E se mi regalassi l’Iphone!


Per chi ha la possibilità di comprare un Iphone, attraverso uno dei tanti canali possibili, Sole 24 ore ha stranamente fornito un elenco delle possibilità di hackeraggio che ne potrebbero consentire l’uso anche in Italia. A quanto pare è più semplice di quanto si possa immaginare. Visto il cambio favorevole con il dollaro penso di farmene portare uno dagli States!

Che fine ha fatto l’agenda?

Tra i tanti misteri che avvolgono la strage di Via D’Amelio rimane ancora senza chiarimenti la scomparsa dell’agenda rossa di Paolo Borsellino, il diario in cui raccoglieva appunti riguardanti le ultime indagini, tutti i suoi incontri. Soprattutto raccoglievano gli interrogatori che in quei giorni conduceva con importanti “pentiti” quali Vincenzo Calcara, Gaspare Mutolo e Leonardo Messina. I tre stavano rivelando molti dei legami tra mafia e politica, mafia e servizi segreti, tra mafia e imprenditoria. Ciò che si trovava all’interno poteva portare ad un terremoto in Sicilia e non solo.

L’indagine in corso dalla procura di Caltanissetta accusava Giovanni Arcangeli, nel ’92 capitano dei carabinieri, oggi tenente colonnello, della scomparsa dell’agenda.

Un’inchiesta di RaiNews 24 ha spiegato nei giorni scorsi molto bene quello che è successo in quei momenti concitati. Il primo giorno di aprile quest’uomo è stato assolto per non aver commesso il fatto, direttamente all’udienza preliminare. Lui, interrogato soffre di amnesia, non riesce a ricordare perché si allontanò di sessanta metri circa dall’auto del giudice per poi tornare indietro.
Ciò che questa foto racconta è quindi un illusione ottica, lui non si sta allontanando, forse neanche esiste, nulla esiste. I grandi giornali a questo non hanno dedicato non più che un trafiletto. Nei telegiornali non si sa neanche di cosa si stia parlando. Ulteriore prova che quell’attentato è stato solo un brutto sogno.

Eppur mi sono sbagliato

Rileggendo quanto scritto in settimana mi sono accorto di quanti errori abbia commesso!
E’ stata una settimana stancante, ho scritto sempre molto di fretta ed ecco il risultato.
Vado a dormire cosi recupero un pò.
Notte.

Resistenza

Parlare di Resistenza oggi forse ha poco senso. I principi stessi che animarono quel periodo sembrano essere dispersi. Eppure un senso lo ha ancora oggi, continua ad esistere nelle nicchie della nostra società che ostinatamente non si rassegnano al fare prestabilito. Per me questa parola assunse un significato diverso il 20 giugno del 1992, in una calda notte d’inizio estate. Da poco meno di un anno ero entrato a far parte degli scout del mio quartiere ed il mio capo reparto Aurelio ci invitò a partecipare ad una fiaccolata, organizzata dall’Agesci, che da Piazza Magione sarebbe terminata nella chiesa di San Domenico. Ci trovammo li in tantissimi, con le nostre famiglie a ricordare il lutto collettivo che la nostra città aveva vissuto. I nostri ceri si accesero illuminando cosi le strade del centro di Palermo. Insieme ad esse ci venne consegnata una “resistenza elettrica” da attorcigliare sul nostro fazzolettone. Era un simbolo quanto mai azzeccato e che ancora alcuni di noi conservano gelosamente tra i propri cimeli.
La manifestazione fu poi uno dei momenti più toccanti della storia recente della nostra città, per essersi rivelata inconsapevolmente l’ultimo saluto a Paolo Borsellino, già consapevole di essere “un morto che cammina”. Le sue parole, quasi un testamento, si trasformarono in quei pochi mesi in un passaggio di consegne alla città del messaggio a cui lui e molti altri del suo pool avevano dedicato una vita.

Quel discorso è visibile qui.

« La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità. »

L’Agesci raccolse da allora con impegno quelle parole impegnandosi nel suo ruolo educativo anche con maggior vigore riconoscendo nel potere dell’educazione una delle leve per poter imprimere un cambiamento alla città. Questo impegno venne riconosciuto anche dalle istituzioni che decisero di affidare all’associazione un terreno confiscato alla mafia su cui si ergeva una piccola palazzina, nella zona di Altarello.
Fu affidato all’Agesci con il compito di costruire lì un base scout fruibile all’intera zona, e da allora Fondo Micciulla, questo è infatti il nome del terreno, è diventato per gli Scout Palermitani croce e delizia. Negli anni ha conosciuto fasi di abbandono per carenza di fondi e anche forse per assenza di uomini in grado di offrirsi con anima e corpo a questa sfida estremamente ardua. Da un po’ di anni a questa parte questa sfida è ripartita, grazie ad un gruppo di capi, capaci di costruire attorno a quest’obiettivo un nuovo entusiasmo in un folto gruppo di ragazzi dei gruppi della Conca D’oro.
Per costruire però su quel territorio non sbasta sbracciarsi, significa vivere nel contrasto con la piccola malavita locale che da sempre si è opposta anche bruscamente a tale ingerenza in un territorio che sentivano come loro. Era il terreno del boss, era il terreno in cui in una fase successiva venivano a nascondere merce rubata, in cui si nascondevano latitanti tra la macchia mediterranea e la camera dello scirocco. Il vero gioiello nascosto di Fondo Micciulla. I raid sono stati continui negli anni, ricordo lanci di pietre durante alcune attività e molte altre storie potrebbero essere raccontate da coloro che su quel terreno hanno passato molto più tempo di me. Negli anni questi si erano fatti meno frequenti e talvolta si è riuscito a coinvolgere qualche piccolo gruppetto di ragazzi della zona, anche se con estrema difficoltà. La resistenza, insomma, faceva il suo corso. La crescita della base ha portato cosi alla creazione di un gruppo di rover e scolte che si occupa con continuità del progetto, le cosiddette “Volpi Randagie”, dal nome dato alla base (“Volpe Astuta”) e che settimanalmente opera su quel territorio. Punto più alto di questa sfida è stata ad oggi la realizzazione del cantiere nazionale per Rover e Scolte del settembre scorso, durante il quale più di 30 scout provenienti da tutt’Italia hanno lavorato alla costruzione della base.

Ho avuto modo di vedere rinata quella casa nei giorni di natale quando ho chiesto ai ragazzi del clan del Palermo 14, una volta i miei esploratori, di portarmi a vedere quanto fin li realizzato. Un posto rinato e del quale mi raccontavano con estremo entusiasmo quanto fin li creato .

Negli ultimi giorni una parte di quel lavoro è stato distrutto per mano di alcuni vandali che hanno divelto le inferriate poste a protezione dell’edificio e si sono introdotti all’interno. Li beatamente hanno consumato il loro pranzo e dopo aver distrutto alcune cose hanno lasciato la casa con alcuni attrezzi che al loro interno si trovavano. Un episodio che sicuramente si è fatto sentire sul morale, come ho avuto modo di notare dalle voci che mi raccontavano il fatto, ma che testimonia un impegno difficile ma per questo vicino e sensibile allo spirito dello Scoutismo. Osare l’impossibile.

La democrazia che non c’è

La parola democrazia è vuota. Non ha significato quando coloro che votano non sono liberi da condizionamenti. E quando le proprie scelte sono ricattabili un paese non si può definire libero.

E Palermo non è libera, la sensazione l’abbiamo sempre avuta sentendo parlare di voti comprati, di banconote da 50 euro spezzate a metà, di pacchi di pasta, buoni pizza, regalati nelle piazze più popolari, nel sentire storie di promesse elettorali puntualmente svanite dopo le elezioni.
E’ solo il prezzo a variare, a seconda della piazza in cui ci si presenta. Alla famiglia che stenta a campare offriamo un pranzo, al ragazzino modaiolo un telefonino, al ragazzo in cerca di lavoro il corso professionale con futuro, ipotetico lavoro, e così in un crescendo inimmaginabile che porta le casse della Regione a svuotarsi nella rete di clientele. Un sistema non democratico che si autoalimenta per perpetuare questo schema all’infinito e che così non ha interesse nel creare lavoro, prospettive e ricchezza.
Venerdi la notizia dell’arresto dei due presidenti di seggio ha si destato scalpore, ma non ha detto nulla di nuovo. Soprattutto per il fatto che questi voti favorivano una lista pro-Cammarata. Le elezioni di due anni fa sono state ricchissime di anomalie, come dimostrato nelle denunce già presentate ai tempi da Orlando e non solo.


Alcune di queste voglio elencarle:

– al momento dell’insediamento dei seggi la domenica mattina, i plichi delle schede risultavano aperti in molte sezioni e nella quasi totalità di questi casi mancavano da una a 100 schede. Ciò è gravissimo perché le schede mancanti possono essere utilizzate per far votare fuori dai seggi secondo le proprie indicazioni e sotto lo stretto controllo di uomini di Cosa nostra;
– in alcune sezioni sono stati rinvenute nell’urna e regolarmente spogliate pacchetti anche di 160 schede che risulterebbero tutte votate dalla stessa mano e con la stessa grafia, in favore del medesimo candidato, e per di più con matite non corrispondenti a quelle copiative in dotazione ai seggi (come dimostrato dagli arresti);
– in alcune ore (soprattutto la mattina presto) si è registrata una formale elevatissima affluenza di elettori che non appare sia stata corrispondente a un effettivo sovraffollamento dei seggi;
– diversi elettori sarebbero stati sorpresi all’interno delle cabine di voto intenti a fotografare la propria scheda con telefonini;

Peraltro, la scelta degli scrutatori, a seguito di una scriteriata legge approvata alcuni anni fa dal centrodestra, non avviene più per sorteggio ma per nomina. In Sicilia, gli scrutatori sono nominati da una commissione presieduta da un dirigente del partito Udc. Penso che questo sia già sinonimo quanto meno di poca trasparenza, viste le note frequentazioni degli esponenti del partito di Cuffaro.
Insomma una realtà da Nigeria o Zimbawae, per questo alcuni cittadini hanno deciso di scrivere all’Osce per chiedere l’invio di osservatori, proprio come avviene nei paesi a rischio.
Firmate la petizione cliccando sul banner in alto.

Nei giorni scorsi inoltre Stefania Petyx a Striscia la notizia ha presentato un video di denunce elettorali e dalla giornata di ieri con una poltrona risiede a Piazza Indipendenza per chiedere la possibilità di eliminare le tendine dai seggi elettorali per consentire agli scrutinatori la rilevazione dell’uso di telefonini. Addio Pizzo ha appoggiato l’iniziativa.

P.s. Da guardare il video delle iene che qualche settimana ho segnalato anch’io.

Basta cati d’acqua

Se quei quattro scanazzati non la finiscono di fare casino quando sei buttato sul tuo divano per la siesta, non alzarti da li, non riempire il secchio, da oggi basta attivare Mosquito!

Boschi di Carrega