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Bella Livio!

Non ci posso credere.

Avevo tredicianni

Il giornale era li poggiato su quella panca fatta di pali di castagno e legature.
I capi Reparto erano appena tornati dal paese in cui si recavano per comprare le provviste necessarie per ogni giorno di campo. Non sorridevano come sempre. Ci lasciarono liberi di giocare e continuare nelle nostre goliardate adolescenziali.
Gaspare iniziò a fumare sul retro della tenda mentre i più piccoli si inseguivano lanciandosi sassolini ed acqua. Altri si misero a giocare a roverino, in quell’atmosfera sospesa nella quale beatamente sguazzavamo. Salvo ad un certo punto tirò quel cerchio di corda fin li, su quella panca dove Angela stava per raccogliere il giornale. Toccò a me recuperarla e avvicinandomi non potei fare a meno di guardare quella prima pagina.
Angela mi guardò e poi, tra gli occhi lucidi, ci raccontò quello che era successo e che li, lontano da Palermo, non potevamo sapere.
L’avevamo conosciuto un mese prima in quella veglia che da piazza Magione si snodò fino a riempire pienamente la chiesa di San Domenico. Ricordavo di quella serata le luci lungo via Roma, la piccola resistenza elettrica donataci, ma non riuscivo a ricordare quelle parole con cui ci aveva salutato. Il messaggio lasciatoci. Aurelio, il nostro capo ce le ricordò.
Ci scoprimmo tutti quanti a guardare le nostre piccole resistenze.
Vivemmo cosi, da lontano, il boato di quei giorni d’estate palermitana.
Dopo tutto questo tempo, quella piccola resistenza la conserviamo ancora?
P.s. Questo post è anche su Palermo Blogolandia.

Silenzio

Riflessioni altrui

A proposito anche di quello detto prima, riporto questi post dal blog del circolo Barack Obama e de iMille. Due circoli in cui da qualche tempo bazzico e dei quali condivido molti punti di vista sulla visione, in generale, della società che vorrei. In una maniera costruttiva che nulla ha a che vedere con il cazzeggio delle critiche sterili.


La prima riflessione
è:

L’Italia è:
al 15° posto in Europa per produttività del lavoro (per ora lavorata);
al 17° posto in Europa per quota di PIL destinata a Investimenti in Ricerca e Sviluppo;
al 23° posto in Europa per quota di PIL destinata alla Spesa in ICT

al 24° posto in Europa per quota di PIL destinata alla Formazione delle risorse umaneal 16° posto in Europa per Formazione Continua (percentuale di adulti che la fanno)
La nostra migliore università pubblica è al 173° posto nella graduatoria dei migliori atenei del mondo. Qualche consolazione e le fonti qui.

La seconda riflessione è sulle politiche economiche del governo, che da liberista è passato ad attuare una politica di tipo totalmente opposto. Vista la lunghezza, lascio a voi la lettura direttamente da li dove si trova.

Sfogo per i risvegli dell’ultima ora

A te che sbuffi sentendo parlare di politica, economia e balle varie, e che ti lamenti e basta stanco della situazione. Dov’eri quando le vacche erano grasse, quando era tutto ben distribuito e con le briciole dell’impero campavi bene? Non eri forse a far la coda per il tuo bell’LCD o pochi giorni fa a spendere un esagerazione per un telefonino di cui non conosci che le funzioni base? E allora forse quest’occasione ti faccia aprire gli occhi e questa crisi economica (in arrivo o già in atto, chi lo sa) sia l’occasione per pensare a quanto scialacqui, a quanto di quello che hai intorno è superfluo. Tutti i discorsi sui nostri consumi esagerati li sento da quando leggevo Topolino e raccoglievo il SuperQuest, ma tu dov’eri? E non è che adesso io mi senta migliore di te ad esser salito sullo stesso carro, nonostante abbia sempre tenuto il freno un pò tirato, per formazione ed educazione….Ma non mi venire neanche a fare quei discorsi per i quali verdi, ambientalisti, terzomondisti siano il peggio che possa accadere per la nostra società, sono soltanto quelli che avevano visto l’iceberg arrivare e che gridavano aiuto, senza poter usare il timone per virare. Se vuoi vivere cosi tanto meglio, ma almeno non mi venire a raccontare stronzate solo adesso. E soprattutto non mi dare dell’ idealista, perchè nonostante tutto preferisco il sogno alla rassegnazione.

Per Blogolandia

Ieri l’urbar blog di Palermo mi ha chiesto di scrivere un post sul Festino. Qui trovate cosa ho buttato giù.

Domenica a Venezia

Qui. Ci sono anche le foto di Udine.

Una piacevole compagnia

Se non sapete cosa ascoltare quando studiate, o quando avete bisogno di un sottofondo non sovversivo ad accompagnare le vostre faccende, vi consiglio questa webradio. Si può anche ascoltare da ITunes, naturalmente

Il Sindaco è a cena a Castel Utveggio….

Geniale la trovata di ieri dei grillini di Palermo durante il Festino. Per chi non vive a Palermo, e non ne sa nulla, qui se ne parla abbondantemente. La penosa storia in breve ha visto la creazione della zona a traffico limitato per le vie della città con metodi e criteri piuttosto ambigui, soprattutto per quanto riguarda l’assegnazione dell’appalto e la gestione della ZTL. Il risultato è stato la cancellazione da parte del Tar della direttiva comunale e il caos creato dai cittadini che adesso richiedono il rimborso del pass. Questo e una lunga serie di provvedimenti hanno creato nei confronti dell’amministrazione e del sindaco più “cul” d’Italia.
Ad ulteriore dimostrazione del clima non idilliaco ieri sera Dieghito non è salito sul carro della Santuzza in una tradizione che dai tempi di Orlando univa i palermitani al proprio sindaco, in un’orda di fischi o applausi, come a sancirne l’approvazione popolare in tempi in cui i sondaggi non erano cosi di moda. Di questo si è parlato molto oggi su Rosalio.it (con questo e quest’altro post), e anch’io ho lasciato qualche pensiero. Il dibattito non è il sale della democrazia? E’ la sola cosa che ci è rimasta?

Lezioni di cucina da autodidatta: Pollo alla birra

Nella personalissima battaglia per la sopravvivenza, allontanato dalle pietanze succulente prodotte dalle mani di mammà, il problema del cibo si è spesso risolto in maniera molto banale con cibi di semplice cottura. Frittate di ogni tipo, fettine di carne in varietà, una discreta conoscenza del mondo degli ortaggi presenti sugli scaffali del supermercato con scoperta di varietà di insalate sconosciute, e poi divagazioni sul tema che non lascino perdere più di pochi minuti sui fornelli. Trovo noioso perdere tempo con fornelli e porzioni per un tempo superiore al quarto d’ora. Ma proprio per questo motivo accetto la sfida cimentandomi in piatti leggermente più elaborati, che ad un certo numero di palati non sono dispiaciuti. Dopo aver raffinato le mie capacità con gli spaghetti con il pistacchio stasera ho deciso di tentare la fortuna con il “Pollo alla birra”.

Una rapida ricerca ed ecco trovata la ricetta, che da novello gourmet vi espongo nella versione da me preparata:

Ingredienti:
-Pollo a fettine;
-Farina;
-Sale e pepe;
-Cipolla;
-Birra.

Tagliata la cipolla, si prepara il soffritto con un filo d’olio. Nel frattempo si tagliano le fettine cosi da ottenere dei bocconcini che verranno infarinati e conditi con olio e sale.
Quando il soffritto è pronto si versa nella padella e si cuoce fin quando non risulti ben dorato. A questo punto entra in gioco la birra (io ho usato una birra abbastanza indecente, e il risultato è stato ottimo, quindi non occorre dilungarsi molto nella scelta, usate quella che avete in casa), che va versata fino a coprire completamente il pollo. Si lascia cosi cuocere a fuoco lento coprendo la padella con un coperchio per circa 30 minuti. Finita questa si scopre e si alza il fuoco cosi da far raggrumare la birra restante. Il risultato è una pastetta deliziosa che ricopre totalmente il pollo e che non si sottrae alla scarpetta.

Se ci sono riuscito io senza far danni credo sia alla portata di tutti 🙂