Yes, we can!

Veltroni, va benissimo correre da soli e scrollarsi di dosso gente che non permette di governare. E’ l’unica strada, è stato già dimostrato per ben due volte che non si può governare se ti tirano la giacchetta da una parte e dall’altra per i propri interessi o per ottusità.
Ma già che corri da solo fai pulizia nel partito di mafiosi, corrotti, collusi, palazzinari e papponi.
Non si può parlare di nuova politica e di fiducia dei cittadini quando il PD non ha il coraggio di fare piazza pulita di dirigenti che nel migliore dei casi si sono dimostrati incapaci, vedi in Calabria e in Campania.
Se non si ha la forza di fare questo non si può essere credibili nel fare moralismi.
Il tuo caro Obama dice “Yes, we can!“, e tu ripeti a pappagallo, ma noi vogliamo i fatti.

Un’altra campagna elettorale

Ditemi che sto dormendo e quando mi sveglierò sarà stato solo un brutto incubo! Non credo di poter resistere ad un’altra campagna elettorale, a questa zuffa continua da sfinimento. Se dobbiamo farle perchè non la prossima settimana, io ero libero, ci toglievamo il dente ed evitavamo di sorbirci la solita solfa.
Ah, sono già disposto a prendere scommesse su quante volte il nanetto autoassolto accusarà la sinistra di mangiarsi i bambini!
La buona notizia è che questa volta durerà poco più di due mesi!

P.s. E se quest’altra storia fosse vera?Calderoli ha sostenuto oggi che nonostante le elezioni ad Aprile i deputati neoeletti prenderanno la pensione. Per fortuna è arrivata la smentita, e ho scoperto cosi che dalla prossima legislatura il diritto all’assegno vitalizio si conseguirà dopo 5 anni di effettivo mandato. Un’altra buona notizia, per finire.

Genio

Leggo dall’Espresso un anedotto raccontato da Veltroni.
“Quando c’era Fellini andavo a mangiare con lui. Una delle ultime volte, sul set de “La voce della luna”, mi accompagnò a vedere come avesse fatto dipingere Berlusconi sulle due mezze porte tra cucina e sala del ristorante, prese a calci dai camerieri ogni volta che passavano coi piatti”.

Donnie Brasco

Donnie Brasco è un gran film. Per mesi e mesi dopo la visione con Massimo ripetevamo spesso l’espressione “Che te lo dico a fare” ricordando Johnny Depp che nel film usava ripetere quella frase in ogni occasione, per dire tutto e il contrario di tutto. La storia di un agente dell’Fbi infiltrato nella mafia Americana per sei lunghi anni abbandonando la sua vita e mischiandosi totalmente con questi, rischiando di essere scoperto continuamente, non può non affascinare.

Per questo non ho resistito quindi alla tentazione quando ho visto sulla copertina dell’ Espresso il titolo “Saviano incontra Donnie Brasco“. Sfogliando il giornale leggo avidamente dell’incontro a Roma tra questi due uomini che, per motivi diversi, devono continuamente guardarsi le spalle da un nemico che hanno deciso di combattere. Discutono in un ristorante romano naturalmente di criminalità organizzata cercando di mettere a confronto esperienze e cercando di vedere una via d’uscita, che in America sono riusciti a trovare. E qui in Italia? Come diceva qualcuno “How many years can a mountain exist, Before it’s washed to the sea?”, per quanti anni una montagna può esistere prima che venga spazzata via dal mare?

M’illumino di meno

Il 15 Febbraio la trasmissione radiofonica di Radio 2, Caterpillar, ha organizzato per il quarto anno consecutivo una manifestazione dal nome “M’illumino di meno” per sensibilizzare al risparmio energetico.
In particolare Cirri e Solibello invitano a spegnere luci e apparecchiature elettriche non indispensabili (il polmone artificiale del nonno lasciatelo acceso) dalle ore 18:00 alle 19:30, facendo cosi’ crollare i consumi nazionali di energia e contribuendo alla salvaguardia del pianeta.
Hanno già aderito numerose istituzioni, dal Quirinale al colosseo rimarrano spenti.
A Palermo ci portiamo avanti visto che da giorni le strade del centro sono al buio. Ma credo che questa sia un’altra storia!

P.s. Ho inserito un link permanente fino al 15 Febbraio.

Il miglior regalo

Sono tornati i Bee Hive. Scusate, scappo a cercare i biglietti, speriamo che ci sia anche Licia con Giuliano…….

4 Febbraio



Parma – Palermo e ritorno

Fine settimana a Palermo, per una volta tutto perfettamente in orario. Sfatato un mito.

Bella pacchia, finchè durano, questi fine settimana.

Orecchie da mercante e mosche bianche

Di populismo ne abbiamo già abbastanza. Non mi piacciono le generalizzazioni. Come non sopporto sentir dire l’eguaglianza tra Palermo e Mafia, mi piace poter pensare che non tutti i politici facciano schifo. Per questo cercherò di evidenziare, quando ciò si verificherà, qualche buona notizia legata all’iniziativa di qualche politico. A volte finiscono con un buco nell’acqua, perché si sa che a remar contro è difficile arrivare in porto.

Comincio con questa storia, sentita qualche sera fa all’Infedele di Gad Lerner in seguito ad un articolo del Sole 24 ore.

Il governo Berlusconi, alla fine dell’ultima legislatura, ha approvato un piccolo comma nella legge per il rimborso elettorale che prevede il rimborso anche “l’erogazione del rimborso elettorale anche in caso di scioglimento delle Camere”. Ciò significa che continueranno ad incassare 300 milioni di euro in totale, somma che si andrà a sommare al rimborso attribuito nel caso in cui si andasse nuovamente alle urne. Da qua si capisce una delle cause dell’urgenza di andare alle urne. E’ interessante scoprire anche come viene calcolato, per esempio si scopre che con il passaggio all’euro il rimborso è passato da 800 lire a 1 €, forse per adeguarsi al paese reale, dove tutto è raddoppiato.

L’esempio di buona politica viene invece da Silvana Mura, deputata dell’Italia dei Valori, che nella Finanziaria votata nel dicembre 2006 (quindi con il governo di centro sinistra) e in quella approvata a dicembre scorso, ha provato a cambiare le cose, senza comunque riuscirci. La maggioranza dei deputati ha fatto orecchie da mercante, e tutto è rimasto come prima. Va dato a lei il merito di averci informato e di aver difeso un certo principio di legalità. Sono esempi che occorre far emergere e da ricordare.

E tu lo sai cos’è un captcha?

Confesso che sconoscevo questa parola fino a pochi giorni fa. Mi ricordava qualcosa di vagamente sudamericano, qualcosa legato a chissà quale civiltà perduta.

Macchè, sono totalmente fuori strada.

Avete presente quando provate ad entrare su qualche pagina protetta di un sito e vi compare quella parola distorta che dovete riscrivere? Quello non è altro che un captcha, che risulta essere un acronimo di “test di Turing pubblico e completamente automatico per distinguere computer e umani”.

Viene usato per permettere al computer di distinguere se colui che scrive è un uomo o è un computer che vuole accedere a delle pagine protette inserendo magari virus.

Ogni giorno in questo modo vengono impiegate (secondo la Carnegie Mellon university centocinquantamila ore di lavoro per trascrivere dei captcha. L’equivalente di non so quanti libri. Si è pensato quindi di cogliere due piccioni con una fava creando il progetto recaptcha, per trarre profitto da tutto questo lavoro applicandolo a una necessità simmetrica a quella affrontata dalle captcha: l’archiviazione digitale di tutti i libri e documenti che la nostra cultura ha prodotto prima dell’era digitale, a mano o in stampa.

In pratica si forniscono ai siti che usano i captcha dei brani di testo che uno scanner ha estratto da un documento da digitalizzare e che il computer non è in grado di trascrivere esattamente: cosi quando si capita su quei siti e si decifra un captcha, la risposta contribuisce all’archiviazione per i posteri della conoscenza universale.

Direi geniale!!

Spunti dall’ Internazionale del 10 gennaio 2008.

Un blog che è già carta straccia