sicurezza. E che, per quanto disdicevole il comportamento del fuggitivo, non era comunque coinvolto dell’incidente. La frenata improvvisa può essere sempre possibile.
Ho sentito un paio di volte i genitori del motociclista. Sembra che sia cosciente perfettamente, ma ha avuto danni a fegato e rene. Anche se non si sa di quale entità. Sono in ansia, naturalmente.
Speriamo bene.
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Per Paolo