Tutti gli articoli di Mao

Agrodolce

Ho voluto aspettare qualche giorno prima di commentare le puntate di Agrodolce, la nuova soap di RaiTre o, come ama definirla Minoli il nuovo racconto popolare siciliano.

Nata grazie ai Fondi Europei (Strutturali) messi a disposizione per iniziative industriali e all’impegno di numerosi enti, primo tra i quali la Regione Sicilia merita senz’altro l’attenzione dei più attenti.

Il progetto è piuttosto ambizioso ponendosi l’obiettivo di creare un’occupazione mirata nel campo dello spettacolo creando nuove professionalità, promuovere il turismo della nostra Isola e creare dei veri e propri studios nella piana d’Imera. Obiettivi senz’altro apprezzabili.

Partendo da questi presupposti, apprezzando Minoli e i suoi programmi e scorgendo tra gli autori Roberto Alajmo (uno dei migliori scrittori palermitani degli ultimi anni, e di cui spesso ho parlato) ho annullato snobismi e ho voluto guardare a quest'”opera”.
Steoritipi e limiti della serialità della fiction non mancano, e non si può dar torto completamente ad Aldo Grasso che, in una famosa polemica con Minoli, ne parlò come una storia di portineria tale da aumentare ulteriormente le differenze culturali in Italia.
Ma mi voglio consentire una riflessione.
Nonostante tutti i difetti riscontrabili in fin dei conti il prodotto non mi sembra cosi sgradevole e si lascia anzi guardare anche con un leggerezza. Le storie sono semplici ma lasciano intravedere messaggi di riscatto e di speranza molto simili a quelli, molto più reali, con cui si confronta Palermo ogni giorno.
Nonostante ciò mi permetto di dissentire da un critico di tale levatura nella constatazione sostentendo che a voler far cultura alta si rischia di coltivare soltanto il proprio orto.
Se si vogliono elevare “le masse”, principio auspicabile per il servizio pubblico, devi prendere il pubblico li dove si trova e trascinarlo verso l’alto, invece di chiuderti nelle proiezioni di cinema d’essai. Se Agrodolce riuscisse in questo semplice scopo sarebbe già un gran risultato. Lost, Six Feet Under e via dicendo sono grandi telefilm, lontani spesso dalla mediocrità delle produzioni italiane, ma basterebbe guardare l’audience per capire quanto siano apprezzati soltanto da una nicchia. Da tempo ho la sensazione che molto di cui si parla sia autoreferenziale, giornali, blog, politica, parlano a se stessi non riuscendo a coinvolgere una persona in più. Avremmo invece bisogno di gente con la capacità di tirar per i capelli chi sta in basso, per poi far comprendere la bellezza di una pellicola, di un editoriale, di un quadro.
Non è obiettivo da nulla, e senza dubbio stare con le mani in mano è senz’altro più fruttuoso e ti rende esente da critica. Ma questa non è infatti terra che può dar spazio agli schizzinosi. Soldi che altrimenti sarebbero spariti sono stati investiti in un modo facilmente giudicabile ogni sera, alcuni avranno possibilità di trovar lavoro e se tutto va bene qualche turista in più arriverà su quest’isola.
Francamente, mi sembra meglio che guardare il carro passare.

P.s. Da leggere anche sulla polemica nell’utilizzo di fondi pubblici sul forum di Roberto Alajmo.
P.p.s. Per gli intellettuali poi sta pure per uscire “The Palermo Shooting” di Wim Wenders. Ci saranno le sale piene, immagino.

Etilico

Sto già organizzandomi per questo fine settimana Udinese. Ho preso i biglietti per il treno. E poi questo fine settimana ci sarà anche questa cosa qui chiamata Friuli doc.

Fiumi di vino per i viali di Udine, gluck!

Cascate di post-it

http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=1700732&server=vimeo.com&show_title=1&show_byline=1&show_portrait=0&color=&fullscreen=1
EepyBird’s Sticky Note experiment from Eepybird on Vimeo.

C’è gente davvero geniale a questo mondo (e sono gli stessi del famoso video CocaCola-Mentos di cui mi posso vantare di essere un emulatore!)

In honour of Richard Wright

Il sogno di vederli insieme è oramai irrealizzabile. Rick Wright, tastierista dei Pink Floyd è morto.

In altri tempi saresti rimasto nella tua camera a ricordare quando li mettevi nel tuo walkman da imberbe adolescente. Adesso puoi anche condividerne i pensieri con altri, leggendo pezzi come questo.

Teoria della Sicilia

“Là dove domina l’elemento insulare è impossibile salvarsi. Ogni isola attende impaziente di inabissarsi. Una teoria dell’isola è segnata da questa certezza. Un’isola può sempre sparire. Entità talattica, essa si sorregge sui flutti, sull’instabile. Per ogni isola vale la metafora della nave: vi incombe il naufragio. Il sentimento insulare è un oscuro impulso verso l’estinzione. L’angoscia dello stare in un’isola come modo di vivere rivela l’impossibilità di sfuggirvi come sentimento primordiale. La volontà di sparire è l’essenza esoterica della Sicilia. Poiché ogni isolano non avrebbe voluto nascere, egli vive come chi non vorrebbe vivere: la storia gli passa accanto con i suoi odiosi rumori ma dietro il tumulto dell’apparenza si cela una quiete profonda. Vanità delle vanità è ogni storia. La presenza della catastrofe nell’anima siciliana si esprime nei suoi ideali vegetali, nel suo taedium storico, fattispecie del nirvana.

La Sicilia esiste solo come fenomeno estetico.
Solo nel momento felice dell’arte quest’isola è vera”
di Manlio Sgalambro (si, l’amichetto di Battiato).

Fuori i maglioni. 13° Oggi.

Mi a preso proprio di spalle il freddo di questi giorni.
Avevo ancora la vaga idea dell’estate appena passata ed invece ho dovuto velocemente rimediare

correndo a Parma a recuperare giubbotti, maglioni e sciarpe.

Sono saltate cosi le occasioni per “sbraccare” a Monza e vedere il trionfo di questo giovinetto, ma di notti bagnate come quelle di due giorni fa ne ho vissute un pò troppe per capire quando è il caso di evitarle.
Intanto trovo poche occasioni per scrivere qui, ma la fase di ambientamento alla vita nuova richiede un periodo di transizione, qualche scossa di assestamento ancora.

Dai Gesù, apri un blog!

Leggete questo bel post letto su Macchianera.

Sapore di sale 2008

E’ il rito di quasi ogni estate buttarsi da quel trampolino naturale, in uno dei posti più belli e, per fortuna, meno noti di Cefalù. Non so se il video (girato e montato da Teresa con la sua fotocamera in assetto subacqueo) da l’idea, ma arrivati lassù tremano ogni volta le gambe e si aspettano minuti prima di trovare il coraggio di buttarsi. Aaah!

Grazie Tere per le foto. Non mi ero mai visto da questa prospettiva

E se non lo capisce lei

“Non comprendo chi vende il proprio corpo per trarne profitto” Mara Carfagna, ministro della Repubblica (conferenza stampa).

Basterebbe farsi un giro su Google digitando il suo nome.

Paz!

di Andrea Pazienza

Son pieno d’amore
per
gli altri,
son pieno
d’amore
e il mio amore
è un fluido
magnetico
passato al setaccio.
Il mio
amore per gli
altri è vero.
E nel mio
amore vero
c’è tutto
c’è l’odio.
Un pizzico d’odio
non guasta
l’amore
perfetto.
E il mio amore
perfetto è un mare
con un po’
d’odio dentro,
granelli
di sabbia.
E il mio amore
è un fluido
magnetico passato
al
setaccio.