Insieme

La gente si dispone sulla propria poltrona, distanziate di appena un posto dal proprio vicino. Noi subito dopo essersi spente le luci, ci stringiamo accanto. Lo spettacolo è essenziale. Una chitarra e uno splendido attore raccontano una storia di bombardamenti, fughe e picciriddi in un mondo di cui capiscono poco il senso, e cercano un modo per esserne parte. Non penso a nulla, ascolto. Poi, un pensiero mi si pone davanti. Un’ansia, che non mi appartiene. Siamo al chiuso. Dopo tutto questo tempo, da poco più di un’ora. Abbiamo mascherine, siamo almeno in parte vaccinati. In qualche misura, siamo in una condizione che ci mette a rischio.

Ma siamo qui, tutti noi, come dei reduci, sopravvissuti a mesi di streaming e solitudine, per celebrare un rito collettivo di riappropriazione. Abbiamo bisogno che i nostri occhi cerchino bellezza e grazia, dopo questi mesi. Non so se sono pronto, ma ne ho bisogno.

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