Guardate, il colonialismo è stata una cosa seria. Ma all’Eritrea abbiamo chiesto scusa pure, no?
P.s. Siamo sempre quel paese in cui nessuno voleva ospitare il Dalai Lama, no?
Guardate, il colonialismo è stata una cosa seria. Ma all’Eritrea abbiamo chiesto scusa pure, no?
P.s. Siamo sempre quel paese in cui nessuno voleva ospitare il Dalai Lama, no?
(via Wittgenstein)
Evidentemente anche per gli Italiani all’Estero non tirava una bella aria.
Le altre cattive notizie, non serva che ve le dica io, sono già abbastanza evidenti.
Un buon quadro l’ho visto fare qui da Sofri e nelle dieci domande di Gramellini sulla Stampa, che voglio riproporvi per intero:
1. Ma vi sembra normale che solo agli italiani non faccia effetto essere governati da chi condiziona il loro immaginario attraverso le televisioni?
2. Ma vi sembra normale che in tutte le interviste pre-elettorali la domanda più dura che gli hanno rivolto sia stata «ci dica»?
3. Ma vi sembra normale che i dirigenti del Pd siano tutti ex del Pci e della Democrazia cristiana?
4. Ma vi sembra normale che Clinton, Jospin, Schroeder, Blair e persino Gorbaciov facciano un altro lavoro da anni e loro invece insistano?
5. Ma vi sembra normale che Pdl e Pd abbiano perso milioni di voti e parlino solo di quelli persi dagli avversari?
6. Ma vi sembra normale che i verdi trionfino ovunque, mentre qui, appena ne vedi uno in faccia, viene voglia di tifare per l’effetto-serra?
7. Ma vi sembra normale che chi detesta Berlusconi voti Di Pietro, che è come dire: detesto il Bagaglino quindi vado a vedere Bombolo?
8. Ma vi sembra normale che l’Italia cristiana sia rappresentata in Europa da Magdi Cristiano Allam e Borghezio?
9. Ma vi sembra normale che tutti sputino addosso alla Casta e poi Mastella prenda ancora 112 mila voti di preferenza?
10. Ma vi sembro normale?
Ad almeno nove domande su dieci (compresa la numero 10) la mia risposta è no.
“Mi unisco all’appello degli universitari fuori sede che in questi giorni hanno chiesto di poter votare per le prossime elezioni nei seggi delle città in cui studiano. In un momento in cui si lamenta la distanza dei giovani dalla politica, questo è un segnale importantissimo che merita una risposta. Del resto, in altri paesi europei questa possibilità viene concessa ed è assurdo che l’Italia non si sia ancora adeguata per garantire un diritto fondamentale come quelle del voto. Non dimentichiamoci che oggi gli studenti fuori sede italiani sono circa 250 mila”.
Andate a firmare anche voi, per quel che conta.
Domani potreste essere voi, nella stessa situazione.
Su suggerimento della strepitosa Robi.
“Non compro più il giornale ma consiglio ai direttori dei giornali di fare un esperimento: affidare quotidianamente una pagina della propria testata a una testata diametralmente opposta. Così i lettori di Repubblica troverebbero nel loro quotidiano una pagina scritta da quelli di Libero e viceversa.”
E ciò che da tempo faccio inserendo tra i miei feed prima il Giornale, poi Libero ed ultimamente il Foglio. Spesso mi viene il voltastomaco, soprattutto come i primi due, nel vedere ragionamenti pretestuosi che altrove, dove dicono ciò che voglio sentirmi dire, non trovo. Quand’è cosi chiudo e vado avanti.
Altre volte trovo ragionamenti, editoriali e reportage che aprono spazi alla comprensione, e a volte portano i miei pensieri verso percorsi che altrimenti non avrei esplorato. Quand’è cosi rimango interdetto qualche giorno, e sento i miei ragionamenti aggrovigliarsi senza riuscire a trovare una scappatoia. In una sensazione di spaesamento neppure del tutto spiacevole. Un passo avanti, forse, nella comprensione.
Se viaggi con Ryanair, l’aeroporto in cui atterrerai non sarà propriamente a Francoforte, ma ad almeno due ore di pulman dal centro.