Porca miseria. Santa Lucia senza Cuccia ed Arancine, no, non si può fare. Per il Palermitano, ovunque esso sia, è un’istituzione. E dopo l’esperimento di qualche mese fa, riprovare non mi andava proprio. E non potevo neanche comprare quelle ridicole arancine che fanno da queste parti, che tralaltro neanche chiamano con il loro nome.Urge una ricetta ufficiale, compresa di trucchi per renderle perfette. Aiutatemi.
Su facebook già ho scritto in passato. Ma la storia dei suoi proprietari proprio la conoscevo.
In questo articolo , a tratti un pò esasperato sul ruolo della tecnologia e della rete, se ne disegnano tutti i contorni. Anche abbastanza inquietanti.
A Palermo, la social card, sta creando non pochi problemi. In effetti per un anziano che abita vicino alla stazione, andare a fare la spesa a Città Mercato non costituisce un gran risparmio.
“Un sondaggio di Repubblica dice che il Pd sta al 28%, cioè cinque punti sotto il risultato delle elezioni politiche. Cinque punti, ma ci pensate? Dopo Veltroni a presentare il libro in America mentre Alitalia va in frantumi, dopo l’arresto di Del Turco e le successive primarie inutili fatte disputare in Abruzzo, dopo le dichiarazioni di Paola Binetti su pedofili e omosessuali, dopo la Vigilanza, Villari, Latorre e Bocchino, dopo Fassino che va dal Pse, Rutelli che va dall’Alde, i casini di Firenze e Napoli e Roma, dopo aver definito elemosina i 40 euro mensili della social card mentre ci si schierava a difesa degli abbonati Sky contro un aumento di 4 euro al mese, dopo il periodico ricicciare della “questione morale”, e chissà quante me ne scordo. Ragazzi: siamo al 28%!”
Ed io che passavo lontano da Piazzale Giotto* sotto le feste per evitare quell’ignobile fiera natalizia, ieri mi sono ingabbiato nella fiera degli “O bei! O bei!”, la tradizionale fiera di Sant’Ambrogio qui a Milano.
Stesso caos e stesse cianfrusaglie sparse, con nessun legame alla tradizione di cui avevo letto e che faceva sua mostra soltanto nelle poche foto all’ingresso del Castello Sforzesco. Devo poi comprendere la strana filosofia sui parcheggi attuata a Milano. Parcheggi e devi pagare per ogni ora in cui starai li, naturalmente. Soltanto che dovrai passare la prima mezz’ora seguente al parcheggio nel trovare qualcuno che venda i ticket. In qualunque zona in cui tu ti trovi. Eppure sistemi molto più efficienti esistono dovunque, basterebbe attuarli. Incomprensibile.
In compenso però Milano si è sembrata magnifica (qui un pò di foto), e lo spettacolo delle luci del Castello Sforzesco davvero incantevole.
*(si, lo so, si chiama piazzale John Lennon, ma per chi quindicianni fa andava a giocare a minigolf all’oceania rimarrà sempre con quel nome li)
Per quanto ci si possa fare per dare un’idea diversa della sicilianità, questo è il nostro marchio più noto. Tanto più che è usato da molti commercianti, qui nel Nord-Italia, per vendere prodotti siciliani. Ieri, alla fiera degli O-bei O-bei ne avrò contati almeno cinque diversi. Dovremo quindi più cinicamente chinarci alla nostra immagine e vendere questo brand, come già hanno intuito i tour operator che organizzano mafia tour, come nei settori dedicati nelle librerie, nelle coppole vendute nei negozi di souvenir con i pupazzi con la lupara e il marranzano.
Nella settimana in cui il governo gentilmente si è inchinato ai voleri della Santa Sede trovando improvvisamente fondi che per altre misure si dicono inesistenti; nella settimana in cui il partito democratico scopre di dover aprire una questione morale al suo interno, viste le falle aperte su più fronti; nella settimana in cui Berlusconi dice che si, è vero, all’interno del partito democratico esiste una questione morale, dimostrando grande capacità nel guardare la trave negli occhi degli altri; nella settimana in cui la magistratura litiga al suo interno, le procure si fanno la guerra, perdendo una credibilità già eccezionalmente minata da diec’anni di attacchi populisti: qualcuno mi ha portato lontano dalle pagine dei giornali evitandomi sfinimenti e nausee.
Tempo fa avevo parlato della presentazione di un libro a cui sono stato tempo fa, in un bel locale. Vi avevo parlato di questa piccola casa editrice ben attenta ai delitti ambientali presenti in Italia e che ha avuto la felice idea di coinvolgere molti scrittori di noir italiani in questa attività di denuncia. Ultimamente anche Carlo Lucarelli ha pubblicato un libro per loro. Oggi ho visto sul loro blog il video della presentazione. C’è perfino un piccolo cameo regalato da me e Stefano. Il problema è trovarlo.