Un viaggio d’andata segnato da terremoti, ritardi, sedili crollati sotto il mio peso, deviazioni per frana;
una notte di Natale anomala ed in cui, alla mezzonotte, ero già con gli occhi chiusi crollato sotto la stanchezza del viaggio;
la mattina della festa a messa a Pietratagliata a vedere un pò di vecchi compagni di strada e un pò dei ragazzi una volta nel mio “Reparto”;
il pomeriggio a pranzo dalla cugina a giocare col suo nuovo tavolo da biliardo guardando Gaetano divertirsi come fosse stato all’oratorio qualche decennio fa;
e poi la sera ai Candelai;
Santo Stefano a casa a godermi casa;
il 27 in partenza per Gela per finalmente rivedere Silvia;
un paio di giorni li a mangiare fino a scoppiare pesce e una Sette veli che non finiva mai;
tornare poi con lei a Palermo per continuare a mangiare la sera mare a Mondello con cugini più o meno acquisiti;
e le sere successive passate a rivedere un pò di amici (sempre mai abbastanza) per le vie del centro, accorgendomi di quanto ancora questa Città sia dentro di me,
nonostante tutto.
Con una notte di Capodanno tra le più belle degli ultimi anni, dopo aver declinato un pò di inviti per feste che ormai mi hanno un pò stancato. E ballando cosi dopo la mezzanotte in Piazza Sant’Anna, con una chiesa pericolante sulla testa, Palazzo Ganci alle spalle, sotto un cielo perfetto ed un clima primaverile.
E il nuovo anno a darmi la sveglia sempre troppo tardi per assistere all’immancabile concerto di Capodanno e per arrivare puntuale al pranzo di famiglia;
la sera poi a giocare a scacchi per poi passeggiare per via Libertà vuota;
scoprire al secondo giorno dell’anno il fascino dei giradischi e di un ottimo impianto grazie ad un venditore più unico che raro.
E poi la sera al Jackass ad ascoltare un amico suonare.
E la sera successiva a casa di Stefano ad ascoltare qualche vinile con una buona compagnia, a parlare di caos e rabbia per la difficoltà delle scelte di chi resta e di chi deve andar via da questa città.
E quando già sembra che non debba finir mai accorgersi che l’indomani è già tempo di far le valigie,
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La famosa nevicata del gennaio 2009
All’arrivo alla stazione di Milano la città sapeva di ovattato. Poca gente in giro e un silenzio anomalo.
Una tragedia raggiungere casa. La macchina non poteva restare in stazione per tutti questi giorni, ma contavo di trovare un autobus o anche un taxi che dalla stazione della metro mi portasse a casa. Nulla, il deserto. Alla faccia dei servizi del benemerito Nord. Sono dovuto tornare alla stazione di Cascina Gobba per trovare un misero taxi. Un taxi poi fuori servizio e li soltanto perchè stava raccogliendo il suo parentame in arrivo dalla Sardegna. Devo ringraziare pure la buona sorte nonostante i maledetti prezzi che applicano.
E stamane?
Bloccato a casa, intorno sembra di essere intorno al Petito Moreno senza tracce di scioglimento. Ho provato a spalare una parte dei cinquanta centimetri di neve, ma dopo un’ora non ho fatto altro che creare un corridoio.
Anche se solo riuscissi a spalare il camminamento per far uscire dal letargo la macchinina, la strada su cui dovrei immettermi è totalmente imbiancata senza speranza di vedere uno spalaneve.
Ho chiamato a lavoro e sono in ufficio soltanto in tre. Con poche speranze di poter uscire stasera.
Utilizzerò la giornata per un rientro dolce alla normalità dopo questi quindici giorni di vacanza. Ho da sistemare un pò di regali, e spazzare casa da capo a piede.
Guarderò la neve calare fuori dalla finestra sperando almento di vederne diminuire l’intensità, per poi tornare a spalare.
A’ bella Milano!
Tanto per chiarire
Ehi, guardate che sono in vacanza, non sono sparito. Viene tristezza a veder diminuire in pochi giorni cosi tanto i lettori dei feed.
Nel proprio recinto
La classifica 2008
Ho notato che nella blogosfera esiste una tradizione ben rodata negli ultimi giorni dell’anno.
E’ quella delle classifiche. Non ho molta affinità con questa tipologia di post per difficoltà oggettive nel mettere ordine tra le cianfrusaglie di un intero anno e di una vita intera.
E’ legata questa cosa senz’altro al disordine che mi caratterizza.
Cercando di colmare queste lacune sono andato a vedere, guardando le varie classifiche di lastfm quali sono stati gli album più ascoltati di quest’intero anno ed usciti più o meno in questo periodo. Almeno basandomi su dati oggettivi eviterò di dimenticare qualcosa.
1. Vantage Point, dEUS.
Uno dei concerti più belli dell”estate e un disco stupendo.
2. Into the wild, Eddie Vedder.
Il suono delle terre estreme, del sapore della libertà dalla voce di Eddie. Intenso come non avveniva da tanto.
3. Forth, The Verve.
Un ritorno all’altezza delle aspettative.
4. Safari, Jovanotti.
Dall’adolescenza ad oggi al mio fianco. “Safari” canzone dell’estate e “Dove ho visto te” la più bella.
5. Viva la vida and death all friends, Coldplay.
6. Trouble in dreams, Destroyer.
Una delle scoperta più interessanti dell’anno.
7. Da Solo, Vinicio Capossela.
“Il paradiso dei calzini” ha accompagnato quest’autunno. Con il suo disco forse più malinconico.
8. Lifeline, Ben Harper.
9. An ordinary man, The Niro.
Sarà che la sua voce mi ricorda Jeff Buckley?
10. Feed the animals. Girl Tank.
Un intelligente follia.
Un camion carico carico di sms natalizi
Non mi sono sbizzarrito più di tanto quest’anno negli auguri di Natale. Avrei dovuti farli a molte persone ma in realtà mi sono stancato degli assurdi sms che arrivano in questi giorni.
Preferirei piuttosto sentirle durante l’anno o passare anche solo una serata insieme quando possibile piuttosto che leggere un sms spedito a tutta la rubrica.
Ma, probabilmente ho perso la mia vena poetica in 160 caratteri, e per questo l’invidia mi gioca brutti scherzi.
Per questo proverò a rifarmi elencando qui giù un pò di frasi che vorrei aver scritto io e che ho trovato su questo sito.
1. “La befana a volte tarda perchè ormai è vecchia e sorda ma a coloro che son buoni lascia sempre molti doni tra le ceneri e il carbone ecco a te un gran bacione”
2.” Per questo Natale vorrei regalarti tutto e niente: qualunque cosa che ti possa rendere felice e niente che ti faccia soffrire. Felicissimi auguri di buone feste.”
3.”A cinque anni il mio desiderio era che babbo natale mi portasse il regalo ora che sono grande il mio unico desiderio e di averti con me la notte di natale per guardare il cielo”+
4.”Una slitta sta correndo tra le stelle del firmamento,il babbo scende dal camino e ti lascia un ricordino, guarda bene è speciale i miei Auguri di un Buon Natale!”
5.”Cammina lieve su di un bianco tappeto di neve…Gesu’ Bambino pian pianino entra nel tuo cuore cancella tutte le pene e lo colma d’amore…BUON NATALE”
Un grande 2009
Scrivevo qualche giorno fa di avere un sogno. Qui invece ho letto una lista dei titoli dei giornali che anch’io vorrei leggere nel 2009!
La domotica del pensiero
Intanto però fa piacere sapere come la ricerca va avanti e l’Italia, a dispetto di tagli continui, dimostra di avere nicchie di eccellenza invidiabili.
Come leggo in questo articolo in cui si parla addirittura di una “casa telepatica”, capace cioè di trasformare gli impulsi cerebrali in comandi del dispositivo d’automazione. Le prospettive future di questi progetti lasciano prevedere una vita migliore per tutti coloro che sono impossibilitati nei movimenti.
Buon natale!
Non vi dico cosa significa viaggiare in treno da nord a sud con quattro ore di ritardo. Intanto mi godrò la notte della vigilia e poi magari ne riparliamo tra un paio di giorni.
Buon Natale a tutti!
A notti i natali
A notti di Natali
nascìu u bomminietru,
e nascìu menzu l’armali
menzu un voi e nu sciccarietru
Poesia natalizia della tradizione orale di San Mauro Castelverde