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Parole sante

Pif, con questo finale all’ultima puntata della sua trasmissione, racconta bene, da buon emigrante, i sentimenti della Sicilia che conosco meglio.
Solo su un punto no raccoglie la mia approvazione. L’omertà è una bella invenzione letteraria, da cartolina con le tre scimmiette, dalla quale prima o poi dovremmo affrancarci.
E non perché non esista la cultura del silenzio, ma perchè essa esiste ad ogni latitudine. Perchè se la paura fa parte dell’uomo, la normalità non dovrebbe richiedere il coraggio come metro per misurare la propria moralità.
E questa non è un assunzione.

Ai campi

Chissà perchè quando l’ho beccato sabato scorso al Leoncavallo, con quella sua aria da annoiato dalla vita, non gli abbia mollato una testata.

Un tanto al chilo

La democrazia è troppo sopravvalutata, o almeno il suo stato è quanto meno comatoso se può essere usato il voto come pedina di scambio per un allenatore da cacciare, o un presidente da svegliare.
È questa l’idea più popolare, il mainstream, che il voto non possiede alcun valore se non quello di essere utilizzato come merce da vendere al miglior offerente per quella che, di volta in volta, è l’esigenza più pressante.

Una nuvola è di troppo

E questa sera sarei voluto scappare a Parma per festeggiare quel cugino che è quasi un fratello, per quel suo traguardo, ed invece sono rimasto bloccato dal tempaccio che mi segue costantemente quando ci sono appuntamenti che non vorrei farmi scappare. Perché, come dice Clooney nel bel “Tra le nuvole”, ogni famiglia ha la sua colla che la tiene unita, ed anche se non lo sarò sempre, mi piace di tanto in tanto fare questa parte.
Ed invece, una nuvola, qualche volta, è di troppo.
Il ragazzo poi ha dei bei sogni, che vanno alimentati, per cui un modo per recuperare questa giornata lo troverò.

È tutto molto più complicato

Ho molti dubbi e qualche domanda sulle dichiarazioni di oggi di Ciancimino. Riassumono molta della discussione antiberlusconiana di questi anni, ma la restituiscono in una maniera assolutamente semplicistica che lascia aperti molti dubbi. Alcuni dei quali trovo ben sintetizzati qui, da Tommaso.

“Sentendo quel che ha da dire, mi viene sempre più da pensare che Berlusconi, se Ciancimino ha ragione, fa la figura del povero cretino, e provoca una certa compassione. Perchè il racconto ci mostra come il mitico Presidente del Consiglio, rinnovatore dell’Italia e monopolista del dibattito pubblico degli ultimi vent’anni, sia stato un piccolo uomo totalmente alla mercè e sotto il ricatto della mafia, fin dagli inizi. Uno strumento inventato da altrui fini.”

Probabilmente la verità é immensamente più complicata da non costringerci all’illusione, benché l’odore del sangue possa soddisfare i nostri più istintivi desideri.

Anche questo è eroismo

Mi sto accorgendo di aver maturato una sorta di venerazione nei confronti degli imprenditori, di quei piccoli imprenditori che stanno ancora li, accanto a te, tirandosi su le maniche della camicia, se necessario.

Cerco di carpirne le storie, di scoprirne il passato, per comprendere le congiunzioni astrali, le improvvise fortune o le follie, da cui ha avuto inizio la loro avventura.
Ascolto le loro storie e mi rendo conto di quanto troppo spesso sia sottovalutata l’importanza delle loro capacità per questo paese, di quanto piuttosto rappresentino la parte più sana della nostra società, attraverso quella voglia di mettersi in gioco per poter giocare le proprie carte senza attendere che nessuno li buttasse dentro.
Troppo spesso bistrattati nel comune pensare perchè messi in ombra dalle ordinarie storie d’ingordigia, ci fanno dimenticare cosa cosa significhi essere un’imprenditore serio, che onora i propri impegni verso i propri dipendenti e verso i propri creditori, che mette in rischio il proprio capitale senza conoscere con esattezza quanto di questo tornerà indietro, che non si fa abbindolare da trappole finanziarie, che ha la necessità di eseguire alla perfezione ogni commessa per guadagnare rispetto e possibilità future.
Una realtà che esiste, e che Dio la benedica.
Sono stato una settimana in giro con uno di loro, il mio capo (che, ve lo assicuro, non legge questo blog, per cui non accusatemi di ruffianeria), e questa cosa qui l’ho compresa fino in fondo. Ho ascoltato le telefonate che ha condiviso con me, i suoi sfoghi per i problemi che di volta in volta si trovava a risolvere, ho cercato di capire come abbia fatto insieme ai suoi soci a far crescere l’azienda in questi anni dalle poche unità iniziali fino alla cinquantina di oggi.
E ho visto una grande determinazione ed una passione, non spiegabile con il puro interesse economico, perchè, ne sono sicuro, in altre posizioni potrebbe godere di maggiori benifici, nonchè di una tranquillità imparagonabile.
Sarà stato il caso, ma poi, una sera, uscendo da un ristorante, proprio vicino alla cassa, ho letto un pensiero di Luigi Einaudi, che perfettamente calzava con quello che girava per la mia testa.

Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.

Ce ne dovremmo ricordare più spesso, e se dovrebbero ricordare più spesso i nostri ministri , troppo interessati spesso agli interessi di chi non rispetta le regole della buona imprenditoria.

Porno revival

S’ha da magnà

Sono in giro, vedo gente, faccio cose.
Insomma latito un pò da queste parti.
Si fa dura aggiornare il blog quando si lavora davvero.

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Per giornate così

Prossime tendenze

Comunque sia, l’uomo col borsello tornerà rampante.