L’orologio invisibile delle Ande

Ci sono storie che crediamo non ci appartengano, lontane come sono dalla nostra quotidianità. Piccole grandi storie di ingiustizie taciute per la nostra indifferenza e per il silenzio assordante dei media. Storie che non sorpassano i confini dello stato in cui avvengono perchè negativamente propagandistiche per il governo di quel paese.
Una di queste storie taciute ha sorpassato l’oceano e dal Perù è giunta alla mia conoscenza. E’ un articolo scritto dal mio amico giramondo Stefano e dal suo coinquilino Lorenzo, in questo momento a Cusco per partecipare ad un progetto di servizio civile internazionale, e per questo testimoni delle proteste popolari in atto in quel paese. Cito così le loro parole:
“Le proteste popolari contro le nuove politiche neoliberali del governo di Alan García sfociano nel sangue, cinque persone uccise sono il saldo di una settimana di scioperi. I rintocchi di un orologio invisibile hanno iniziato a segnare lo scorrere di un altro tempo sulle vette delle Ande”

Una storia ignorata e che stanno cercando di far conoscere inviandola, per ora senza alcuna risposta, a vari giornali italiani.

Ho deciso di riportarla su questo blog per contribuire alla sua diffusione.

autori: Lorenzo Grimaldi, Stefano Cannizzaro – Caschi Bianchi ASPEm – Cusco (Perù)
fonte:
Caschi Bianchi FOCSIV
data
: 03 Marzo 2008

“Ciò che trattiamo di fare è di essere migliori
nell’unica forma possibile, ossia lottando”

(SubComandante Insurgente Marcos)

“I subalterni subiscono sempre l’iniziativa
dei gruppi dominanti, anche quando insorgono”

(Antonio Gramsci)

L’orologio invisibile delle Ande

C’è un orologio invisibile sulle Ande che segna il trascorrere del tempo, di un altro tempo di cui si dice che solamente i saggi delle comunità possano leggerne l’ora, e dare a conoscenza a tutti gli altri dello scorrere invisibile della storia di chi è tenuto ai margini della società.

Qui, nella periferia dell’impero, la subalternità si sperimenta per essere indigeni, per appartenere ad un altro tempo che scorre con i raccolti, con le pietre mosse dai fiumi, con le preoccupazione nel vedere i loro figli crescere e sognare la città, ‘la civiltà’, al di là di un muro, che è premura di chi detiene il potere fortificare. Sulle Ande peruviane, nella regione di Cusco, a Cusco e non solo, un tempo ancestrale, scandito dai rintocchi di un orologio invisibile, ha battuto nello stesso momento i desideri di migliaia di peruviani, aprendo una breccia in quel muro.

Le Organizzazioni Agrarie: CNA, CCP, CONACAMI, la Junta de Regantes, il Frente de Ganaderos e le Rondas Campesinas hanno raccolto il malcontento popolare e hanno convocato lo Sciopero Agrario Nazionale. La seconda metà di un febbraio che non ha voluto liberare le montagne dalle grandi ombre delle nuvole di questa stagione di piogge ha visto riunirsi le istanze della società civile nella protesta contro la svendita del patrimonio nazionale e l’incuria che lo stato ha dimostrato verso lo stesso.

Lo sciopero ha mostrato un nuovo volto dei popoli peruviani, segnato dalla stanchezza verso le politiche neoliberali di cui sono vittima e che si concretizzano con:

  • le “Leggi della Selva”: aggiustamenti strutturali che svendono milioni di ettari di selva amazzonica alle multinazionali senza previa consulta alle popolazioni indigene originarie, violando così l’art. 169 della Organizzazione Internazionale del Lavoro.le due leggi sulla messa in asta del patrimonio nazionale, la 29164 e la 29167.
  • il Trattato di Libero Commercio (accordo bilaterale che il Parlamento peruviano ha recentemente firmato con gli Stati Uniti) contro cui la popolazione ha levato un grido, sordamente inascoltato.
  • la cecità del governo di Alan García Pérez, ingiustificato assente e sfacciatamente latitante nei confronti di tutti i danneggiati del terremoto del 15 agosto 2007, semplicemente ”invisibilizzati” dallo stato e dai grandi mezzi di comunicazione.

Allo Sciopero Agrario si sono sommati lo Sciopero Regionale e il Forum Solidale di Cusco (21, 22 e 23 febbraio), volendo essere quest’ultimo uno spazio creato proprio per articolare esperienze e proporre alternative alla difficile situazione che vive il paese.
Il Forum è stato pensato sin dal principio come un momento di riflessione sui Movimenti Sociali, che nascendo direttamente dal seno delle esigenze popolari, sono portatori di una nuova forma di fare politica, che viene dal basso. Hanno preso parte ai cantieri tematici del Forum dirigenti delle organizzazioni locali e regionali, studiosi dei movimenti sociali e rappresentanti della società civile impegnati nelle lotte per la difesa del patrimonio culturale e ambientale.

L’elaborazione di proposte alternative al dissestato cammino che sembra aver intrapreso lo stato peruviano si è incrociata con l’espressione del malcontento popolare che ha paralizzato la regione di Cusco il 21 e 22 febbraio. I contadini, gli studenti, le lavoratrici del mercato, i venditori ambulanti che sono scesi in strada per manifestare sono stati gli stessi protagonisti che hanno affollato le assemblee del Forum. In questo ha trovato sfogo la rabbia per la brutale risposta repressiva del governo agli scioperi, che ha portato all’uccisione di cinque persone.

L’autopsia sui corpi di Rubin Pariona Camposanto, Emiliano García Mendoza, Julio Rojas Roca, Santiago Llaclla Cañuri ha accertato che ad almeno tre di loro è stato sparato alla testa. Due presentavano due colpi di arma da fuoco alla testa, un altro addirittura tre. Certo qua nessuno ha sostenuto che una pietra tirata in aria abbia cambiato la direzione delle pallottole, anch’esse sparate inoffensivamente in aria, e così ucciso un uomo. D’altronde, nei giorni immediatamente successivi alle morti, il presidente peruviano Alan García Pérez si è congratulato per l’operato delle forze dell’ordine, generando indignazione e repulsione. Ma cosa aspettarsi da chi ha varato un Decreto Legislativo, il 982 che permette l’uso di armi da fuoco per controllare le manifestazioni pubbliche?

Il pacchetto di Decreti, 982-992 è stato creato per combattere la criminalità organizzata, e porta delle rilevanti modifiche al Codice Penale, aggiungendo per esempio all’art. 20 un nuovo inciso di non-inputabilità, che stabilisce che è esente da responsabilità penale il personale delle Forze Armate e della Polizia Nazionale che nel compimento del suo dovere e nell’uso delle sue armi secondo la forma regolamentata, causi lesione o morte.

Un’altra reazione che ha visto agire congiuntamente il governo nazionale e i mass media è stata la criminalizzazione della legittima lotta del popolo cusqueño e peruviano. Si è arrivati alla formulazione dell’accusa di terrorismo per i dirigenti della protesta e gli organizzatori del Forum. Ma l’esperienza che si è vissuto a Cusco, rifuggendo le esasperazioni del governo centrale, è stata un esercizio di democrazia e cittadinanza attiva che ha generato nuovi sogni e speranze per il futuro. La settimana pacifica di protesta è stata il rintocco di un orologio invisibile, che ha fissato un nuovo appuntamento.

I dirigenti regionali e delle organizzazioni agrarie hanno indetto un nuovo sciopero, questa volta di 72 ore, per i diritti economici dei lavoratori, per la difesa del Patrimonio, contro la crisi di rappresentatività politica di cui è espressione questo governo. Ad Aprile si terrá un nuovo Forum Solidale, al quale saranno nuovamente invitate tutte le organizzazioni sociali e popolari che vogliano partecipare uno spazio di incontro, articolazione e riflessione. La sfida sarà ancora una volta la ricerca di alternative alle politiche neoliberali che assoggettano le popolazioni indigene in ogni angolo del mondo.

Sembra inevitabile continuare una lotta pacifica, così come sembra inevitabile continuare a costruire la democrazia, la libertà e la giustizia sociale. Senza di esse rimarremmo attori passivi di quel muro che segna il confine tra la guerra e una pace terrificante.

Link utili: swiss info
www.informa-azione.info

Aggiornamento: Ho appena scoperto che l’articolo è stato pubblicato anche su www.peacelink.it

Un martire

San Clemente da Ceppaloni è finalmente diventato un martire. L’agnello sacrificale della bagarre mediatica scatenata in questi mesi. Non credo minimamente che possa rappresentare tutti i mali d’Italia, come lui ne esistono a bizzeffe, ma a tirar la cinghia si rischia di romperla, tanto da non essere più presentabile. Più per questione di numeri che di altro. Come ha dichiarato Berlusconi un’allenza con lui farebbe perdere il 10% dei voti alle elezioni.
Ma uno come lui non scompare, adotta la strategia della sommersione per poi ricomparire con più vigore di prima. Tanto più che tra un anno si vota per le europee e li, anche con una manciata di voti (lo 0,6%) sarà eletto alle Europee e si garantirà pure 5 anni di immunità parlamentare. Tornerà.

Buone notizie

A proposito di Beppe Lumia. Adesso c’è una corsa per candidarlo. L’Italia di Valori vuole candidarlo, ed intanto il Pd lo ha già reintegrato come capolista al Senato in Sicilia. Benissimo. Un altro esempio di come si possa smuovere la politica partendo dal basso, viste le reazioni che si sono scatenate ieri sulla blogosfera.
Allora le liste si possono ancora ritoccare.

Accorrete accorrete, si vendono voti!

Ecco come dare un voto utile. Su Ebay è spuntato questo annuncio:
Si legge: “Non avendo la possibilita’ di scegliere nessuno che mi rappresenti davvero ho deciso di cedere il mio voto alla Camera, nella circoscrizione Lombardia 1, al miglior offerente.
A chi si aggiudica l’asta, e che decidera’ cosa votare, verra’ fornita prova fotografica del voto con data e ora.”
Un altro invece regala il suo voto, in vendita c’e’ una matita, l’unica al mondo in grado di spostare l’elettorato verso qualunque direzione.
Sarà una provocazione, ma qualcuno gli dica che in Sicilia siamo ben più avanti. E per i controlli non serve neanche la macchina fotografica.

La Vita al Contrario – Woody Allen

Ho ricevuto stamane una mail con questa poesia. Non so se sia realmente di Woody Allen, non vorrei che sia come la poesia di Neruda che non era di Neruda.

La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.

Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo,
e così tricchete tracchete il trauma è già bello che superato.
Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto
che vai migliorando giorno dopo giorno.

Poi ti dimettono perchè stai bene, e la prima cosa
che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione,
e te la godi al meglio.

Col passare del tempo, le tue forze aumentano,
il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.
Poi inizi a lavorare, e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro.

Lavori quarant’anni finchè non sei così giovane
da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.
Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e
ti prepari per iniziare a studiare.

Poi inizi la scuola, giochi coi gli amici,
senza alcun tipo di obblighi e responsabilità,
finchè non sei bebè.

Quando sei sufficientemente piccolo,
ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene.

Gli ultimi 9 mesi te li passi flottando tranquillo e sereno,
in un posto riscaldato con room service e tanto affetto,
senza che nessuno ti rompa i coglioni.

…E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo!

Woody Allen

Due pulman e una marea di gente

Stasera non ho molta voglia di scrivere, sono parecchio stanco. E poi se c’è una cosa che mi ha stancato è stata la calca al comizio del Walter qui a Parma. E si, nonostante quello che ho scritto ieri, non potevo perdere quest’occasione.

Non sono molto avvezzo a queste manifestazioni elettorali ma quello che mi ha stupito è stata l’immagine di una sala colma a tal punto da strabordare dalle porte. E con un entusiasmo invidiabile. Avevo perso la speranza di entrare ma le capacità affinate sugli autobus palermitani durante le superiori mi hanno permesso di giungere praticamente sotto il palco. Tutto torna utile alla fin fine.
Tanta gente spontaneamente corsa ad ascoltare le parole di un leader politico è quanto di più lontano possa immaginare dal disinnamoramento raccontato dai media, ma che già è ampiamente dimostrato anche dagli ascolti delle centinaia di tribune elettorali televisive. Dimostrazione che non esiste antipolitica ma ricerca di una politica migliore. E’ la dimostrazione che abbiamo bisogno di credere che qualcosa possa cambiare positivamente e molte di queste risposte, almeno a parole, il Pd le sta dando.
Perchè bisogna dare atto che la vera svolta rispetto alla passata campagna elettorale sta nelle capacità mediatiche di Veltroni, lontane dalle soporifere litanie di Romano. Sa gestire il pubblico che lo ascolta, sa criticare, proporre “ma anche” ammiccare, scherzare e far sognare per certi versi. Cosa non indifferente. In America questo ha portato Obama a lottare per una candidatura alla Casa Bianca. Qui sta sicuramente portando a recuperare una battaglia strapersa in partenza.
Avrei avuto voglia di fare un bel po di domande ma ciò non è stato possibile. Perchè prima di tutto non è consentito in un comizio e poi perchè chi si è azzardato a urlare qualche domanda è stato zittito velocemente con risposte strascicate.

Alla fine non resta che dire quello che ho detto anche a lui uscendo dalla stanza [dubito però che abbia sentito] nel momento in cui stringeva la mia mano: “In bocca al lupo, ma non ci fregare”!

L’immagine è tutto?

Sono state pubblicate le liste dei candidati del Partito Democratico, il vero metro per capire quanto di veritiero si nascondeva dietro i vari proclami.

Come diceva Luca Sofri nei giorni scorsi sembrava si stesse preparando una puntata del Maurizio Costanzo con un generale, un’omosessuale, un poliziotto, una casalinga, un operaio, uno scrittore e via dicendo.

L’operazione d’immagine in atto dal Partito Democratico è solo un atto demagogico per mostrare cosa? Che accontenteranno tutti? Ma un governo non ha il dovere di accontentare tutti, ma di cercare il bene della comunità. La differenza è sottile ma importante. Detto questo è importante notare che almeno un certo rinnovamento è in atto.

Se però l’idea di candidare un operaio e un industriale nella stessa lista mi può anche andare bene, (vorrei vedere se però avranno lo stesso peso nel partito), non posso accettare il compromesso tra mafia e antimafia in Sicilia. Criticare Cuffaro per poi candidare Mirello Crisafulli, filmato nel 2001 nel corso di un amabile incontro di affari con il boss mafioso di Enna Raffaele Bevilacqua è abbastanza grottesco. Ancora di più se si pensa alla mancata candidatura di Beppe Lumia, vicepresidente della commissione antimafia escluso perchè raggiunto il limite dei tre mandati e per il quale non è stata possibile una deroga forse troppo osteggiata da qualcuno.

Così non posso accettare la pubblicità fatta qualche giorno fa per la candidatura come capolista in Sicilia di Loredana Ilardo, l’operatrice di call center palermitana e simbolo di un interesse per il precariato, poi relegata al nono posto. Probabilmente non usufruiva della stessa pubblicità di cui godeva Daniela Cardinale, ventiseienne figlia di Salvatore Cardinale, già ministro delle Telecomunicazioni nel governo D’Alema, ha cui è stato proposto il sesto posto della lista.
Quando ci si erge a paladini della moralità si è più esposti al pubblico giudizio e per questo i comportamenti dovrebbero essere più che integerrimi. Perchè a questo punto meglio votare per coloro che hanno posizioni chiare anche se lontane dalle proprie piuttosto che per ipocriti.

Detto questo le mie idee non cambiano perché tutto non può cambiare dalla sera alla mattina.

Pizzo-free

Sta per nascere a Palermo il primo supermercato pizzo free. Dall’unione di imprenditori del settore che hanno aderito all’associazione Addio Pizzo nasce una nuova idea di commercio etico.

Palermo, sfida ai clan: apre il supermercato pizzo-free da Repubblica.it

www.addiopizzo.org

Finalmente è tornato

Abbagliati

Non sono di certo un critico d’arte, le mie conoscenze in questo campo sono tutt’altro che ampie. Riesco giusto a collocare temporalmente le opere grazie a qualche reminiscenza di educazione artistica e a qualche vaga lettura.

Ma il bello non richiede una conoscenza cosi approfondita, colpisce per la sua capacità di suscitare emozioni al più ignorante cosi come al più ardito dei critici. E di fronte ad essa non si può che rimanere ammirati.

Sabato, credo di aver vissuto un qualcosa di simile. Avevo infatti letto di una mostra a Bagheria di Renato Guttuso e così ero stato spinto a visitarla, mosso dalla curiosità di vedere da vicino quelle poche opere che conoscevo.
Villa Cattolica, dove si teneva la mostra e in cui ha luogo la sua casa
museo, è una stupenda villa settecentesca tra le tante che popola Bagheria. Posta su una collinetta da una visione perfetta dell’intero golfo. La bellezza del luogo è disturbata dal mostro di ferro costruito troppo vicino alle sue mura proprio per distogliere dall’idea che qualcosa di cosi affascinante possa esistere. Leggevo proprio ieri su un libro di quanto noi Siciliani poco amiamo la perfezione, non si sa bene se per paura di somigliare troppo alla perfezione di Dio o se per paura dell’immobilità che deriva dalla perfezione che non permette di individuare un obiettivo prossimo. E in cui intravediamo quindi una possibile fine.
Pagato con Silvia il biglietto siamo stati subito travolti dalla bellezza travolgente di quei quadri dai quali l’energia si sprigionava continuamente suppur nella loro immobilità. I colori erano perfettamente amalgamati nel creare cromie perfette. La grandezza maestosa dei quadri ci rendeva partecipi della scena.
La rappresentazione della realtà era completa, dalla dimensione privata a quella più strenuamente sociale del suo impegno politico, all’amore per la terra di Sicilia. I funerali di Togliatti, la Vucciria, il comizio, i pugili, cosi come i ritratti di donne sono quelli che più hanno fatto correre la nostra immaginazione. Raramente una mostra e dei quadri mi avevano cosi emozionato.
Vi consiglio di vederla. Se potete.

Un blog che è già carta straccia