E’ un frutto raro questa canzone. E questa voce. Eleganza pura.
La migliore, lei e la canzone intendo, di questi tempi.
E’ un frutto raro questa canzone. E questa voce. Eleganza pura.
La migliore, lei e la canzone intendo, di questi tempi.
Però è anche un esercizio che prende parecchie energie e spazi mentali che adesso sento il bisogno di lasciar liberi.
Però, (cosa vuol dire però)
Mi sveglio col piede sinistro
Quello giusto
Forse Già lo sai
che a volte la follia
Sembra l’unica via
Per la felicità
C’era una volta un ragazzo
chiamato pazzo
e diceva sto meglio in un pozzo
che su un piedistallo
Oggi indosso
la giacca dell’anno scorso
che così mi riconosco
ed esco
Dopo i fiori piantati
quelli raccolti
quelli regalati
quelli appassiti
Ho deciso
di perdermi nel mondo
anche se sprofondo
lascio che le cose
mi portino altrove
non importa dove
non importa dove
Io, un tempo era semplice
ma ho sprecato tutta l’energia
per il ritorno
Lascio le parole non dette
e prendo tutta la cosmogonia
e la butto via
e mi ci butto anch’io
Sotto le coperte
che ci sono le bombe
è come un brutto sogno
che diventa realtà
Ho deciso
di perdermi nel mondo
anche se sprofondo
Applico alla vita
i puntini di sospensione
Che nell’incosciente
non c’è negazione
un ultimo sguardo commosso all’arredamento
e chi si è visto, s’è visto
Svincolarsi dalle convinzioni
dalle pose e dalle posizioni
Lascio che le cose
mi portino altrove
altrove
altrove
Svincolarsi dalle convinzioni
dalle pose e dalle posizioni
Svincolarsi dalle convinzioni
dalle pose e dalle posizioni
Voglio dire, è tutta la vita che passo a farmi le stesse domande. E a cosa serve tutto questo, cosa ci sarà dopo, cosa ci sarà prima,
che senso ha oggi domani e post domani. Domande da fare seduti davanti ad un Dio.
Insomma, domande su cui contorcersi senza trovare risposte. E allora pensi, sarebbe stato meglio andare a studiare filosofia, una volta,
come se potessi trovare le risposte in qualcuno che le stesse domande se l’era poste. Almeno le domande da fare sarebbero soltanto
quelle di lavoro.
Qualcuno magari, forse, aveva dato anche la sua di ipotesi, ma solo un ipotesi, un meccanismo di autoconvincimento valido soltanto per lui, in quel dato istante.
Non di certo valido per me.
E anche i preti non è che sappiano dare soluzione più valida. Ti dicono, sono dubbi che abbiamo tutti, abbi fede, leggi il salmo 33
e troverai risposte. Se solo riuscissi a comprenderle.
E ad un bel punto ti ritrovi stufo di porti sempre domande. Ti rendi conto che forse sarebbe meglio andare a fare una passeggiata
in centro, entrare in qualche negozio. E guardandoti intorno accorgerti che non è possibile che tutti questi qui non
si pongano le stesse domande. Anche se sembrano cosi leggeri. E non è possibile che siano senza pensieri, o stupidi.
Anche se la stessa stupidità mi affascinerebbe tanto da desiderarne più di quanto non ne abbia già di mio.
Solo per godere la vita come viene. Invece di cercare risposte in libri che non riuscirai mai a
finire. La biblioteca è sempre troppo ampia.
E quindi, la gente. Fluttuava tra gli scaffali. E li che tutto è diventato più chiaro. Chi se ne frega. Siamo qui e quindi vale la pena di esserci.
Se poi i pensieri sono troppi, basta entrare in una stanza, spegnere la luce, rimanere in silenzio e svuotare la mente. Per dieci minuti almeno.
Del resto la forchetto la uso per mangiare, mica mi chiedo chi l’abbia costruita e dove finirà tra qualche anno, quando mi trasferirò da questa casa.
Insomma, tutta questa manfrina qui per dire che ieri sera ho visto Hannie e le sue sorelle, e l’ho trovato un gran film, perchè c’è un pò di tutto quello che siamo.
E perchè da il buonumore. Non quello che si estingue due minuti dopo la battuta esilarante. Quello che ti fa stare bene.
E’ l’anno della crisi.
Cosi ci viene detto.
Le cause che ci hanno portato fin qui sono note a pochi. Ho cercato di capirne qualcosa anch’io, da ignorante in materie economiche.
Una delle spiegazioni più chiare l’ho trovata in quest’articolo di due giovani economisti.
Certo, abbiamo sentito parlare per due mesi o più della ridicola questione Rai, basata poi sul veto della maggioranza al nome di Leoluca Orlando come presidente della commissione.
Mentre su Totò Cuffaro, condannato in primo grado con interdizione dai pubblici uffici, ed eletto senza problemi a membro della commissione Rai, ne avete sentito parlare?
Parma.
Mi sembrava cosi anonima. Sono quasi fuggito da li.
Sono stato bene nel rivedere un pò di vecchi amici lasciati li, aver modo di parlare con qualcuno di loro.
E ho avuto riscontro dell’ipocrisia che solo alcuni scout sanno avere nell’eccesso di inutile buonismo. Quello che non ti fa guardare un altro in faccia per dire ciò che pensi.
Sono tornato al Fuori Orario, come tante sere un anno fa.
E poi la domenica, quasi in famiglia, a Zibello.
Avrei solo evitato la batosta di ieri pomeriggio. Indimenticabile, ahimè!
Un servizio di 40 anni fa, questo qui del Tg1 sugli Emo.
Il sapore della Sicilia c’è tutto.
I cannoli, i biscotti col “cimino”, un paio di ceramiche di Caltagirone, le torte, lo sfincione, la pizza a taglio, il pentolone con meusa e saimi, le arancine, i cazzilli, le panelle.
E poi l’inconfondibile marchio, l’insegna storica. Alle pareti le foto in bianco e nero della città.
Per fortuna senza nessuna forzatura nell’immagine stereotipata della Sicilia, niente pupi e carri.
Cool, come non si può che pretendere per un’azienda che proviene dalla città più cool d’Italia, come ricordavano certi esilaranti cartelloni in giro per Palermo qualche anno fa.
Arredamento chic, perfettamente calato nell’atmosfera di Brera.
Prezzi anche. Sicuramente legati all’enormità degli affitti in zona e a spese che sicuramente non sono quelle di Palermo.
Certo un pò esagerati, soprattutto se rapportati alle porzioni a cui siamo abituati.
Meglio virare sui piatti misti, il cui prezzo è più contenuto (8 euro) e con il quale è offerto anche un bicchiere di buon vino Siciliano.
Se invece ci si lascia perdere la mano si può restare un pò frastornati dai 4 € per 3 panelle e 3 cazzilli.
P.s. Servizio ottimo, anche se ancora da mettere a punto in qualche aspetto. Per esempio con un corso accelerato di cucina siciliana per i camerieri (no, il vino non è “il girasole di Vittorio”, e no, non sfingione, mio Dio!!).