Commemorazioni

Surreale entrare all’Esselunga e trovare le luci basse, un silenzio da streghe e tutti immobili. Un fermo immagine, una scena da serial americano.
Se non fosse che dopo un minuto era tutto svanito in un attimo con sacchetti che si riempivano, soldi che passavano di mano in mano, scatole di pelati a schiacciare banane e dentifrici tra carote e salumi.

Il Toro

Quando non so come uscire da Milano, ovunque io sia cerco l’uscita di Linate. Ma giravo da un pò e la cartellonistica stradale non è proprio il forte di questa città. Come parcheggi e semafori, d’altro canto.
Quindi accosto, infilo la mano per portaoggetti e cerco l’antenna Gps. Attendo che il mio Nokia la riconosca. Ma nulla. Scorrono intanto i nomi dei bluetooth disponibili li intorno. La zona è trafficata, e quindi la lista scorre piuttosto velocemente.
Sigle soprattutto. Senza significato. La gente, in fondo, è molto più sensata di quanto ci sforziamo di credere.
Fin quando “Il Toro”, balenando sul display illumina la mia immaginazione tra i vialoni della città.
Mi guardo intorno, cercando di cogliere chi possa essere degno di tale nomignolo.
Non lo individuo, naturalmente.
Avrei voluto conoscerlo, sapere i motivi di tanta autostima, stringere la sua mano e magari imparare qualche nozione che ancora mi era sfuggita Se si trattava di merito riconosciuto su campo, attraverso dimostrazioni di forza, di charme, di pura audacia, o semplicemente dell’insegnamento più interessante dell’ultimo corso motivazionale.
Se mai, insomma, sarei potuto arrivare anch’io a toccare certe cime.
Intanto, ricomparsa la direzione sul display, la strada avrebbe trovato il tempo per una risposta.

Stiamo attenti agli eroi

A molti miei amici consiglierei la lettura di questi stralci del libro di Filippo Facci.

Per guardare anche l’altra faccia della medaglia, quando non si discute solo di opinioni.
Cosi, giusto per non mitizzare troppo certe figure.

Preghiera per domani

Vorrei sapere cos’è l’amore, dove lo si trova, dove lo si incatena a se.
Vorrei come nelle favole, con quei disperati, andare dalla strega per aver la sua pozione magica.
Vorrei conoscere i segreti, i fili da tessere perchè il ricamo risulti cosi sottile da non essere visto ed elegante da restarne ammaliato.

Sono giorni nuovi questi qui. Tutto cambia senza che lo voglia, ma senza poter far nulla.
Tutto mi muove però lungo una direzione, secondo quella che è la mia visione. Non la vedo, ma ne intravedo il senso. Capisco il coraggio delle scelte, e le ammiro per quelle che sono.
Troppe volte ho visto soltanto la paura unire.
E non è ciò che voglio. Quello no.
E poi, oggi, come quasi sempre, nelle difficoltà, vedo una mano sorreggermi.
Chiamatela come volete, però in questi momenti, vedo segni inconstatabili. Il semplice verificarsi di eventi, proprio oggi, che possano sedare un pò della fame di ciò che desidero, a me sembrano miracoli.

Amen.

L’unico Bersani che posso votare….