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Il programma della Finocchiaro

Manca poco meno di un mese alle elezioni Siciliane, momento che porta con se speranze di cambiamento e presagi di ennesime delusioni. Vista da lontano ho l’impressione di assistere ad una campagna elettorale vissuta sul basso profilo, senza quel vigore che sarebbe necessario per mostrare quelle che sono le esigenze e le richieste di una terra che ha bisogno oggi come mai di mostrare il suo volto migliore. Capiremo attraverso queste elezioni cosa vuole la maggioranza dei Siciliani. E lo capiremo credo abbastanza definitivamente, perchè oggi non possono esistere più alibi. O si sta da una parte o dall’altra. O si vuole che tutto resti uguale a prima o si cerca di dare una direzione al cambiamento.
Da quello finora visto la grande sfida proposta dal centrosinistra è nel proporre un alternativa di legalità, punto senz’altro imprescidibile se si vuole costituire una proposta credibile. Ma la Sicilia ha bisogno di altro. Perchè pur vincendo la battaglia si deve governare costruendo e migliorando questa terra.

Capire quali siano queste proposte non è stato semplice, tanto più perchè soltanto da pochi giorni è online il sito della Finocchiaro. Spulciando quelle pagine non sono riuscito a trovare il programma ma qualcosa che lo rappresenta pienamente, il discorso tenuto alla valle dei templi in occasione del lancio della campagna elettorale. Fuori dalle retorica di circostanza ho letto con particolare attenzione quelle che erano le proposte per capire, che adesso provo a sintetizzare per futura memoria.

Nell’amministrazione pubblica per guarire da quell’inesplicabile lentezza si propone:
– la creazione di una commissione con il ruolo di costruire un piano strategico per rendere efficienti gli uffici della regione;
– favorire la meritocrazia dei dipendenti;
– coinvolgere i cittadini nella valutazione dei servizi;
– approvare una legge sui tempi certi della burocrazia, con tetti massimi per provvedimenti di risarcimento al cittadino e all’impresa se i tempi non vengono rispettati;
– ridurre le carte attraverso una gestione telematica avente anche il ruolo di rendere impossibile l’insabbiamento delle pratiche per favorire amici degli amici.
Ai professionisti siciliani si promette di eliminare gli albi che favoriscono coloro che sono vicini alla politica per eliminare le troppe differenze tra chi è figlio di professionista e chi non lo è.
Aiutare chi non paga il pizzo, chi non inquina, chi non usa capitali mafiosi, chi non sfrutta il lavoro, chi garantisce la sicurezza dei propri dipendenti creando una certificazione di qualità per le aziende che renda conveniente la legalità.
Sulle infrastrutture no al Ponte come unica soluzione al problema della mobilità. Finanziamento delle opere stradali per gli spostamenti tra i piccoli centri e all’interno di grandi città finanziate dal piano ANAS e dalla legge obiettivo per l’importo di 1400 milioni di euro e le opere ferroviarie finanziate dal piano FS per un importo di circa 3000 di euro per il passante di Palermo e il raddoppio di tratte sulla Palermo Messina.
Sfruttare le autostrade del mare per gli autotrasportatori in maniera tale che i prodotti siciliani possano giungere velocemente i porti dell’Adriatico e del Tirreno, il tutto finanziato con gli incentivi previsti dalla legge sull’ecobonus.
Per favorire gli spostamenti dei cittadini con il resto d’Italia rendere più frequenti i collegamenti aerei a tariffe contenute e più efficienti i servizi ferroviari.
Sviluppare i porti per il ruolo strategico nel mediterraneo ed in primo luogo riconvertire il porto di Augusta in porto HUB del mediterraneo.
Per favorire il diritto allo studio migliorare la distribuzione delle borse di studio e i servizi scolastici per i quali ad oggi si spende più del doppio della Lombardia e dell’Emilia.
Per favorire la ricerca migliorare e rendere efficiente la programmazione finora latente visto che la Regione deve restituire 9,2 milioni di euro per programmi errati.
Recuperare il flusso di ritorno dei ragazzi verso il nord, eliminando le chiamate dirette che non premiano il merito.
L’amministrazione della regione è un tema che torna spesso perchè centrale nel programmare lo sviluppo economico e ancor più perchè è stato bistrattato dal centrodestra che a speso 2167 milioni di euro a fronte dei 626 della Lombardia. Spendendo però 5 milioni in meno in assistenza sociale, come se non ce ne fosse bisogno. Per il turismo si spendono 300 milioni contro i 51 della Toscana.
Per monitorare tali spese si propone un osservatorio sulla spesa pubblica con personalità di competenza e indipendenza fuori da ogni discussione che renda pubblici periodicamente i propri rapporti.
Sulla rete idrica abbandonare il progetto di Cuffaro di costruire due nuove dighe, finora incompiute, e piuttosto rafforzare e riparare la rete per evitare lo spreco di acqua per strada.
Sui rifiuti l’ex presidente ha inaugurato 4 mega inceneritori per smaltire 2,5 milioni di rifiuti (quando in tutta Italia ne vengono bruciate solo 3 milioni), ha abbandonato la raccolta differenziata e ha distribuito 250 milioni di euro per consulenze, piazzole, strumentazione e campagne stampa senza risolvere il problema, anzi aumentando i debiti e con una raccolta differenziata tra le più basse d’Italia (peggio di noi solo il Molise).
Queste sono le principali sfide proposte. Anche se sono convinto che l’uomo della strada non decide in base ai programmi sarebbe bello veder scegliere con coscienza.

Sabato parmigiano


Il tasto RESET

Bisogna dire che, a parte qualche languore nostalgico, la memoria degli abitanti della Città funziona ad intermittenza. Succedono spesso dei cortocircuiti fra memoria a breve e a lungo termine. Certe volte si dimenticano fatti appena accaduti e che pure hanno suscitato un’estrema indignazione. Probabilmente gli abitanti della Città devono avere da qualche parte, nel cervello, un tasto reset. Come i computer. Un tasto che inavvertitamente premono prima di ogni turno elettorale e cancella completamente la memoria del disco fisso. Solo così si può spiegare il fatto che nella loro mente ogni volta non rimane traccia delle promesse fatte e delle delusioni subite; solo così si può spiegare lo spensierato autolesionismo che da sempre li caratterizza al momento di andare alle urne.

Per completezza il tasto reset va pressato una seconda volta dopo essere usciti dal seggio elettorale.Perciò gli abitanti della Città quasi mai ricordano per chi hanno votato l’ultima volta. E dunque si sentono pienamente autorizzati a mugugnare ogni volta che in un quartiere salta il turno di distribuzione dell’acqua. Ecco perché a proposito della mancanza di lavoro fioccano le indignazioni al bar, nei negozi, nelle portinerie; e sono indignazioni sanguinarie, che paiono dover sfociare da un giorno all’altro in una nuova rivolta dei Vespri.

Non bisogna dimenticare che però la rivolta dei Vespri venne scatenata non da una delle innumerevoli vessazioni subite dagli abitanti della Città attraverso i secoli, ma da una singola insolenza rivolta all’onore di una donna. I francesi opprimevano, tartassavano, angariavano così come prima e dopo di loro avevano fatto punici, greci, romani, bizantini , arabi, normanni, svevi, aragonesi, borbonici e chissà quanti altri. Ma l’evento che fece saltare il tappo della rassegnazione con tanta virulenza fu una parola di troppo rivolta a una signora. Questo dovrebbe indurre a riflettere sulla scala di valori che presiede alla collera degli abitanti della Città.

Quando manca l’acqua, quando non viene rinnovato il contratto a una delle molte sigle dei lavoratori precari scattano subito blocchi stradali, con un sovraccarico di furia collettiva da far spavento []. Tu, viaggiatore ingenuo, immaginerai che alle prossime elezioni degli scalmanati daranno una lezione ai politici che li hanno cosi malamente ingannati. Si ricorderanno che chi è chiamato a gestire l’emergenza idrica e occupazionale è la stessa persona che quelle emergenze ha contribuito a creare. Dice il proverbio: nessuno è talmente ignorante da non sapere se una scarpa gli sta stretta o meno. Ma la coscienza politica è falsata: non sarà cosi perché gli abitanti della Città non riescono a collegare le elezioni a quello che viene prima e dopo. Perché, sempre disgraziatamente, qualcuno tocca il tasto reset, la memoria si perde e le elezioni vanno come sono sempre andate.

Da Palermo è una cipolla
di Roberto Alajmo

Abbiamo frainteso ancora….

L’ennesima, bellissima uscita di Berlusconi è un misto di ignoranza, superficialità, maschilismo, indifferenza, classismo. E’ quanto meno rappresentativa di tutto il suo essere. Credo però che alla fin fine lui voleva dire tutt’altro. Sicuramente lo abbiamo frainteso tutti quanti.
Per aiutarci a ricordare tutte le volte che lo abbiamo frainteso qualcuno a creato il sito http://silvioberlusconi.splinder.com/, in cui vengono raccolte le sue frasi più famose. Sarebbe utile raccogliere anche tutte le dichiarazioni dei suoi portavoce per camuffare o aggiustare il toro su ciò che esce da quella bocca.

Candidature oneste e pulite, ora

Il Comitato Addiopizzo ha pubblicato in questi giorni una lettera che vuole essere un richiamo ai Siciliani per la ricerca della pulizia e dell’onesta nella politica, soprattutto in vista delle elezioni che si terranno tra un mese esatto.

Ma perchè tutti questi partitini?

Vi siete mai chiesti il motivo per il quale vengono formati partiti cosi piccoli da non poter raggiungere neanche lontanamente il parlamento? E dove li prendano poi i soldi per organizzare tutta la campagna elettorale?

Fermo restando che sono perfettamente d’accordo al finanziamento pubblico dei partiti, perchè non possiamo pensare che i partiti possano vivere senza soldi senza arrivare ad una nuova tangentoli, è veramente assurdo vedere dei partiti presentarsi alle elezioni soltanto per avere il rimborso elettorale grazie ad una legge assurda.
Se volete saperne di più leggete quanto scritto qui.

Emporio Pizzo Free 2

Sabato è stato inaugurato il punto Pizzo Free in Corso Vittorio Emanuele n. 172. Un paio di foto dall’inaugurazione scattate da Silvia.

Questa si che è musica

http://www.youtube.com/get_player
Grazie Stefano per il video. E’ esilarante tutta quella felicità.

Mai mordere la mano che ti fa mangiare?

E’ da un po di tempo che giro su vari blog che parlano di politica sia di destra che di sinistra e da quello che ne è ho visto fin ora sono arrivato alla conclusione che lo spirito critico è anche lui schierato.
Ho visto che in tutti i blog di sinistra è un continuo criticare l’operato del PD su ogni punto, dalle liste dei candidati, alle frasi di Veltroni, al programma presentato.
A destra invece è tutto un si continuo (tranne pochissime critiche) a tutte le proposte che provengono dall’alto.
E non è un atteggiamento che ho rilevato soltanto sul web. Si rileva anche dai sondaggi. Un po di tempo fa, non ricordo se a Ballarò o ad Anno Zero, avevano fatto un esperimento. Nel corso del dibattito tra esponenti dell’uno e dell’altro schieramento venivano intervistati elettori di destra e sinistra per chiedere se erano d’accordo con quello che veniva detto dal proprio “rappresentante”. Com’è possibile che gli elettori di destra erano d’accordo al 95% e quelli di sinistra al 60%?
E ancora un altro esempio. Com’è possibile che Casini dica soltanto adesso quello che tutti quanti pensavamo su Berlusconi?
Che la Casa delle libertà sia come quelle famiglie di un tempo in cui il Padre padrone parlava e guai a ribattere perchè altrimenti gli schiaffoni volavano?

Torture e scambio di voti

Vi voglio consigliare la visione di questi due servizi mandati in onda dalle iene venerdi sera. La tortura e la vendita dei voti
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