Ma non dovevamo vederci più

Alla scadenza annuale del mio account su tophost, quest’anno avevo deciso di non rinnovare più questo spazio.

Le ragioni, molteplici. 

La distanza tra un post e il successivo. Segnale di un’urgenza che non c’era più, nascosta dietro gli impegni lavorativi e la vita familiare. 

Poi, il rumore di fondo della rete, fin troppo piena di opinioni, per aggiungerne delle altre. Oltrettutto non richieste. 

E infine una certa consapevolezza, maturata negli ultimi anni, di cui vorrei parlare a lungo, magari piu’ avanti. 

Peró poi è bastata la spinta dei soliti per scrivere ai gestori per riavere questo spazio. 

Perchè, nonostante la voradicità dei social, che lasciano raramente lo spazio per riflessioni più lunghe di qualche riga, mi sembra di avvertire nell’aria la necessità di un ritorno ad uno spazio più personale. 

Molte persone che conosco hanno riaperto il loro blog dopo qualche anno di silenzio, sono rifiorite le newsletter, con qualche caso di buon successo. 

Ma, più ampiamente, sembra sia nata la necessità di una condivisione più ristretta, che ambisce a ritrovare un’isola di confronto più serena, ragionata, sincera, di quanto offerto dall’immensa vastità del bacino dei nostri amici su facebook.  Nei quali, spesso, si tende a tacere le proprie opinioni per evitare discussioni spesso sterili e per evitare dissapori con persone che abitualmente incontri per strada. Una forma di autocensura che è anche una forma di salvaguardia per le proprie coronarie. 

Per cui ben venga questo ritorno alla riserva indiana dei blog, luoghi virtuali in cui rifugiarsi durante questi strani giorni. 

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