La fine dell’età adulta

Immaturi, ma piuttosto allegri. Per niente adulti, ma almeno non disillusi. Nevrotici, ma non depressi. Abbiamo sostituito l’età adulta con una nuova e pazza età dell’innocenza, dentro la quale i miei (e i vostri) quarant’anni sono ancora pieni di promesse. Forse è ridicolo, ma è il grande pregio di essere eternamente adolescenti: aspettiamo qualcosa di grandioso, che a un certo punto arriverà. E se non arriverà potremo comunque dire che ci siamo divertiti.

Pochi giornali meritano più che una lettura. IL è uno di questi.

 

2 pensieri su “La fine dell’età adulta”

    1. Non penso c’entri nulla la precarietà. Semplicemente non abbia voglia di crescere, o vogliamo continuare a sorridere come bambini nonostante siamo un po’ cresciuti. Molto secondo me influenza il fatto di non fare figli da giovani, procrastinando continuamente il nostro percorso di vita naturale.
      Ci vedo un’analisi molto chiara di cui non c’è da esserne felici o meno, ma semplicemente da osservare la realtà dei fatti. fotografata benissimo da questo articolo. Almeno a guardare i coetanei che mi circondano, e me in primo luogo.

Rispondi