Quello che sarà, sarà, e lo giudicheremo. Lo dico soprattutto ai disillusi di sempre. Ma oggi è un giorno storico (e questa galleria di foto lo racconta benissimo).
(immagine da Rosalio)
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He doesn’t belong to money
D’altra parte proprio non riesco a comprendere quanto possa fare la differenza, cosa puoi praticamente fare di più nella tua vita passando da 9 a 18 milioni di euro. Una passeggiata in più sul tuo elicottero personale, un giro del mondo a bordo del tuo panfilo da 25 piuttosto che da 15 metri. E poi? Appendere le scarpette al chiodo giocando in una squadra senza passato e con poche speranze future legate alle bizze dell’ Emiro di turno.
Un pò troppo poco per chi sulla maglietta dichiara “I belong to Jesus”.
E cosi anche Berlusconi ne è uscito facendo una buona figura, senza subire perfino la legge del contrappasso.
Un Trailer di Carta
Stasera in onda
Mandare in onda “Il giorno della civetta” è politica. Anche leggerselo, però.
Vicinanza di vedute
Ho rivisto in quelle parole molti dei miei pensieri di quest’anno. Quando penso a ciò che mi sono lasciato alle spalle, al mio legame con la Sicilia, al mio futuro e alle mie speranze.
Mi piacerebbe saperne di più e magari un giorno avere la possibilità di scambiare due parole con lui.
Per chi volesse saperne di più consiglio di rivedere l’intervista barbarica di Daria Bignardi (ahimè una delle ultime, qui sotto) e quella, abbastanza famosa, da Fazio.
http://www.la7.it/swf/flvplayer.swf?contentURL=/video/invasioni_barbariche/invasioni_barbariche_071108_renato_soru.flv&imgPath=/img/video/320X240/18992.jpg
Incapaci di guardare il proprio ombelico
E non mi è piaciuto soprattutto l’atteggiamento altamente polemico con chi non condivideva il suo stesso punto di vista. Non si può parlare di dialogo e poi essere incapace di accettare le opinioni altrui.
Per questo mi sono trovato d’accordo con quanto letto qui oggi. Leggendo troverete molte cose che io non sarei capace di esprimere.
Scoprendo Scerbanenco
Ho iniziato con un suo libro di racconti, Milano Calibro 9. Vi ho trovato uno sguardo cinico e perfettamente lucido sulla società, sulle sue debolezze, le sue meschinità, le sue stesse tracce di amore e di tenerezza, in una scrittura rigida e asciutta, perfetta per le atmosfere dei racconti.
La Milano e l’Italia degli anni Settanta viene restituite cosi come i fotogrammi in bianco e nero viste in tivù lasciano immaginare, ma nello stesso tempo vengono raccontate storie senza tempo.
Mi sembra perfino assurdo che sia relegato ad una conoscenza marginale e non venga considerato tra i più grandi della letteratura del nostro secolo. Sarà forse dovuto allo snobismo con cui fino a quale tempo fa veniva guardata questo genere di letteratura?
Che posto hanno gli ultimi?
“Le leggi sull’immigrazione
dovrebbero essere generose,
dovrebbero essere giuste,
dovrebbero essere flessibili.
Con leggi di questo tipo
potremmo guardare
il mondo, e il nostro passato,
con la coscienza
e le mani pulite”
John F.Kennedy. A Nation of Immigrants (1958)
Quanta distanza creeremo in questo modo, e quanta rabbia coverà? E con che semplicità vengono tutelati coloro che non possono esprimere il proprio dissenso politicamente e democraticamente.
Aggiungo in coda anche questa riflessione dal blog di Francesco Costa:
“Scremato il dibattito dalle posizioni più o meno apertamente razziste, il problema dei permessi di soggiorno in Italia non è la presenza o no di un balzello, che esiste già senza scandalo in altri paesi. Il problema è l’opportunità di inserire nuove tasse in una fase economica in cui mezzo mondo fa l’esatto opposto, ma soprattutto il sistema inefficente e inutilmente vessatorio con cui i permessi di soggiorno vengono erogati ai cittadini extra-comunitari. Il problema è il fatto che oggi i permessi di soggiorno vengano rilasciati mesi e mesi dopo che si sia presentata la documentazione necessaria, e durante quel lunghissimo intervallo gli immigrati siano costretti a non uscire dal paese, anche se dovessero farlo per lavoro o per motivi familiari (ma sarebbe ugualmente vessatorio se volessero andare in vacanza). A causa di questi enormi ritardi, poi, capita sovente che vengano consegnati permessi di soggiorno già scaduti o destinati a scadere entro poche settimane. Un governo serio si dedicherebbe a sciogliere questi nodi, piuttosto che a elaborare manovre punitive soddisfando l’ignoranza rancorosa di chi, orgogliosamente italiano, meriterebbe di stare in un paese civile e democratico meno di tanti altri.”
Priorità
Non mi va di parlare con leggerezza.
Per questo voglio leggerezza per vivere tutto con più semplicità, lasciando scorrere priorità che mi vado imponendo ma che non posso afferrare.
Sarà che non ho ancora un agenda su cui disegnare nuovi percorsi?
Vuccuzza di ciuri
Mario Incudine canta De Andrè: