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Gli altri sono peggio

Esce fuori il meglio, è vero, in questi momenti.
Ma vengono fuori anche tutti i mostri nascosti nella nostra testa.
Ci sono gli atei convinti, sostenitori della scienza primaditutto, che diventano adepti di sismologi per hobby.
Ci sono quelli che gli i calciatori dovrebbero donare il loro stipendio, i parlamentari anche. Perchè poi dovrebbero venirtelo a dire chissà poi.
Quelli che lo stato dovrebbe donare i soldi del montepremi del superenalotto. Ma nessuno che inviti a non giocare quei soldi al superenalotto e usarli in altra maniera.
Quelli per cui la colpa è sempre degli stessi, quelli che è vero che stanno rovinando l’Italia, per cui questa è anche colpa loro, vedi l’Impregilo, che forse stavolta neanche c’entra.
Quelli insomma, per cui sono sempre gli altri, il problema.

p.s. Ma perchè poi si dice gara di solidarietà? Si vince qualcosa?

Superficiali

Maledetta superficialità.
Me la chiamano banale, la vita quotidiana.
Quando basterebbe trattare bene il proprio posto nel mondo.

A cosa pensare adesso

In questi momenti cosa fare, a cosa pensare.
Occorre non farsi prendere dall’emotività, per non cadere in trappole di improvvisate raccolte benefiche. Il passato ci ha insegnato a non fidarci troppo.
Pensare di correre li in questo momento risulta istintivo ma creerebbe soltanto caos ulteriore. Occorre essere preparati, adesso, alla situazione, e affidarsi all’organizzazione di serie associazioni.
Su questo Wiki si possono trovare altre utili informazioni.
L’Agesci dal canto suo ha già dato la sua disponibilità e già sono attive alcune pattuglie abruzzesi sul campo, come sempre in situazioni di questo tipo.
Occorrerà lavoro per tantissimo tempo. Diec’anni fa, quando un altro terremoto sconquassò l’Umbria, con il mio clan di allora andammo a dare una mano. Soltanto però nell’estate successiva, e comunque trovammo molto da fare. Ci trovammo a dare sostegno morale alle famiglie spostate dalle loro case a situazioni di fortuna e, nel nostro piccolo, provammo a dare un pò di sollievo e di gioia. Ci sarà quindi posto per tutti, se tra qualche mese non ce ne dimenticheremo.
Adesso poi non è il tempo delle polemiche, ma quando la situazione si sarà stabilizzata dovremmo cominciare a porci delle domande sul perchè in una zona altamente sismica come l’intero territorio Italiano, edifici nuovi si sbriciolino cosi facilmente.
Riprendendo dal sito dei Mille la dichiarazione del geologo Enzo Boschi, il cemento armato può cedere cosi per tre motivi:
1) un lago sommerso che amplifica le onde sismiche (non questo il caso!), 2) un terremoto fortissimo, più forte di questo che è stato in realtà meno intenso di quello del 1997 in Umbria, 3) il cemento armato sia fatto male.
Come può accadere? Qualcuno spero che paghi per tutto questo.
Sul fronte poi delle iniziative politiche ho fatto circolare anch’io su facebook l’invito al governo ad indire l’election day, che consentirebbe di risparmiare fino a quattrocento miliardi di euro, e osteggiato finora da coloro che vorrebbero far fallire il referendum. Non mi sembra che sia tempo per giochetti.
Altre proposte interessanti poi le trovate qui.

Andate al mare

Divertente, davvero.

Chiacchere inutili

A margine della tragedia da particolarmente fastidio lo sciacallaggio.
Erano passate poche ore dall’evento e già su Fb si moltiplicavano gli inviti contro Bertolaso, colpevole di non aver prestato ascolto ad un tecnico dell’istituto di Astrofisica che avrebbe predetto il sisma.
Io, che da ignorante ho sempre saputo dell’imprevidibilità dei terremoti, un sobbalzo sulla sedia l’ho avuto. Cosa avrebbe dovuto fare la protezione civile, spopolare tutti i paesi dell’Abruzzo solo per un’ipotesi di un tecnico che va contro tutti gli studiosi del mondo?

Poi a ben vedere, basta alzare il tappeto per comprendere che le cose stanno in maniera ben diversa.

Come ricorda Francesco Costa:
1. il signor Gioacchino Giampaolo Giuliani è un collaboratore tecnico non laureato dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario di Torino, che è una delle venti strutture INAF;
2. il signor Giuliani lavora, come collaboratore tecnico, presso i Laboratori Nazionali dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) del Gran Sasso per conto di IFSI-INAF, nel quadro di una collaborazione multipartner nell’esperimento LVD (Large Volume Detector) per la rivelazione di neutrini prodotti da collasso gravitazionale stellare;
3. le attività del signor Giuliani rispetto la presunta possibilità di previsione di terremoti non sono una ricerca INAF, ma vengono svolte dal Giuliani stesso per scopi personali al di fuori dell’orario di servizio per l’Istituto.

Quindi primo punto, quest’uomo non è un esperto di sismologia.
Secondo punto le previsioni erano generiche ed imprecise, capaci soltanto di creare confusione nella popolazione, come si legge su questo blog della rivista Le Scienze:

” il primo tra i recenti interventi di Gioacchino Giuliani è stato questo, su Donne Democratiche, il 24 marzo. Qui Giuliani dice: “Mi sento di poter tranquillizzare i miei concittadini, in quanto lo sciame sismico andrà scemando con la fine di marzo.”

Eppure pochi giorni dopo, domenica 29 marzo, lo stesso Giuliani (secondo la ricostruzione del “Corriere”), annuncia al sindaco di Sulmona che di lì a poche ore la città sarà colpita da un sisma devastante. Il sindaco, dal Congresso del PDL, è comprensibilmente turbato. Nella città abruzzese, raccontano i cronisti, la gente è in strada con coperte e materassi. E in effetti la notte di domenica 29 marzo un sisma c’è, ma è di magnitudo 4, e si inserisce normalmente nel contesto dello sciame sismico di bassa intensità che sta colpendo la regione ormai da mesi.

Pochi giorni dopo Guido Bertolaso denuncia l’accaduto, con parole forti, e Giuliani viene denunciato per “procurato allarme”. […]

Come si spiega che il terremoto devastante previsto per domenica 29 marzo non sia avvenuto?
Come si spiega che per il terremoto violento di questa notte non sia stato lanciato l’allarme dallo stesso Giuliani o dai suoi collaboratori? Giuliani spiega nelle interviste di oggi che il sisma era prevedibile, e che ieri sera lo vedeva anche dai sismografi. Perché non ha nuovamente lanciato l’allarme?

Si può dire “prevedere i terremoti”, se lo annuncio una settimana prima in un posto e invece succede una settimana dopo in un altro? Intendo dire: se si fosse dato retta al primo allarme si sarebbe evacuata Sulmona per un paio di giorni, immagino. Poi, tutti a casa. Il terremoto invece ha colpito più a nord, e una settimana dopo. Come si fa a dire che era una tragedia annunciata?
Lo sciame sismico in corso in Abruzzo è lì da mesi. Ma un episodio violento avrebbe potuto esserci oppure non esserci. Il 24 marzo, secondo lo stesso Giuliani, tutto si sarebbe esaurito entro pochi giorni…

Dalla cronaca, francamente, mi pare di capire che hanno ragione i geologi: non si possono prevedere i terremoti. Non con quel grado di certezza che permette di dire quanto saranno violenti e quando accadranno entro un ragionevole margine di approssimazione.

Peraltro le misure del radon, considerato un importante precursore sismico, sono allo studio da decenni. Su google scholar, il primo articolo che parla anche di radon tra i precursori sismici si intitola così: Earthquake prediction: a physical basis. Ha 270 citazioni, ed è uscito su “Science” nel 1973. Dunque non è che i geologi di tutto il mondo sono degli sprovveduti. Piuttosto non ritengono di avere ancora abbastanza informazioni dai precursori sismici per dire di poter prevedere i terremoti.”

Per cui non prendiamocela con nessuno, questa volta non ci sono complotti in atto.

Abruzzo

All’Abruzzo sono legato con un sottile filo. Me ne innamorai immediatamente quando qualche anno fa decisi di organizzare un campo estivo con il mio Reparto di allora.
Quel campo restò una pietra miliare, uno dei ricordi più belli di tutta l’esperienza da Capo Reparto. Un momento che ancora oggi capita di evocare nei ricordi dei ragazzi di quel gruppo. Fu costellato di grandi sfighe, tra fratture, slogature, piogge torrenziali, alternati a momenti d’intensità unica. I paesaggi, con il profilo massiccio del Gran Sasso, con quei prati di un verde intenso, con i rivoli d’acqua a creare piccole cascate, disegnarono una cornice perfetta per la nostra avventura.
Si era creato immediatamente un legame speciale con quei luoghi. Una terra aspra, selvaggia, abitata, nei miei incontri, da gente semplice, legata alle tradizioni, in un modo che ho sempre sentito vicino a noi Siciliani. Una terra a cui era troppo difficile non legarsi. Arrivai li grazie ad uno splendido incontro, in un campo di formazione per scout, in quel di Ascoli, con una Abruzzese. Un incontro da cui si creò un bel rapporto, un’amicizia legata da pochi incontri ma da grandi chiaccherate, via sms prima e poi con l’IM. Visitai una parte dell’Abruzzo con lei quando andammo a fare il sopralluogo al campo, e poi ci incontrammo ancora in Sicilia quando la convinsi a fare un tour dell’Isola.
Stamattina, tornavo in macchina verso le sei di mattina dall’Aeroporto di Malpensa, quando la notizia del terremoto, dapprima non chiara nel suo dramma, arrivò a me. Non potuto fare a meno di pensare a quei luoghi e chiedermi come stava quella gente che mi aveva donato sprazzi di felicità.
Stamattina poi su Fb, lei per fortuna era li, cosi ho avuto subito un riscontro della situazione, che li da lei era per fortuna più tranquilla. Gente sfollata dalle case. Grande spavento. Come può venire da un evento per il quale ti senti completamente impotente, in cui la natura manifesta tutta la sua forza senza rimedio. Per due minuti.
Due minuti.
L’ho sentita poi qualche ora dopo preoccupata per persone che conosceva e che risultavano ancora disperse.
Ho seguito poi come ho potuto lavorando, sui siti di notizie, e attraverso gli appelli che circolavano su fb. Davvero una tragedia immensa.
E’ in questi momenti che verrebbe da essere li, piuttosto che a scrivere da questa scrivania. Pensando che quel vecchio proposito di collaborare con la protezione civile non era da rimandare. E restando cosi attonito dinnanzi a quelle immagini e a quelle storie di dolore in cui si manifesta il meglio dell’essere umano, e forse, di noi Italiani.

La casa degli Italiani

Piace quest’idea della casa più grande. Solletica l’idea di ambienti più spaziosi senza dover aspettare un bel condono.
La qualità poi conta poco, il paessaggio ancor meno. Del resto il rispetto ambientale sappiamo a che posto sta.
Lo stesso stimolo all’economia non lo avrebbe piuttosto dato un’investimento per la riconversione energetica degli edifici? Favorire il risparmio energetico, incentivare questo campo strategico per il futuro, produrrebbe maggiori benefici per il futuro.
Cosi come il ripristino delle aree del centro storico ancora abbandate, specie al Sud. Su questo almeno Lombardo ha detto una cosa saggia. L’unica però.

Entità mitologiche

Dicono che sia tutto vero.

Alla gente piace

E dai, non se può non parlare.

Mi sta tornando voglia di un malsano anti Berlusconismo.

E torneremo a cantar

Oramai mi rifiuto di stare dietro a tutte le bestialità fatte da questo governo. Non ne parlo neanche più qui. Un pò come faceva il buon Walter ai tempi delle elezioni, con ottimi risultati in effetti. Un tempo pensavo che sarebbe stato utile farne un elenco per non perderle nell’oblio. Invece non riusciamo neanche a far questo, è riuscito come una valanga a stancarci, a renderci totalmente inermi. A spento ogni velleità di protesta.
E’ un male. Vorrei parlare del piano casa, del testamento biologico, delle leggi per la sicurezza ma mi chiedo a chi dovrei parlarne, quando comunque il suo popolo, gioiosamente bue, lo innalza cosi in alto. Quando comunque la parte rimanente, quelli che al momento delle elezioni fanno da ago della bilancia nella loro ignavia, comunque continuano a disinteressarsi.
A noi non resta che accontentarci ogni tanto di un suo regalo. Come domenica scorsa.
Torneremo liberamente a gridare, senza un briciolo di rimorso, quando ne avremo occasione:

FORZA ITALIA