Torna l’Emiro

Leggo con curiosità che a Palermo stanno per tornare gli Arabi. Con fior di quattrini (per la precisione 2 mld di euro) hanno intenzione di comprare il centro della città in maniera tale da cominciare un’opera di riqualificazione. Si ritorna indietro a più di mille anni fa, ai tempi in cui gli Arabi erano padroni della Città, “Balarmuh” per loro, e che viene ancora ricordata dagli storici come tra le più floride per la nostra terra.
Un’epoca di cui forse ci rimane troppo poco a causa della distruzione fatta già delle loro opere da coloro che li sostituirono nel dominio della Città, i Normanni di Federico II di Svevia, dei barbari che si fecero meravigliare da quella cultura e dalle capacità dell’intellighenzia Araba tanto da volerli a corte, tanto da dare a loro stessi ruoli principali nella costruzione di molte opere, che cosi risentirono di quell’influsso. Basti pensare a San Giovanni degli Eremiti o alla Martorana, esempi di una mescolanza di culture ed un rispetto altrui di cui dovremmo conservare memoria ai nostri tempi. Molto di più è rimasto forse nella cultura e nei nomi dei nostri quartieri, come la Kalsa, o ancora nelle opere più nascoste, come quella meraviglia costituita dai Qanat.
Certo sono passati millenni e non si può parlare più in questi termini, ma sicuramente gli Arabi a Palermo hanno storicamente fatto e fanno meno paura rispetto a quanto raccontano le cronache in giro per il mondo.
Adesso non arriveranno più con cammelli ma a bordo di lussuosissime fuoriserie, ma allo stesso modo credo che un investimento cosi forte non può che fare bene alla nostra economia. Guardandoci intorno, non esiste una minima risorsa economica autoctona in grado di finanziare un’opera di questo tipo, viviamo di assistenzialismo statale da sempre, e quindi ritengo sia un bene che fondi esteri entrino nel nostro territorio per sistemare il nostro centro storico, abbandonato nell’epoca del boom edilizio dalla borghesia palermitana. Certo, non verranno a fare di certo beneficienza, vorranno qualcosa in cambio, ma se un pò di quello spirito e di quei soldi entrano nella nostra terra e danno una spinta in più all’imprenditoria per cosi dire di contorno, a costituire anche un semplice indotto, ciò costituirà un movimento, e questo di per sè costituisce una notizia per la Sicilia.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.