correndo a Parma a recuperare giubbotti, maglioni e sciarpe.
Archivio mensile:Settembre 2008
Dai Gesù, apri un blog!

Sapore di sale 2008
Grazie Tere per le foto. Non mi ero mai visto da questa prospettiva
E se non lo capisce lei
Basterebbe farsi un giro su Google digitando il suo nome.
Paz!
di Andrea Pazienza
Son pieno d’amore
per
gli altri,
son pieno
d’amore
e il mio amore
è un fluido
magnetico
passato al setaccio.
Il mio
amore per gli
altri è vero.
E nel mio
amore vero
c’è tutto
c’è l’odio.
Un pizzico d’odio
non guasta
l’amore
perfetto.
E il mio amore
perfetto è un mare
con un po’
d’odio dentro,
granelli
di sabbia.
E il mio amore
è un fluido
magnetico passato
al
setaccio.
Vai Girandengo!
Sull’importanza degli obiettivi chiari
Ma dai, è già passata una settimana, mi dico.
E mi sembra già di essermi buttato alle spalle buona parte delle paure che fino a qualche mese fa toglievano serenità alle mie giornate. Scegliere il cambiamento credo sia stata la mossa giusta, nel periodo giusto. Non ho molti elementi per giudicare, ma se posso semplicemente basarmi sulle sensazioni, basterebbe fare il confronto del primo giorno di lavoro. Quando ho cominciato a lavorare in Cedacri ho subito avvertito che non sarei stato bene lì dentro, il silenzio dell’ufficio, l’accoglienza, la poca disponibilità nell’addestrarmi alle mie mansioni da subito avevano già dato i loro segnali, e per questo uscito da li dentro ero quasi disperato. Disperato forse è un’esagerazione, ma avevo da poco cambiato un lavoro che non mi soddisfaceva e partivo pieno di buoni propositi. Poi con il tempo le sensazioni si sono trasformate in fatti e l’insofferenza si è trasportata per l’intero anno, nonostante i legami che nel tempo si sono creati in ufficio. Alla fine mi ero anche abituato all’uso comune, riuscivo a far passare il mio tempo in quelle mansioni, ma non pensavo di aver poter durare a lungo. Il lavoro era noioso e di routine, gli stimoli erano infimi e le opportunità di crescita che intravedevo molto molto basse. Le giornate trascorrevano cosi molto lente, mentre la mia mente cercava una via di scampo reale. Potevo anche rassegnarmi ad un lavoro che non mi soddisfaceva e che comunque mi permetteva di vivere da solo, ma non poteva bastarmi. Avevo, ed ho, la necessità di pormi degli obiettivi continui ed ho la consapevolezza che l’abitudine a poco a poco sia più letale di un colpo di cannone. Non volevo questo.
Capii allora che fino a quel momento ero stato vittima di scelte casuali, votate alla mancanza di un chiaro obiettivo a cui mirare. Avevo cominciato a lavorare con la consapevolezza della difficoltà attuali del mondo del lavoro, per cui avevo accettato tra le varie offerte quella che sembrava migliore. Mi ero accorto ben presto che non era quello che volevo fare e, cambiando, speravo di trovare qualcosa di più interessante, mirando però ad un bersaglio ad occhi chiusi. Come potevo pensare di fare centro?
Penso sia tutto cambiato nel momento in cui ho scelto di re-impossessarmi delle mie decisioni, di riprendere io ad essere l’autista di questo tram, e smetterla di essere un passeggero distratto. Cominciai cosi ad individuare il campo d’azione in cui muovermi, anche con fallimenti continui dettati dall’insicurezza nello scegliere la giusta strada, ma ciò nonostante mi ero rimesso in cammino. In quel periodo mi sono messo in contatto con professori universitari e dottorandi, li ho incontrati nei loro uffici a Parma come a Milano, ho ascoltato i loro suggerimenti e così ho cercato di mettere a fuoco il bersaglio a cui puntare. Avere obiettivi chiari rende tutto più facile, non era questo uno degli insegnamenti di Randy Pausch? Non è mai stato semplice per me prendere decisioni, vorrei tante volte afferrare il mondo intero e per questo forse, in passato, era stato cosi difficile. Non ho mai amato molto quelli cosi sicuri dei propri obiettivi, cosi sicuri nelle proprie convinzioni. Ma per me non poteva più essere cosi.
Le conseguenze di questi miei pensieri poi si sono evolute piuttosto velocemente, e tutto ha cominciato a girare per il verso giusto, conducendomi in poco tempo a questa scelta. Il nuovo colloquio, la proposta di lavoro, la decisione di cambiare, l’estate e poi il nuovo inizio, di cui sono entusiasta come non mai dalla fine dell’università. Poi si vedrà, vedremo.
Lo so, la vita è fatta di momenti, momenti in cui tutto sembra cosi nero da non vederne l’uscita, e in cui tutto si complica continuamente. Momenti invece in cui semplici avvenimenti danno la sensazione di un’inversione di marcia e da quel momento tutto sembra girare come desideravi. Sono fasi, presumo come quelle della luna. Passano, lo so, se la Terra continua a girare in questo modo.
Harmaghedon
Il mare si ribella
Non male questo spot, potrebbe sembrare una pubblicità progresso.
Citazioni dalle citazioni
Mi è capitato però di sfogliare vecchi giornali e di imbattermi in vecchi numeri di riviste.
In una di queste, ho letto una citazione fatta da Umberto Eco, e tratta da “La democrazia in America“, un libro scritto ben 173 anni fa. Aveva visto lungo quest’Alexis de Toqueville:
“Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare.
Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri… Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l’ordine anzitutto! Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere.
Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo“.


