Inspiegabili e vergognosi

Mi lascia senza parole questo video. Quanto meno si dovrebbero dare delle spiegazioni. Ma dove vogliono arrivare in questo modo? Poi si meravigliano che Di Pietro abbia tutto questo seguito.
L’unico a farci una bella figura è stato Piloso, uno dei migliori giornalisti perora in televisione.

E se perdo tutto quanto?

Oggi pensavo a come fare se dovessi perdere quanto scritto fino ad oggi qui e che nel suo piccolo è diventato un diario di molti dei miei pensieri.
Poi per fortuna ho trovato un programma per fare il backup di tutto l’archivio del blog su questa piattaforma.
Si chiama blogger backup. Piuttosto semplice, basta inserire i dati dell’account e poi avviare. E se mai dovesse servire, è possibile anche il restore.
C’è qualcuno con la mia stessa ansia?

Ho voglia di leggere un Topolino

Fu cosi che fui invitato a questa cena.
Ristorante milanese, lunedi sera.
Non conoscevo nessuno, ed ero stato invitato da un ragazzo con cui avevo avuto uno scambio di mail in giornata e che si è dimostrato subito molto disponibile.
Sarebbe stata una cena tra un pò di milanesi del circolo. Ho pensato bene di andare, quanto meno un’occasione per conoscere un pò di gente nuova e con la quale condivido un pò di idee.
In effetti la serata non si è rivelata per niente male. Gente molto interessante e stimolante con cui difficilmente avrei avuto modo di entrare in contatto altrimenti.
Si è parlato dei progetti in corso, di quelli che avevano chiuso, e poi un pò di discussioni a campo libero. Una bella serata che spero si possa ripetere in fin dei conti.
Tornando a casa però non mi sentivo a mio agio. C’era qualcosa che non andava. In effetti poi ho capito. E ne avevamo parlato già con qualcuno durante la serata. Qualcosa che mi ha dato sempre sui nervi. L’atteggiamento elitario di molti della sinistra e notato in qualcuno ieri sera. L’arroccarsi sulle proprie conoscenze in maniera totalmente incosistente e fine a se stesso in cui ciò che importa non è chi ti ascolta ma cosa tu stai dicendo. Gratificante per chi si autocompiace di se stesso. E che ieri sera ha spento per esempio molte discussioni dividendo il tavolo.

Non mi piace perchè è un atteggiamento che non unisce, anzi allontana tutti coloro che vorrebbero prestare l’orecchio per interesse casuale ma che poi scappano via non comprendendo l’argomento di cui si parla.
E’ l’atteggiamento che poi allontana, portando l’argomento più in alto, tanti dalla sinistra. E che dall’altra parte viene raccolto attraverso un linguaggio a volte fin troppo puerile (ma cercato e voluto) da chi adesso è al governo. Mica fessi.
Purtoppo è la semplicità della sintesi che non si riesce ad avere.

Appena arrivato a casa avevo solo voglia di andare a recuperare un vecchio numero di Topolino.

Outing

Negli ultimi tempi mi sono appassionato molto alla politica. Non so come si sia mossa questa cosa in me, ma penso che se dovessi guardare indietro alla mia formazione molto è dovuto allo scoutismo.
Dopo aver incitato ed essere stato incitato “a lasciare il mondo migliore di come l’abbiamo trovato”, attraverso vari percorsi sono arrivato alla conclusione che tante cose possono rendere migliore il posto in cui viviamo, ma ciò che deve muoversi a capo deve essere sempre la politica.
La politica, quella fatta bene, quella che probabilmente non esiste, penso sia la forma più alta di servizio verso il prossimo che si possa trovare. Si parla per idealismo e non per realismo, naturalmente.
E nonostante tutto credo che un pò di disilluso idealismo faccia comunque bene. E piuttosto che accettare tutto ciò che dall’alto viene calato sono dell’idea che sviluppare uno spirito critico, una coscienza politica, sia alla base dell’essere un buon cittadino.
Detto questo, mi sono sempre tenuto alla larga da partiti e partitini, visti sempre come qualcosa di poco interessante a cui è difficile aver accesso, quanto meno per poter discutere e dibattere temi, senza rimanere invischiato in inutili reti.
Tutto questo comunque per raccontare come, sulla base dei idee che ho maturato in questi anni ho cominciato a frequentare un circolo online perchè mi sono trovato a condividere molti dei loro punti di vista e perchè ho visto crescere all’interno un bel dibattito. In realtà è un gruppo che esiste già da un pò di anni e molto delle loro idee sono passate, per la loro forza. Anche se ancora , troppo spesso, vengono trattati da chi siede ai piani alti come quei bambini che vengono lasciati giocare alla politica. In realtà sono le poche idee che possono dare una scossa a questo paese senza speranza. Facendo proposte e non solo proteste.

Amore non ne avremo

A proposito di Peppino Impastato, ho ascoltato alcune canzoni del cd “Amore non ne avremo“, trasposizione in musica delle sue poesie, cantate da artisti Siciliani e non. Tra le perle, questa “Ricordo D’autunno”, dei Gang, mi sembra stupenda e non riesco a togliermela dalla testa.

A cosa servono gli amici…

Sono riuscito finalmente a vedere ieri sera “Io non sono qui“. Avevo provato già tempo fa e avevo abbandonato il campo. Tornato a casa accendendo la televisione ho visto che lo davano su Sky (ne ho approfittato visto che Peppe non c’era!) e sono rimasto incollato allo schermo. Sei storie intrecciarsi, sei personaggi incrociarsi per raccontare la storia di Bob Dylan, non sono semplici da assorbire. Ma alla fine mi è piaciuto, anche tanto, anche se mi ha pervaso di amarezza e un pò di melanconia.
Sarà che ero un pò stanco della giornata di ieri con un pò troppi casini burocratici da risolvere (maledette Poste Italiane!) o sarà che ero stanco di tornare a casa la sera e trovarmi solo.
Per non farmi mancare niente, in una botta di masochismo, ho visto alle 21 un documentario su Peppino Impastato su History Channel. Dovevo attendere le 22:30 per andare a prendere Nuccio e Peppe all’aeroporto, per cui pensavo potesse essere un buon riempitivo.
Non ha fatto che peggiorare il mio umore. Per quanto ormai abbia visto almeno una decina di volte il film, abbia letto libri, visto concerti, ascoltato canzoni, ogni volta ci sto male e sento crescere una rabbia dallo stomaco che non riesco a fermare.
Sarà retorica, sarà quello che volete, ma aver lasciato la mia terra è un vuoto che sento ancora incolmabile. E ancor più non poter far nulla da qui per contribuire, nel mio infinitesimo, al cambiamento.
Per fortuna, nonostante il ritardo di Alitalia, poi però sono uscito. E l’entusiasmo e i racconti delle loro due settimane in Inghilterra ha risollevato il mio umore.

Non metteteci bavagli

Sto leggendo del disegno di legge presentato dai nostri parlamentari per mettere il bavaglio ai blogger dimostrando una miopia senza eguali, una capacità di comprendere il mondo fuori dal comune.Il progetto di legge Levi-Prodi (sigh!) proposto la scorsa primavera è stato ripresentato con alcune modifiche che, in un certo senso, hanno migliorato il testo esistente lasciando ancora parti poco chiare. E’ partita quindi la protesta e il dibattito che sta imperando su molti blog, soprattutto su come difendersi per evitare problemi simili a quelli avuti da Carlo Ruta. La situazione ancora non è cosi grave, come sottolineato anche in questo post, che invita all’approfondimento prima di aderire ad una protesta. Mi sembra quanto meno saggio in tempi come questi in cui con un clic si solidarizza con tutti con troppa facilità. Come ricordato nelle ultime righe del post citato, anche questi metodi non sono un gran esempio di autorevolezza.

Ci nascondiamo di notte

“Ci nascondiamo di notte

Per paura degli automobilisti
Degli inotipisti
Siamo i gatti neri
Siamo i pessimisti
Siamo i cattivi pensieri
E non abbiamo da mangiare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare”

Lucio Dalla

Leggevo i dati dell’indagine Istat pubblicata ieri e mi veniva in mente il testo di questa canzone. Siamo un popolo triste, di insoddisfatti, abbiamo paura delle nostre paure. Il lavoro non ci soddisfa, il cielo non ci soddisfa, il tempo libero non ci basta. Siamo li, chiusi nelle nostre case ad aspettare che il tempo torni sereno.
Ma a me sembra che non sia poi tutto cosi nero. Ci piace raccontarci cosi per compiacerci nei nostri difetti e non sentirci soli o invidiati. E soprattutto anche se siamo insoddisfatti realmente non abbiamo il coraggio di cambiare, di svoltare. Tanto meglio una delusione oggi che un insicurezza domani. E cosi, giorno dopo giorno, continuiamo a star male. Ma cambiare mai.
Si, è inutile, non c’è lavoro, non c’è decoro, ma mai una volta a chiederci cosa cavolo facciamo per cambiare il corso del destino segnato. O mai che siamo li a chiederci se stiamo sbagliando in qualcosa. Siamo fieri e cerchiamo di apparire fighi con nostro colletto alzato nonostante tutto.
Cavolo, interroghiamoci e cerchiamo di darlo una volta tanto. Non facciamo come gli autisti dei tram.

p.s. foto dalla chiesa di San Giorgio di San Mauro Castelverde. Luglio 2008

A partire da.

A proposito del post dell’altro giorno, è stato pubblicato su questo blog e si è sviluppata una discussione. Cosi, per chi vuole aggiungere qualcosa.

La rete

Una delle poche cose carine trovate su facebook. La teoria dei grafi applicata alla mia rete di conoscenze.