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Primo post da un iPhone

Sto cercando di capire quanto può essere comodo scrivere i miei post da un iPhone. Per inciso dal nuovo Apple store di Carugate, quello dove sabato la gente si accalcava manco fosse. Mica male. Avrò un nuovo passatempo in pausa pranzo, adesso.

Franza o Spagna, purchè se magna

Se qualcuno se la fosse persa, dovrebbe andarsi a prendere l’intervista rilasciata al tg5 da Clemente Mastella, intorno al 6′.
Segna il ritorno in campo del democristiano più incallito, dell’opportunista senza remore.
Lui morto a sinistra, risorto a destra.
Risorto, in termini cristiani, dopo essere stato perseguitato ingiustamente, per via della sua fede, come capita a tanti cattolici, a suo dire.
Una vittima, che accetta la sua sorte per aspettare tempi migliori.
E che già si schiera con i promotori del partito del Sud, entrando nella questione federalista, e dichiarandosi a favore di una divisione dell’Italia.
E’ un piatto molto ambito, in questo periodo

Milano

Ogni tanto Milano si rende meno stomachevole del solito,
anzi si fa scoprire in pomeriggi perfetti.

Roba da non crederci

“Provo una forma di sconosciuto piacere nel riprendere in mano formule e dimostrazioni infinite”

Che modo astruso e ampolloso per definire il piacere che ho riprovato nel riprendere il gusto per le dimostrazioni matematiche, in questi giorni.
Il lavoro d’ufficio ha di solito ben poco a che vedere con ciò di cui all’università ti sei riempito la testa, cosi concentrato sulla pratica, e per il quale a pochi veramente importa cosa ci sia dietro.
Per cui quando mi è stato assegnato un compito cosi ben piantato sulla teoria, non pensavo di esserne di nuovo in grado, di aver perso la stoffa.
Eppure, in pochi giorni, ricercando paper in rete, mi sono ritrovato di nuovo in mezzo a dimostrazioni, a formule, come non mi accadeva da tempo, e non mi è parso vero trovare un certo piacere, una sorta di rilassato stato dei sensi, nel riprovare a ricostruire il senso di quelle dimostrazioni, nel giungere al cosi volevasi dimostrare.

Roba che se me l’avessero detto quando preparavo gli esami…roba da nerd insomma.

Mandami in villa una Escort di 25 anni

Vabbene che per lui l’elettore medio ha un età mentale di quattro anni (Berlusconi 2007), e probabilmente in questa intuizione dimostra la sua genialità.
Ma giocare sull’omofobia italica, e su ogni altra forma di pensiero da basso ventre per giustificare i propri comportamenti, secondo la regola che nessuno è senza peccato, pensando cosi di ribaltare la situazione è quanto di più offensivo un cittadino italiano non riceva da almeno sessant’anni.
E allora continuiamo a far vignette e a prenderlo in giro, sperando, desiderando, che si sbagli.
E vi consiglio, poi, una lettura a questo post di Vittorio Zambardino.

Sconclusionando Settembre

Ecco quello che mi manca per tornare a scrivere con continuità è una posizione più adeguata, che metta ordine tra le mie sgangherate posizioni.
E nonostante Materazzi trovi il tempo per querelarlo, Coliandro comincia a piacermi quanto l’idiozia di un Jack Black qualunque, fuori dalle pose da ispettore Callaghan, da uomo con l’ego sparato, che poi si perde nel nulla delle sue corse in macchina e delle birre scolate a fiumi.
Nel frattempo, inevitabilmente, ci si perde nei suoi occhi, in cui tutti possono incontrare cio che non sono mai stati, ciò che in quell’istante potrebbero diventare. E da quel momento non possono più farne a meno.

Cronaca da un addio al celibato

Ancora non ho capito se sia stata la nostra festa, piuttosto che quella del festeggiato.

Perchè davvero questo fine settimana abbiamo dato fondo alla nostra creatività, ed alla nostra crudeltà, per festeggiare il primo della compagnia a metter su famiglia.
Il coinquilino, il collega di studi all’università, il compaesano, tra poco più che una settimana farà il passo più lungo.
E visto che già l’evento mette i battiti in accelerazione con la sola idea a molti di noi, abbiamo pensato di esorcizzare i nostri pensieri trasformandoli in un grande gioco continuo, che non si sa ancora se sia finito.
Tutto organizzato in pochissimo tempo, nonostante ne continuassimo a parlare da almeno due mesi senza riuscire a trovare una soluzione buona per tutti.
Ed allora venerdi è scattato il piano d’emergenza, che forse per quel bel pò di improvvisazione, è stato il migliore.
Con una scusa decidiamo di lasciarlo a casa, io ed N. usciamo da casa per incontrarci con il terzo della compagnia. Appuntamento in autogrill e poi dritti verso Bergamo Alta, il punto migliore per realizzare ciò che avevamo in mente.
Salita in funivia e poi in un bar davanti ad una birra per preparare la caccia al tesoro. Biglietti bruciacchiati per l’occasione ed una miriade di vicoli ed angoli dove nascondere i nostri messaggi.
E devo dire di aver dato fondo alle mie esperienze da vecchio scout, in quanto a sadicità.
Ci sediamo intorno ad una fontana, notebook sulle gambe, cellulare per chiamarlo nel sonno, e all’una di notte lo contattiamo.
– “Sveglia P., collegati su Skype!”
Comincia cosi la caccia, via webcam, fin dall’individuazione del posto in cui ci trovavamo.
Ci dovrà raggiungere poi, vestirsi durante la caccia in modi piuttosto ridicoli, ed essere vittima dei nostri scherzi e delle risate dei bergamaschi oramai coinvolti nel nostro divertimento. Su e giù per la borgata.
Fino alle sei del mattino, quando oramai stanchi, torniamo a casa soddisfatti, dopo aver bevuto una bottiglia di Nero d’Avola, giusto premio finale, sul belvedere di Bergamo.
Ma non era finita.
Sabato di riposo. Anche la sera in casa. Per una giusta causa.
E poi, alle cinque e mezza del mattino, le note di “We are the champions” a svegliarlo. Banale si, ma quanto mai efficace.
Lui nuota nel letto, guarda l’orologio e ci maledice.
– “E l’ora di svegliarsi, prendi costume, maglione di lana e scarpe da ginnastica.”
Si fila in macchina fino alla Val Sesia.
Oramai ha già capito tutto. Si va a far rafting.
In un posto magnifico, nonostante il cielo uggioso della mattina. Ai piedi del Monte Rosa.
Io felice come un bambino e non vedevo l’ora.
Una giornata davvero unica, nonostante la defezione del festeggiato stesso, dopo il terrorismo psicologico degli istruttori, che ha un pò sferzato anche i nostri entusiasmi per un pò.
Ma forse non voleva rischiare troppo, sennò la promessa sposa ad un benchè minimo danno, avrebbe fatto nero lui e poi anche noi!

Ma due ore e passa in acqua ghiacciata a pagaiare contro la corrente, a lanciarsi tra le rocce delle gole, a capovolgersi con i gommoni, e comunque la sua gratitudine nei nostri confronti per aver ideato tutto questo che era chiara nonostante alcuna parola, ha annullato tutto.
Perchè poi ad aspettarci in un rifugio c’era polenta e selvaggina in quantità e del buon vino.
Cosa chiedere di meglio che un paio di amici e un bel pò di sorprese per vivere spensierati?


(e non è ancora finita).
Qui un pò di foto.

Libero, il futuro

Oggi come diciotto anni fa. In maniera completamente diversa. Sempre ad affiggere quella lapide di carta, simbolo della rabbia contro le istituzioni che lo abbandonarono. Sempre strappata e sempre riposta come nuova.

“La resistenza possibile è fare bene le cose”

Un paio di giorni fa Robertino Saviano è stato a Cinisi, alla presentazione del libro di Giovanni Impastato.
Episodio inaspettato, visto il regime da sorvegliato speciale in cui vive.

Non ero li, naturalmente, ma delle sensazioni di chi c’era, come Robi, Ale e Silvia, mi è stato trasmessa l’emozione dell’incontro, della pesantezza delle sue parole, robuste come macigni e ben piantate a terra.
Sagge, come quando parla dell’Onore, caratteristico dei Siciliani, di cui ne hanno rubato il senso puro, nobile, per regelarlo ad un codice da affiliato.
Quando parla del senso della resistenza, ed usando cioè che in proposito gli disse Enzo Biagi, rievoca il senso dell’impegno di ognuno di noi, usando le sagge parole di Elio Petri:

La resistenza possibile è fare bene le cose

Dicevo non ero li, e cosi ho cercato di recuperare il video, per offrirverlo. Dieci minuti spesi bene.
http://www.youtube.com/get_player

http://www.youtube.com/get_player

(nella foto Roberto e gli Amici di Addio Pizzo)

Leo è arrivato

C’è chi dice che non ci sia da fare affidamento, cosi sfuggenti ed inaffidabili, cosi poco fedeli…

ma io ne ho sempre ammirato l’indole selvaggia, libera, ruffiana, i loro occhi curiosi.
Se ne sentiva l’assenza dopo Ombra.
Ma adesso è tra noi.
Siamo andati a prenderlo oggi pomeriggio, ed adesso, dopo la prima fase d’ambientamento, dorme già nella sua cuccia.
E’ stupendo.Domani racconterò di più, per adesso soltanto una foto del suo arrivo (con il cellulare, e qualche altra è su fb).